Lorenzo Palmisani, il nuovo prodigio italiano che non ha mai smesso di studiare Buffon
In un’Italia appassionata di calcio, il dolore di aver mancato tre Mondiali consecutivi ha lasciato ferite profonde. Ora una nuova generazione è pronta a reagire, e Lorenzo Palmisani (22) è in prima linea. Il giovane sta stupendo la Serie A al suo esordio e un esordio in Nazionale sembra vicino per l’ultima “perla nascosta” di GOAL.
Ogni volta che l’allenatore del Como, Cesc Fàbregas, vede un suo giocatore tirare in porta, è già pronto a esultare. Le sue braccia incrociate si aprono e i pugni si stringono. Ma il portiere del Frosinone, Lorenzo Palmisani (22 anni), para ancora una volta. Chiunque tiri, che sia il prodigio argentino Nico Paz o il famigerato goleador Anastasios Douvikas, Palmisani trova sempre la risposta giusta.
«Palmisani ha fatto tantissime parate. Se avessimo vinto 4-1, non sarebbe stato immeritato», sospira Fàbregas al termine della partita. Il risultato finale è stato 2-0 per il Frosinone. Per il Como è stata la prima sconfitta in cinque mesi; per il Frosinone neopromosso, la terza vittoria in cinque gare.
Lorenzo Palmisani vs Como
— . (@opcompss) September 21, 2026
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La squadra di Massimiliano Alvini ha ora vinto tre delle prime cinque partite, e Palmisani è stato fondamentale in questo inizio impressionante, mantenendo la porta inviolata in due occasioni. La seconda, contro il Como, gli è valsa il meritatissimo titolo di Man of the Match.
La stampa italiana gli ha assegnato il massimo dei voti. «L’Italia ha davvero sfornato un altro prodigio tra i pali?», si chiede Sportmediaset dopo la partita contro il Como. L’Italia non è certo a corto di portieri leggendari: basta chiedere a Dino Zoff, Gianluigi Buffon o all’attuale numero uno del Manchester City, Gianluigi Donnarumma.
Il paragone con Buffon, in particolare, lusingherà Palmisani: il leggendario portiere è il suo idolo. «Lorenzo ha sempre avuto Buffon in mente», racconta il padre Piero a Tuttosport. «Non voglio nemmeno sapere quanti video di Gigi abbia guardato in vita sua».
Per la famiglia Palmisani, di cui Lorenzo è il più giovane, queste settimane sono state ricche di emozioni. «Stiamo vivendo momenti meravigliosi. Siamo una famiglia semplice e non è facile gestire queste emozioni, soprattutto dopo la partita contro il Como».
La famiglia vive ad Alatri, cittadina di trentamila abitanti. «Tutti sono felici per noi, qui vanno pazzi per Lorenzo», sorride la madre Graziella. «Alcuni vengono a casa per conoscerlo».
«Mi viene la pelle d’oca a vedere la gente che va in giro con la maglia dei Palmisani», dice Graziella. «Ma non deve montarsi la testa», avverte con tono materno. «Sono sicura che non lo farà. Andava bene a scuola, ha completato un percorso di studi tecnici e non abbiamo mai avuto problemi con lui».

Due anni fa, ad Alatri solo pochi indossavano una maglia con scritto «Palmisani». Il ventiduenne giocava in prestito in Serie C con la Lucchese, seconda esperienza dopo un fallimento all’Olbia in difficoltà economiche.
«Eravamo preoccupati per lui», ricorda Piero. «Le cose non andavano bene a Olbia ed è stata un’esperienza difficile a Lucca. È stato allora che il Frosinone ha deciso di farlo crescere in prima squadra». Una scelta vincente.
Palmisani è arrivato al Frosinone dal settore giovanile del Mole Bisleti a nove anni, grazie ai genitori: Piero allenava una piccola squadra femminile ad Alatri e sua moglie giocava in porta.
Ci è voluto un po’ di tempo prima che i geni da portiere si manifestassero. «Portavamo spesso Lorenzo alle partite e lui si è gradualmente innamorato di questo sport. Ma non ha iniziato subito come portiere», spiega suo padre.
«Preferiva il centrocampo, ma un giorno disse che voleva giocare in porta. Lo avvertii che avrebbe avuto bisogno di forza mentale — a un certo punto sei da solo — ma era testardo». Spinto da quella testardaggine, Palmisani è entrato a far parte del settore giovanile del Frosinone nel 2013, ma non ha avuto la sua occasione in prima squadra fino all’età di vent’anni, subito dopo quei due difficili periodi di prestito.
Nella scorsa stagione è diventato titolare e ha guidato il Frosinone al secondo posto in Serie B con 15 clean sheet in 38 partite e l’80% di parate, conquistando la promozione in A.

Prima è arrivato l’esordio in Serie A, poi la convocazione nell’Under 21 e infine quella nella Nazionale maggiore con il commissario tecnico ad interim Silvio Baldini, anche se non ha ancora debuttato.
Il suo esordio in A arriva, tra tutte le squadre, proprio contro la Juventus: non solo la squadra del suo idolo Buffon, ma anche quella di Piero e Graziella, che hanno sangue bianconero nelle vene. Lorenzo non fa eccezione.
«Siamo tutti tifosi della Juventus. E pensare che il destino gli abbia dato la possibilità di esordire in Serie A proprio contro la Juventus…», gli brillano gli occhi a Piero. Il fatto che la Vecchia Signora abbia Palmisani in cima alla lista dei desideri rende tutto ancora più speciale.
«La Juventus è, ovviamente, un sogno», dice Piero, lusingato dall’interesse della “sua” Juve, che, come l’Inter, vuole rafforzare la rosa con Palmisani. «La cosa più importante per noi è che nostro figlio sia sempre felice. Ma sì, la Juve viene prima di tutto, e poi il resto. È sempre stato così nella nostra famiglia: prima la Juve, poi tutto il resto».
Le ore passate a studiare Buffon sembrano aver dato i loro frutti. Il passaggio alla Juve potrebbe essere l’inizio di qualcosa di grande, anche se per ora, come ricorda Graziella, meglio restare con i piedi per terra.
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