Malagò: "Maldini piano A, nessun contatto con il ct prima di lui e Leonardo. Sono un innovatore"

14 Luglio 2026 - 21:50
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Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC, è stato protagonista di un'intervista esclusiva, L’Italia: un lavoro di squadra, disponibile da questa sera su DAZN


Sul nuovo mandato


Io non sono un rivoluzionario, non lo sarò mai nel modo più assoluto, non è neanche nel mio carattere, però sono onestamente un innovatore.


Sulla scelta di Maldini


Per me lui era il piano A, assolutamente. La vera novità è che per la prima volta un Presidente federale si chiami fuori dal ruolo di Presidente del Club Italia e l'ultima parola non la cala dall'alto ma la condivide.


Sulla scelta del prossimo CT


Non ci sono stati contatti con allenatori antecedenti ai colloqui con Paolo e Leonardo. Altrimenti saremmo partiti malissimo, avrei subito tradito le logiche che ci hanno portato ad aprire questo rapporto.



LE DICHIARAZIONI

I rapporti con la Lega Serie A


L'hanno capito, io glielo sto facendo capire altrettanto approfonditamente, che hanno un prodotto legato mani e piedi con la Federazione. I rapporti tra Club e Nazionale sono importanti perché determinano i valori dei giocatori che hai in rosa.


Sullo stato della FIGC


A me sembra che ci sia uno stimolo a far bene, uno stimolo aggiuntivo particolare da parte delle persone. Sanno che è una sfida e serve assolutamente auto coinvolgersi. Io farò di tutto per farli sentire parte di qualcosa di importante.


Sul fenomeno della pirateria


La Lega si è spesa moltissimo, la politica è scesa in campo. So che chi ha acquisito i diritti è la prima vittima. Ho visto numeri sulla pirateria davvero assurdi. Io mi aggiungerò, con quelle che sono le mie capacità gestionali, relazionali e con delle idee, per fare in modo che, se non del tutto, almeno in buona parte questo problema della pirateria finisca davvero.


Sulla base del movimento calcistico italiano


Abbiamo perso quasi sei milioni di persone nella fascia d'età tra i 18 e i 35 anni, quella che rappresenta il principale bacino potenziale per una Nazionale. Questo è dovuto sia al calo demografico sia al fatto che sempre più giovani scelgono di praticare altri sport. Nonostante ciò, il numero dei tesserati non solo è rimasto stabile, ma è addirittura cresciuto grazie all'ingresso del calcio a 5, del calcio femminile, del beach soccer. Oggi, però, la vera sfida è ricreare appeal, alimentando quel fenomeno emulativo che spinge i ragazzi ad avvicinarsi a uno sport. Se c'è un Sinner che vince, è più probabile che un giovane dica: “Voglio giocare a tennis”. Allo stesso modo, se alle Olimpiadi di Milano Cortina arrivano risultati straordinari, è naturale che gli sport invernali diventino più interessanti.


Sul calcio femminile


Se si guarda a dove stavamo non troppi anni fa, l'aspetto del professionismo sul campionato di Serie A rappresenta una battaglia vinta. Abbiamo un buon livello competitivo di alcune nostre squadre che arrivano a ridosso di quello che è il podio in Europa, una Nazionale che sicuramente è competitiva. Negli Stati Uniti, in Norvegia, Canada, Gran Bretagna, le ragazze giocano a calcio nelle scuole, nelle università perché c'è l'organizzazione, c'è la struttura. Certo, il gap rimane, è chiaro che si debba allargare la base. Se nel calcio maschile si deve consolidare una situazione che c'era e che oggi sta rischiando di depauperarsi, sul femminile la devi conquistare.


Sull’innovazione e il calcio che evolve


Tutto quello che serve a creare maggiore spettacolarizzazione, senza tradire quella che è la filosofia, quasi la religione dello sport, è giusto prenderlo in considerazione. Però occhio a non andare troppo oltre. Chi, secondo me, ha fatto un ottimo lavoro è la pallavolo: ha creato qualcosa di spettacolare. Se ci pensi, quando è stato introdotto il rally point, con il punto assegnato a ogni azione invece del vecchio cambio palla, sembrava una rivoluzione epocale. Eppure, oggi nessuno lo metterebbe più in discussione. Per questo non sono così contrario alle novità che stanno emergendo. Anzi, sono favorevole, per esempio, alle sanzioni contro la simulazione e sono molto favorevole anche a punire chi perde tempo: è una cosa che proprio non si può vedere. È una violenza nei confronti di chi va allo stadio e vuole assistere a una partita.


Sulla semifinale Francia-Spagna del Mondiale


La Francia ha qualcosa in più per profondità della rosa e qualità complessiva. Per certi versi, Francia-Spagna è una finale anticipata: chi uscirà vincitore da questa sfida avrà un vantaggio importante nel torneo, anche grazie alle migliori condizioni fisiche.



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