Mario Roggero, emesso l’ordine di carcerazione: il gioielliere si è costituito a Bollate

17 Luglio 2026 - 17:30
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Mario Roggero, emesso l’ordine di carcerazione: il gioielliere si è costituito a Bollate

È stato emesso l’ordine di carcerazione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour, nel Cuneese, condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo il 28 aprile 2021. “Non parlo. Stasera guardate il mio ultimo video”, ha detto Mario Roggero raggiunto telefonicamente da LaPresse.

Il provvedimento è stato firmato alle 12.45 dalla Procura di Asti, guidata dal procuratore Biagio Mazzeo. La sentenza definitiva della Cassazione, arrivata mercoledì, ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione, già ridotta in appello rispetto ai 17 anni stabiliti in primo grado dal tribunale di Asti. La vicenda riguarda la sparatoria avvenuta nella gioielleria di famiglia nel 2021, quando il commerciante reagì a una rapina uccidendo due dei malviventi e ferendone un terzo.

Roggero arrivato a Bollate poco prima delle 17

Mario Roggero è arrivato al carcere di Bollate, in provincia di Milano, poco prima delle 17. Roggero è arrivato alla casa circondariale in auto, accompagnato da alcuni parenti. Prima di varcare l’ingresso si è fermato a parlare con i cronisti in attesa, poi è stato preso in carico dalla polizia penitenziaria che lo ha accompagnato all’interno.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti ha emesso in data odierna un ordine di esecuzione per la carcerazione nei confronti di Mario Roggero, in esecuzione della sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Asti, divenuta irrevocabile il 15 luglio 2026 a seguito della decisione della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso proposto dall’imputato”. È quanto si legge in una nota che spiega che “la condanna riguarda fatti commessi il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour ed è stata pronunciata per i reati di omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di arma comune da sparo e porto abusivo di arma in luogo pubblico, aggravati ai sensi di legge. La pena definitiva da eseguire è di 14 anni e 9 mesi di reclusione, oltre alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell’interdizione legale per la durata della pena”.

“L’ordine di esecuzione dispone che la polizia giudiziaria proceda all’arresto del condannato e alla sua traduzione presso un istituto penitenziario per l’espiazione della pena. Il condannato potrà anche costituirsi spontaneamente presso un istituto penitenziario per l’espiazione della pena, evitando l’esecuzione coattiva del provvedimento”, conclude la nota.

La moglie di Roggero presenta domanda di grazia

La moglie del 72enne, intanto, ha presentato una domanda di grazia e un’istanza di differimento dell’esecuzione della pena. Le iniziative arrivano dopo l’emissione dell’ordine di carcerazione da parte della Procura di Asti, successiva alla conferma della condanna da parte della Corte di Cassazione. La richiesta di differimento mira a sospendere temporaneamente l’esecuzione della pena, mentre la domanda di grazia sarà valutata secondo la procedura prevista dall’ordinamento. La richiesta della donna segue il crescente movimento politico e mediatico che si è creato attorno al caso di Mario Roggero. Diversi politici, specialmente di centrodestra, si sono schierati con l’imprenditore piemontese, a partire da Matteo Salvini, Carlo Nordio, Guido Crosetto e Antonio Tajani.

La Lega: al vaglio ipotesi candidatura e raccolta fondi

La Lega in campo su ogni fronte per sostenere Mario Roggero. Oltre alla campagna a favore della grazia, il partito sta valutando ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge, compresa l’eventuale candidatura di Roggero, qualora ne ricorrano i presupposti normativi”. Lo rende noto il partito guidato da Matteo Salvini. “Parallelamente, la Lega è impegnata a promuovere una massiccia raccolta di fondi destinata ad aiutare il gioielliere nel pagamento dei risarcimenti disposti dalla sentenza. Per la Lega, chi ha difeso il proprio lavoro e la propria vita non può essere lasciato solo”, conclude la nota.

Tajani: “Giusto chiedere la grazia”

“È giusto chiedere la grazia per un uomo che ha sbagliato, ma capire anche perché ha sbagliato. È sotto pressione, sotto violenza da tanti anni, e credo che sia giusto che la società lo perdoni. Non è un pericoloso criminale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, favorevole alla richiesta di clemenza.

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