Export italiano da record: vale il 32% del Pil. L’ICE celebra 100 anni di sostegno alle imprese
L’export continua a essere uno dei principali motori dell’economia italiana. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto livelli record, confermando la capacità delle imprese italiane di competere sui mercati internazionali anche in un contesto economico complesso, segnato dalle tensioni commerciali e dai dazi introdotti dagli Stati Uniti.
A fotografare lo stato di salute del commercio estero italiano è l’ultimo rapporto “L’Italia nell’economia internazionale”, presentato in occasione del centenario dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Export da record: 643 miliardi di merci e 148 miliardi di servizi
Secondo il rapporto, nel 2025 l’Italia ha esportato 643 miliardi di euro di beni e 148 miliardi di euro di servizi, numeri che confermano il ruolo centrale del Made in Italy nello scenario economico mondiale.
Oggi le esportazioni rappresentano circa il 32% del Prodotto interno lordo, quasi un terzo dell’intera ricchezza prodotta dal Paese. Un dato che assume ancora maggiore rilievo se confrontato con quello del 1926, anno di fondazione dell’ICE, quando l’export pesava appena il 12% del Pil italiano.
In un secolo il contributo del commercio internazionale all’economia nazionale è quindi quasi triplicato.
Il Centro Italia guida la crescita
A trainare l’espansione delle esportazioni nel 2025 è stato soprattutto il Centro Italia, che ha registrato un incremento del 13,2% rispetto all’anno precedente.
A sostenere questa crescita sono stati comparti ad alto valore aggiunto come:
- farmaceutica;
- aerospazio;
- metallurgia.
In particolare, Toscana e Lazio si confermano tra le regioni più dinamiche sul fronte dell’internazionalizzazione.
Più contenuta la crescita nel resto del Paese: il Nord-Ovest ha segnato un +2,3%, il Nord-Est un +2%, mentre il Mezzogiorno registra una lieve flessione dell’1,2%.
Il Made in Italy resiste anche ai dazi
Uno degli aspetti più significativi evidenziati dal rapporto riguarda la capacità delle imprese italiane di continuare a crescere nonostante le difficoltà del commercio internazionale.
Il risultato è stato ottenuto infatti nell’anno caratterizzato dall’introduzione dei dazi commerciali statunitensi, dimostrando ancora una volta la forza competitiva del Made in Italy sui mercati globali.
Secondo il presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, il successo dell’export italiano nasce da una combinazione di fattori: la capacità delle imprese di creare valore, l’elevata qualità delle produzioni, il design, il know-how manifatturiero e una forte diversificazione sia dei mercati di destinazione sia dei prodotti esportati.
Cento anni di ICE al servizio dell’internazionalizzazione
Fondato nel 1926, l’Istituto per il Commercio Estero celebra quest’anno il traguardo dei 100 anni di attività.
Nel corso di un secolo l’ICE ha accompagnato migliaia di imprese italiane nei processi di internazionalizzazione, lavorando in sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme ad altri strumenti di supporto come SACE e SIMEST.
L’obiettivo resta quello di sostenere la competitività del sistema produttivo italiano, favorendo l’accesso delle aziende ai mercati internazionali e promuovendo nel mondo le eccellenze del Made in Italy.
Per un Paese come l’Italia, che fonda una parte significativa della propria crescita economica sull’export, i risultati del 2025 confermano quanto il commercio internazionale rappresenti una leva strategica per lo sviluppo, l’occupazione e la competitività dell’intero sistema produttivo nazionale.
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