Mario Roggero, Salvini a Bollate: “Mattarella sceglierà liberamente sulla grazia. Lavoreremo per estendere la legittima difesa”

18 Luglio 2026 - 17:30
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Mario Roggero, Salvini a Bollate: “Mattarella sceglierà liberamente sulla grazia. Lavoreremo per estendere la legittima difesa”

Matteo Salvini è arrivato poco dopo le 10.30 al carcere di Bollate per fare visita a Mario Roggero, il gioielliere di di 72 anni di Grinzane Cavour, nel Cuneese, condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina alla sua gioielleria il 28 aprile 2021. Insieme al vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti ci sono i deputati della Lega Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti. Fuori dal penitenziario una delegazione di giovani del Carroccio ha esposto cartelli e uno striscione con scritto “Grazia per Mario Roggero“. 

Salvini: “Nessuna pressione, Mattarella sceglierà liberamente”

Dopo la visita di circa un’ora e mezza a Mario Roggero, Matteo Salvini si è fermato a parlare con i giornalisti. “Sta bene, noi non facciamo pressione su nessuno, non ci sono attacchi nei confronti di nessuno”, ha detto il leader del Carroccio. “Sicuramente Roggero ritiene di essere vittima di un’ingiustizia, di una pena eccessiva e io ritengo che abbia ragione. La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene e sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente e nei tempi e nei modi che vorrà il presidente della Repubblica, che è l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti. Poi ci sono tanti modi per scontare la pena, a 72 anni dopo una vita di lavoro non penso che passerà anni in un istituto carcerario e per questo ci impegneremo al massimo”.

Il vicepremier si è poi soffermato sull’intenzione di voler estendere ulteriormente la legittima difesa. “Abbiamo approvato una legge che ha evitato questa sofferenza, processo e carcere, a tanti italiani. Lavoreremo per estendere ancora di più il concetto e il perimetro della legittima intesa“, ha affermato.

Salvini: “Sarei orgoglioso di poterlo candidare”

Salvini ha parlato anche della possibilità di candidare Mario Roggero. “C’è una sentenza e dobbiamo ragionare su come accompagnare questa sentenza per permettere che quel 72enne passi in un carcere il minor tempo possibile. Come Lega stiamo esaminando tutti i profili legali e se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare“, ha spiegato ai cronisti fuori dal carcere di Bollate. A chi gli ha fatto notare l’interessamento sul caso anche del leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci, ha risposto: “Non mettiamola in politica anche qua. Sto parlando di un 72enne che in un sabato di luglio normale oggi starebbe giocando con otto nipotini e invece in questi minuti tornava in cella per mangiare e quindi è un cambio di vita non indifferente il mio impegno che questo cambio di vita duri il meno possibile”.

Avanti Psi: “Salvini populista trasforma dramma in propaganda”

Il segretario nazionale di Avanti Psi, Enzo Maraio, ha commentato la decisione di Salvini di recarsi a Bollate da Mario Roggero. “La visita rischia di trasformare un dramma umano e giudiziario in un’operazione di propaganda“, ha affermato. “Comprendo il dolore personale e familiare di chi sta affrontando una vicenda così difficile, ma proprio per questo la politica dovrebbe avere il senso del limite. La grazia non è uno strumento per correggere una sentenza definitiva né può essere evocata come risposta a una campagna di pressione sull’opinione pubblica o sulle istituzioni. Così si finisce per alimentare la propaganda, facendo un danno innanzitutto alla persona coinvolta. C’è una grammatica delle istituzioni che impone rispetto dei ruoli e della Costituzione. Se il centrodestra sceglie la strada della spettacolarizzazione e della polemica permanente, rinuncia a quella cultura di governo che dovrebbe distinguere chi esercita responsabilità pubbliche”.

Maraio ha poi aggiunto: “Il vicepremier, che insegue Vannacci e rispolvera il peggior populismo, farebbe meglio a lavorare su provvedimenti concreti per la sicurezza. Dica al Paese se e come intende modificare la disciplina della legittima difesa e con quali strumenti normativi. Basta teatro e propaganda: sulla sicurezza servono atti, norme e responsabilità, non passerelle mediatiche. È una priorità per i cittadini e merita risposte serie, non slogan”.

Piantedosi: “Grazia? Bisogna vedere le carte, procedura stringente”

Il caso ha smosso il mondo della politica con il centrodestra che chiede la grazia, a partire da Salvini, dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Più cauto il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi. “Bisogna vedere le carte, la procedura è stringente…”, ha detto un’intervista a la Repubblica. “Non sono un cittadino normale, ahimè. Quindi il problema non me lo pongo, ne ho già tanti altri”.

Procuratore di Asti: “Non è stata legittima difesa”

Ritornando al lato giuridico della vicenda, Biagio Mazzeo, procuratore capo di Asti e titolare dell’accusa nel processo di primo grado contro Roggero, ha ribadito che quella del 72enne non è stata legittima difesa.

“Non è stata legittima difesa, ma una reazione violenta a scoppio ritardato. Questo è il punto cruciale: non si può istituzionalizzare una rivalsa simile”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. “Il presidente Mattarella è molto selettivo e serve un’istruttoria. Oggi è impossibile parlarne. Eventualmente si potrà valutare dopo che Roggero avrà scontato almeno una parte della pena”, ha aggiunto in merito alla richiesta di grazia.

Il legale di Roggero: “Fiducia su domanda di grazia, ma tempi non brevi”

All’uscita dal carcere di Bollate, il legale di Mario Roggero, Stefano Marcolini, ha risposto alle domande dei giornalisti. “Fiducia per la domanda di grazia? Sì, però dobbiamo sapere che i tempi non sono brevi per un’istruttoria presidenziale. La domanda di grazia è una prospettiva interessante, ma anche quella è di medio termine”, ha affermato. A chi gli chiedeva un commento sulle frasi del gioielliere 72enne al Presidente della Repubblica, pronunciate ieri prima del suo ingresso nell’istituto penitenziario, l’avvocato ha risposto: “Si è rivolto in modo forse un pochino diretto, però tutte le dichiarazioni vanno contestualizzate. Ieri qui con voi Mario ha fatto un lungo discorso all’interno di quel lungo discorso si è forse rivolto in modo un po’ diretto al capo dello Stato, ma ha anche detto tante altre cose che umanamente mi hanno fatto sorridere”. 

FI: “Sentenza si rispetta, favorevoli a grazia se ci sono le condizioni”

“Non critico le sentenze e non le commento, le decisioni della magistratura si rispettano, così come si rispetta il giudicato. Da una parte abbiamo un condannato, dall’altra abbiamo una questione di giustizia sostanziale che tiene conto anche del contesto in cui si sono svolti i fatti giudicati. È evidente che in situazioni come queste la condizione psicologica e l’esasperazione possono incidere profondamente e vanno tenute nella giusta considerazione in vista di un possibile atto di clemenza”. Lo ha detto Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, ospite ad Agenda su Sky Tg24.“Forza Italia ha una posizione equilibrata e lineare e rispetta le sentenze: siamo favorevoli alla grazia a Roggero qualora vi fossero le condizioni. La grazia, che è una prerogativa assoluta del Presidente della Repubblica e rispetteremo qualunque decisione verrà assunta, non è un quarto grado di giudizio, non cancella la gravità dei fatti, è un atto che tiene conto di tutta una serie di situazioni”, ha concluso.

Braga (Pd): “Irresponsabile uso sicurezza per gara a destra”

La destra ha scelto di trasformare una vicenda giudiziaria sancita da tre gradi di giudizio in una gara di propaganda sulla sicurezza. Forse anche per archiviare le difficoltà e le divisioni emerse sulla legge elettorale, assistiamo a una rincorsa che non ha nulla a che vedere con la tutela dei cittadini, ma solo con la ricerca di consenso a destra”. Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenendo a Sky Agenda. “In queste ore si stanno superando limiti che non dovrebbero mai essere oltrepassati – ha aggiunto -. Dopo l’attacco alle prerogative del Presidente della Repubblica sulla grazia, la visita in carcere del vicepremier Salvini rappresenta l’apice di una spettacolarizzazione della giustizia, accompagnata da iniziative che rischiano di forzare procedure e rispetto tra le istituzioni. È un modo irresponsabile di usare temi delicatissimi come la sicurezza e la giustizia per alimentare una competizione politica tutta interna alla destra”.

 La capogruppo dem ha continuato: “Noi non condividiamo un’idea trumpiana della giustizia, fondata sul principio del ‘fai da te’. Non possiamo accettare che il nostro Paese scivoli verso una logica da Far West, alimentando istinti che con lo Stato di diritto e con la giustizia non hanno nulla a che fare. Di fronte a vicende così delicate serve equilibrio, rispetto delle istituzioni e delle decisioni della magistratura. Serve responsabilità: la sicurezza non si difende con la propaganda, ma con la serietà delle risposte e con il rispetto delle regole dello stato di diritto”.

Faraone (Iv): “Speculazioni della destra danneggiano proprio i rapinati”

“Sulla vicenda Roggero la maggioranza ha aperto una gara a chi riesce a spingersi più a destra. Ma così rischia di fare danni proprio a Roggero e a tutti i gioiellieri e commercianti che subiscono una rapina”. Lo ha dichiarato Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, a Sky TG24. “Il lato umano della vicenda è comprensibile. Ma i giudici hanno semplicemente applicato la legge sulla legittima difesa voluta da Matteo Salvini nel 2019. La destra, invece di prenderne atto, ha trasformato questa storia in una competizione propagandistica: Salvini rincorre Vannacci, Vannacci rincorre Meloni. Più che difendere Roggero, cercano di guadagnare qualche voto. A Roggero, però, hanno fatto soltanto del male. Prima gli hanno raccontato che qualunque reazione a una rapina fosse sempre legittima. Adesso, con la campagna sulla grazia e con iniziative che non spettano al ministro della Giustizia, finiscono persino per mettere in difficoltà il Presidente della Repubblica, rendendo quella strada ancora più complicata. Se davvero volessero aiutare chi subisce una rapina, farebbero altro: rifinanzierebbero il fondo per i ristori alle vittime dei reati, e assumerebbero almeno 12 mila tra poliziotti e carabinieri che oggi mancano agli organici. La sicurezza si costruisce così, non con la propaganda”, ha concluso.

Federcontribuenti: “Grazia non diventi strumento per correggere sentenze”

Anche Federcontribuenti si è inserita nel dibattito sorto attorno alla vicenda di Mario Roggero. “Riteniamo che il rispetto dello Stato di diritto imponga una netta distinzione tra il piano emotivo e quello giuridico. La grazia rappresenta un istituto eccezionale previsto dalla Costituzione e non può essere utilizzata come una forma di revisione delle decisioni della magistratura o come risposta alla pressione dell’opinione pubblica. Le sentenze possono essere contestate attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento, non mediante un uso estensivo del potere di clemenza“, si legge in una nota del presidente Marco Paccagnella. “Pur comprendendo il forte impatto umano e psicologico che una rapina può determinare su chi la subisce, ciò non esonera dal rispetto dei limiti fissati dalla legge in materia di uso legittimo della forza. Ogni vicenda deve essere valutata sulla base dei fatti accertati nei procedimenti giudiziari e delle motivazioni delle sentenze”.

Federcontribuenti ritiene inoltre che debba essere evitato qualsiasi automatismo “che comporti il ricorso a risorse pubbliche, e quindi ai soldi dei contribuenti, per soddisfare obblighi risarcitori derivanti da responsabilità civili accertate a carico di soggetti privati. Il principio generale è che chi è civilmente responsabile risponde con il proprio patrimonio, salvo i casi espressamente previsti dalla legge. Allo stesso modo, non riteniamo condivisibile l’idea che eventuali risarcimenti in favore dei familiari delle vittime possano gravare indiscriminatamente sulla collettività in assenza di uno specifico fondamento normativo”. “La solidarietà verso chi subisce un reato non può tradursi in una compressione dei principi dello Stato di diritto né in un trasferimento automatico di oneri economici sui contribuenti. La tutela della sicurezza, il rispetto delle decisioni della magistratura e la corretta gestione delle risorse pubbliche devono procedere insieme, senza eccezioni dettate dall’emotività del momento”.

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