Massimo Ceccherini via dall’incubo: salvato da debiti di gioco per 1,4 milioni da un misterioso amico. All’attore il saldo a rate e la terapia sulla ludopatia

17 Luglio 2026 - 20:10
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Massimo Ceccherini via dall’incubo: salvato da debiti di gioco per 1,4 milioni da un misterioso amico. All’attore il saldo a rate e la terapia sulla ludopatia

Massimo Ceccherini via dall’incubo: salvato da debiti di gioco per 1,4 milioni da un misterioso amico. All’attore il saldo a rate e la terapia sulla ludopatia

Massimo Ceccherini, amico e attore di Leonardo Pieraccioni che con il regista ha condiviso i primi successi cinematografici e, si suppone, anche i relativi lauti compensi, ha finalmente visto la fine di un incubo finanziario e personale durato anni. Il Tribunale di Firenze ha infatti dato il via libera al piano di salvataggio per azzerare un buco da ben un milione e 400mila euro, accumulato tra fisco e istituti di credito a causa di un problema di ludopatia che ha condizionato la sua vita e messo in crisi la sua sopravvivenza economica.

Ceccherini fuori dall’incubo dei debiti di gioco grazie a un benefattore anonimo e alla convivente

A salvare l’artista dal baratro non è stato un miracolo, ma la combinazione di una normativa di buon senso, l’amore della sua compagna e, soprattutto, un gesto di straordinaria e rara generosità. Un amico fraterno di Ceccherini, rimasto rigorosamente anonimo nelle carte giudiziarie, ha infatti versato di tasca propria ben 300mila euro per rendere possibile il “concordato minore con assuntore”.

L’ammontare del debito per 1,4 milioni di euro ripianato con 300.000 euro dell’amico. Ma non solo

Si tratta, come si evince dai siti di Open e del Corriere fiorentino, di uno strumento legale che permette ai soggetti in grave sovra-indebitamento di ripianare i debiti grazie all’intervento economico di un terzo. Il resto del passivo residuo verrà estinto dall’attore stesso, che verserà all’Agenzia delle Entrate 500 euro al mese per i prossimi quattro anni.

Il disturbo da gioco d’azzardo (Dga) che ha polverizzato i guadagni dell’attore

La svolta decisiva, come evidenziato dal giudice Cristian Soscia nella sentenza di omologazione della quinta sezione civile, è stata la presa d’atto che la crisi finanziaria di Ceccherini non è nata da dolo, frode o malafede, bensì da una reale e documentata patologia clinica: il disturbo da gioco d’azzardo (Dga). Una dipendenza feroce che negli anni ha letteralmente polverizzato i cospicui guadagni dei suoi passati successi cinematografici, spingendolo a dilapidare il patrimonio e a chiedere continui prestiti.

Per Ceccherini avviato il percorso terapeutico a Pistoia

Fondamentale, in questo percorso di rinascita, è stata la compagna dell’attore, che lo ha preso per mano e lo ha convinto a intraprendere un percorso terapeutico presso il SerD di Pistoia, la città dove la coppia risiede. Da oggi in poi, la regolarità dei pagamenti sarà vigilata dall’Occ (Organismo di composizione della crisi), un ente terzo composto da professionisti e autorizzato dal Ministero della Giustizia.

Per Ceccherini si chiude così una pagina dolorosa, lasciando spazio alla guarigione. Una parabola che dimostra come, nei momenti più bui, la vera amicizia e la solidarietà affettiva valgano molto più di qualsiasi conto in banca.

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