Franchi tiratori a Report, Zavalani rivela: “Le pagine del libro di Ranucci inviate dalla sua redazione”

«Io questa serenità che viene descritta come propria dell’intera redazione non la ritrovo». Gino Zavalani riaccende il caso Report-Sigfrido Ranucci con un retroscena destinato a far discutere. Ospite di Radio Libertà, il direttore editoriale di Esperia sostiene infatti di aver ricevuto proprio dall’interno della redazione di Report le indicazioni sui passaggi del libro di Ranucci che hanno alimentato le polemiche degli ultimi giorni.
Un dettaglio che, a suo giudizio, smentisce la rappresentazione di una redazione granitica e schierata come un solo uomo a difesa del conduttore.
«Quel libro non l’avrei mai letto, ma qualcuno da Report me lo ha segnalato»
Rispondendo alle domande di Giovanni Sallusti, Zavalani racconta come sia arrivato a leggere il libro di Sigfrido Ranucci, pubblicato ormai oltre due anni fa e certamente non passato alla storia dell’editoria italiana. «È vero, probabilmente non mi sarei mai sognato di leggerlo», ammette. Poi rivela quello che considera il vero punto della vicenda: «Ho ricevuto una segnalazione nella quale mi venivano indicate alcune parti interessanti del libro che forse il pubblico doveva conoscere. Sono quelle che ho poi tirato fuori».
Ma è soprattutto l’origine della segnalazione a colpirlo. «Mi arriva dall’interno di Report. Per questo tutto questo clima sereno sinceramente non lo vedo e non lo percepisco. Probabilmente ci sono tensioni che faticano a emergere, ma mi sembra evidente che ci siano, altrimenti questa segnalazione non mi sarebbe arrivata da lì».
«Altro che redazione monolitica»
Per Zavalani, quel retroscena basta a mettere in discussione la narrazione di una redazione completamente compatta. «Se la segnalazione ti è arrivata dall’interno di Report, non può esserci un monolitismo acritico», osserva, sottolineando come proprio quell’episodio dimostrerebbe l’esistenza di sensibilità e posizioni differenti all’interno della trasmissione. Parole che inevitabilmente rilanciano il dibattito sul clima che si respirerebbe dietro le quinte del programma simbolo dell’informazione d’inchiesta della Rai.
L’affondo su Ranucci: «Parla sempre al plurale. È una paraculata»
Zavalani tiene a precisare di considerare Report «un programma di punta importantissimo della Rai e del servizio pubblico». Ma aggiunge subito che «non è il programma personale di Sigfrido Ranucci». Da qui la critica più dura rivolta al conduttore. «Se ci fate caso, ultimamente qualsiasi cosa accada parla al plurale, coinvolgendo sempre la redazione e non più a titolo personale delle sue vicende».
Un atteggiamento che il direttore editoriale di Esperia boccia senza giri di parole. «Io la trovo una paraculata. Non la trovo giusta, perché sinceramente non credo che debba parlare a nome della redazione, dal momento che probabilmente ci sono posizioni contrastanti». Quindi ribadisce ancora una volta quello che considera il dato più significativo dell’intera vicenda: «La segnalazione delle parti del libro di Ranucci di cui tanto si è discusso in questi giorni l’ho ricevuta dall’interno della sua redazione». Insomma, anche Report ha i suoi franchi tiratori: il che ribalta completamente la narrazione circolata finora.
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