Maxi blitz anti-droga a Torino con unità cinofile e droni: 11 arresti, 200 identificati. Quasi tutti immigrati

Oltre 2omila pastiglie di Rivotril, (la “droga dei poveri”), sostanza pericolosissima che, se assunta con l’alcol, può causare effetti devastanti. Ma anche crack, anfetamina, cocaina, ketamina, eroina, hashish. È il risultato di un massiccio blitz anti-droga a Torino, nel difficile quartiere Milano, con droni, unità cinofile, pattuglie a cavallo e motociclisti. Oltre duecento persone sono state identificate, di cui la maggior parte di origini extracomunitarie, e undici gli arresti. Uno spacciatore aveva ingerito ovuli per eludere i controlli. Per ore e ore zona franca in balia dei criminali è stata setacciata dai vari reparti della Polizia di Stato. Che hanno riportato la legalità in quella che viene ampiamente considerata una zona franca del crimine.
Massiccio blitz anti-droga a Torino: 11 arresti
Blitz simili verranno replicati nei prossimi giorni in altre aree a rischio della. Altre 12 persone sono state denunciate a vario titolo per immigrazione clandestina, occupazione abusiva di terreni ed edifici e violazione dei provvedimenti dell’autorità. Sono stati emessi provvedimenti anche per contrastare il bivacco. La bonifica del territorio è stata supportata dal Reparto Prevenzione Crimine, dal Reparto Mobile e dalla Polizia Ferroviaria, che ha potenziato i controlli nella vicina stazione di Torino Rebaudengo-Fossata identificando 60 persone.
Lo Stato c’è: controlli a tappeto per la sicurezza dei cittadini
Lo Stato c’è e non intende abbassare la testa. Non è stata un’operazione risolutiva dei gravi problemi attanagliano molti quartieri torinese ma si è tratto di un segnale forte da parte delle istituzioni. Un avvertimento ai criminali e una boccata d’ossigeno per i cittadini, ormai ostaggio di una rete criminale che minacciano quotidianamente la loro sicurezza.
Operazione sicurezza a Napoli: venti indagati, droga nascosta sotto terra
Un altro blitz antidroga è stato eseguito all’alba dai carabinieri tra le province di Frosinone, Napoli, Caserta, Perugia e a Roma. Venti gli indagati, accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di cocaina, usura, estorsione, detenzione di armi e ulteriori reati, in più casi con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini hanno permesso di smantellare un’organizzazione criminale, a forte connotazione familiare e radicata da oltre dieci anni nel territorio. Capace di gestire un vasto traffico di cocaina e un giro di usura ed estorsioni. Dalle intercettazioni è emerso che il gruppo aveva a disposizioni numerose armi, tra cui un revolver, una pistola semiautomatica, un mitra e un fucile d‘assalto. Durante la perquisizione a carico di uno degli indagati sono stati trovati, sepolti sotto terra, circa un chilo di cocaina, una pistola con munizionamento e la contabilità dell’attività usuraria, insieme a una grossa somma in contanti.
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