Medio Oriente, si sgretola il cessate il fuoco tra Usa e Teheran. Nuovi raid su Hormuz, Trump avverte: “L’Iran cesserà di esistere”
Hormuz, attacchi Usa contro obiettivi iraniani. I Pasdaran colpiscono Kuwait e Bahrein. Trump avverte Teheran: “Cesserete di esistere”
La tregua tra Usa e Iran sembra essere più fragile di un grissino. Nelle ultime ore, le forze armate statunitensi hanno condotto attacchi contro obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz, in risposta all’attacco di Teheran contro la petroliera commerciale Kiku, avvenuto nei giorni precedenti. Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di sorveglianza militare iraniane, sistemi di comunicazione, postazioni di difesa aerea, depositi di droni e capacità di posa di mine. Nella notte, i Guardiani della Rivoluzione hanno risposto annunciando di aver lanciato missili balistici e droni contro la base aerea statunitense di Ali Al Salem in Kuwait e contro la Quinta Flotta Navale Usa a Port Salman, nel Bahrein. Secondo la dichiarazione iraniana, l’azione sarebbe una risposta diretta ai bombardamenti americani di cinque località costiere in Iran. I Pasdaran hanno avvertito che ci sarà una “risposta implacabile” in caso di nuova aggressione da parte degli Stati Uniti. Anche il Bahrein ha riferito di essere stato preso di mira da diversi droni iraniani nelle prime ore di sabato, accusando Teheran di “sabotare gli sforzi di pace”.
Il presidente americano Donald Trump ha confermato gli attacchi su Truth, definendoli una risposta alla violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’Iran. “È molto probabile che non impareranno mai la lezione”, ha scritto, aggiungendo che qualora gli Stati Uniti fossero costretti a intensificare lo scontro militare, “la Repubblica Islamica dell’Iran cesserà di esistere”. Il vicepresidente JD Vance ha assunto toni altrettanto duri: “L’Iran ha firmato un accordo di cessate il fuoco. Noi lo abbiamo rispettato. Ma alla violenza risponderemo con la violenza”. Vance ha inoltre sottolineato che, accordo o meno, gli Stati Uniti escono dalla crisi in posizione di vantaggio: “Il programma nucleare iraniano rimane comunque distrutto e sono molto più deboli”.
La seconda petroliera e la fragilità della tregua
Poche ore dopo gli attacchi, un organismo di monitoraggio del traffico marittimo gestito dalla Marina britannica ha segnalato che una seconda petroliera nello Stretto di Hormuz era stata colpita da un proiettile. Si tratta della Kiku, battente bandiera panamense, partita due giorni prima da un giacimento petrolifero in Qatar. Il doppio attacco rischia di scoraggiare ulteriormente il transito delle navi attraverso lo stretto, che l’Iran aveva accettato di riaprire nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco. Teheran ha intimato alle imbarcazioni di non entrare o uscire dal Golfo senza autorizzazione, ma il traffico navale è proseguito, con alcune navi che hanno utilizzato rotte non approvate dal regime. L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato l’accordo, definendo gli attacchi brutali e una palese violazione del cessate il fuoco.
Nonostante le tensioni, un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran è atteso per luglio a Doha, in Qatar, per affrontare il tema dei beni iraniani congelati. Secondo Al Arabiya, il Pakistan ospiterà successivamente un ciclo di negoziati sulla questione nucleare. È prevista inoltre una visita ufficiale in Iran del premier pachistano Shehbaz Sharif il 2 luglio.
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