Meloni alla Camera: “Linea non cambia, sostegno a Kiev. Dichiarazioni Ben Gvir inaccettabili” – La diretta

11 Giugno 2026 - 10:40
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Meloni alla Camera: “Linea non cambia, sostegno a Kiev. Dichiarazioni Ben Gvir inaccettabili” – La diretta

Giorgia Meloni è alla Camera per le comunicazioni che precedono la prossima riunione del Consiglio europeo, che si terrà il 18 e 19 giugno a Bruxelles. La presidente del Consiglio riferirà innanzitutto sulle questioni di politica estera, a partire dall’Ucraina e dalla situazione in Iran alla luce dei nuovi raid americani. Dopo il suo intervento, si aprirà la discussione generale.

Per le opposizione, si attende la presa di parola della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli.

Comunicazioni di Meloni alla Camera, tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 11/06/26 09:30
Fine diretta: 11/06/26 16:00
Meloni: "Soluzione in Libano passa da disarmo Hezbollah e ritiro Israele dal Sud"
Iran

Per quanto riguarda il Libano “la priorità ora è sostenere il percorso politico avviato con il contributo decisivo degli Stati Uniti e con la scelta coraggiosa del presidente Aoun di accogliere l’invito a svolgere negoziati diretti con Israele. Il presidente Aoun, che è un patriota, sa bene che non vi sarà futuro per il Libano senza la possibilità di vivere in pace con Israele, senza il pieno esercizio della sovranità dello Stato libanese e senza istituzioni in grado di garantire sicurezza e stabilità su tutto il territorio nazionale. È l’esatto contrario della logica di Hezbollah, che dice di combattere per il Libano, ma nei fatti espone il Paese dei cedri a una guerra che il popolo libanese non vuole e che rischia di distruggere ogni prospettiva di ripresa. Allo stesso modo, abbiamo assistito con grande preoccupazione ai bombardamenti su Beirut e ribadiamo che le azioni israeliane per colpire i vertici di Hezbollah devono garantire la massima tutela della popolazione civile. Crediamo che una soluzione politica non possa prescindere dal disarmo di Hezbollah, così come deve prevedere il ritiro di Israele da tutto il Sud del Libano. Sono due passaggi essenziali per costruire un’architettura di sicurezza duratura. In questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere con convinzione le Forze Armate Libanesi, che rappresentano un presidio fondamentale dell’unità nazionale e della sovranità del Libano”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Continueremo, inoltre, a intervenire in favore dei civili, in particolare nel Libano meridionale, dove la distruzione delle infrastrutture rende più difficile l’accesso agli aiuti e aggrava le condizioni di una popolazione già duramente provata.Abbiamo, per questo fine, recentemente approvato un nuovo pacchetto di aiuti da 15 milioni di euro”, conclude la premier.

Meloni: "Su Hormuz disponibili a contribuire ma sempre in quadro post-conflitto"

“L’Italia è disponibile a contribuire agli sforzi internazionali necessari, compresi quelli tecnici e operativi indispensabili al pieno ripristino del traffico marittimo” nello Stretto di Hormuz, “ma sempre in un quadro post-conflitto, con finalità esclusivamente difensive, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento, come dimostrano anche le informative dei Ministri Tajani e Crosetto”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Se l'Iran continua su strada sbagliata, Ue aumenti pressione con nuove misure"

Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente “è evidente che una stabilizzazione duratura dovrà affrontare diversi nodi di fondo: la piena garanzia della natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano, la sicurezza dei Paesi della regione, la necessità che nessun attore continui ad alimentare instabilità attraverso attacchi, milizie o minacce alle rotte strategiche. Il Vertice del G7 di Evian della settimana prossima rappresenterà un’occasione importante per confrontarci con i nostri partner – a partire, chiaramente, con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – sulle prospettive di questa crisi, così come di quella in Ucraina e sulle iniziative necessarie per consolidare ogni possibile progresso diplomatico. Successivamente, al Consiglio europeo, lavoreremo affinché l’Unione esprima una posizione comune, seria, credibile”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “L’Europa – spiega la premier – ha gli strumenti per dire la sua, a partire dal regime sanzionatorio. Se l’Iran dimostrerà con i fatti di voler tornare su un percorso serio, verificabile e costruttivo, l’Europa dovrà essere pronta ad accompagnare quel percorso con un alleggerimento graduale e reversibile, ma anche rapido, delle sanzioni. Se invece Teheran continuerà sulla strada sbagliata, minacciare la libertà di navigazione, attacchi, sostegno a milizie, violazione degli obblighi internazionali, allora l’Unione europea dovrà essere pronta a rafforzare la pressione, anche attraverso nuove misure mirate. Si tratta di dare alla diplomazia una direzione chiara, e agli interlocutori un messaggio comprensibile: la strada della cooperazione può produrre benefici, la strada della destabilizzazione produce conseguenze”. “E questa è la posizione che l’Italia porterà al Consiglio europeo – conclude -: lavorare perché la guerra finisca al più presto; garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz; sostenere la sicurezza dei partner del Golfo; mantenere aperto, con realismo e responsabilità, lo spazio della diplomazia”.

Meloni sul nucleare: "Soluzione a nostra dipendenza energetica in medio-lungo periodo"

“Il nostro governo è impegnato nella realizzazione di un mix energetico nazionale, utile agli interessi dei cittadini e delle imprese. È per questo che abbiamo varato un disegno di legge delega sull’energia nucleare, che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio e lungo periodo. E’ per questo che continuiamo a sostenere l’importanza dei biocarburanti come vettore energetico di transizione; è per questo che, udite udite, con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Su ebola, Ue rafforzi coordinamento attività di vigilanza alle frontiere"

“La sicurezza dei confini non può essere considerata solo in chiave migratoria. Deve estendersi alle altre grandi emergenze del nostro tempo, ambiti nei quali l’Italia sta assumendo un ruolo sempre più centrale, contribuendo a orientare il dibattito e a promuovere soluzioni concrete. Mi riferisco, innanzitutto, all’impegno contro il traffico di droga” e “poi, anche alla situazione epidemiologica nell’Africa centrale, legata al recente focolaio del virus Ebola registrato nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Nei giorni scorsi ho scritto ai vertici europei per chiedere, nel pieno rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un rafforzamento del coordinamento delle attività di vigilanza alle frontiere, anche attraverso l’adozione di regole comuni per la gestione degli arrivi, diretti e indiretti, di persone potenzialmente esposte al virus. Da questa iniziativa sono scaturiti incontri tra i Ministri competenti che consentiranno, nel corso del Consiglio europeo, di assumere decisioni concrete, coordinate la protezione dei cittadini europei”, conclude la premier.

Meloni: "Fondi non siano vincolati a documento informale su Stato di diritto"

“Altro tema fondamentale è quello della condizionalità legata al rispetto dello Stato di diritto. Ora qui, prima che l’opposizione tiri fuori il suo ridicolo armamentario sul governo illiberale, voglio ribadire una cosa lapalissiana per chiunque mantenga un briciolo di onestà intellettuale: questo governo non è contro lo Stato di diritto, tutt’altro. Questo governo sa, però, che nella civiltà occidentale il fondamento dello Stato di diritto è l’uguaglianza di fronte alla legge. Quindi, se di Stato di diritto vogliamo parlare, il principio va rispettato da tutti alla stessa maniera, Commissione europea inclusa”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Non è concepibile che un documento informale, la relazione annuale sullo Stato di diritto predisposta da funzionari della Commissione sulla base di articoli di giornale, non da istanze giurisdizionali, possa assumere un carattere vincolante capace di bloccare senza contraddittorio l’erogazione dei fondi a uno Stato membro – sottolinea la premier -. E deve far riflettere, colleghi, che paesi accusati di violare lo Stato di diritto, quando sono governati da maggioranze reputate sgradite, diventino poi di colpo pienamente in linea con i principi europei al cambio di governo, pur rimanendo inalterate le leggi che vengono contestate”.

Meloni: "Italia non insegue corso eventi, vuole contribuire a determinarlo"

“Il contesto è complesso e delicato, e in questo scenario l’Italia sa che la sfida più importante è saper scegliere cosa è più giusto in luogo di ciò che è più facile. Per farlo continueremo a interpretare con lucidità i cambiamenti dello scenario internazionale, a promuovere soluzioni pragmatiche ed efficaci, difendendo i nostri valori e i nostri interessi. Continueremo, cioè, ad agire con realismo e determinazione, senza cedere alle semplificazioni, senza nascondere la realtà dei fatti, perché le decisioni più importanti per il futuro dell’Europa richiedono anzitutto il coraggio della verità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “È con questa consapevolezza che parteciperemo al prossimo Consiglio europeo, non per inseguire il corso degli eventi, ma per contribuire a determinarlo – sottolinea la premier -. Questa, del resto, è la linea che abbiamo seguito finora, una linea fondata sulla chiarezza delle scelte, sulla serietà degli impegni assunti, sulla difesa dell’interesse nazionale nel quadro di una dimensione europea. Una strada che non promette scorciatoie, ma risultati e non cerca il consenso più facile, ma le decisioni più giuste. Ed è su questa strada ancora una volta che chiediamo il sostegno di questo Parlamento”.

Meloni: "Sì a sanzioni contro coloni violenti che fomentano estremismo"

“Abbiamo chiesto a Israele di porre fine alle politiche di insediamento, di garantire giustizia per le violenze dei coloni, di rispettare i Luoghi Santi di Gerusalemme, di revocare le restrizioni finanziarie che rischiano di strozzare l’Autorità palestinese. E, per questo, l’Italia intende sostenere misure mirate contro coloro che, come i coloni violenti, fomentano l’odio e l’estremismo, compromettendo la prospettiva dei due Stati”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Burocrati Ue non cambino decisioni Consiglio su revisione Ets"

“Le conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo hanno indicato una direzione chiara e pragmatica, invocando la necessità di azioni concrete per ridurre i prezzi, far fronte all’eccessiva volatilità nel breve termine, attenuare l’impatto del sistema di scambio di quote di emissione, cioè Ets, sui prezzi dell’energia elettrica. È stato un risultato faticoso, non scontato. E qui c’è un punto fondamentale che io penso vada chiarito. La sintesi che la politica raggiunge all’esito di lunghissime discussioni, non sono un esercizio dialettico, sono l’esercizio della democrazia. Ognuno di noi, quando si presenta in Consiglio europeo, lo fa con alle spalle un mandato del proprio Parlamento. Quel Parlamento a sua volta opera secondo un mandato popolare. Per questa ragione, le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate, devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione o addirittura ribaltate da interpretazioni surreali, ammantate come tecniche, di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà. Lo abbiamo visto con l’attuazione del principio della neutralità tecnologica, lo abbiamo visto con il recente atto delegato in materia di revisione dei benchmark Ets, di cui chiediamo una revisione urgente e lo stiamo vedendo nelle prime anticipazioni del contenuto della revisione organica del sistema Ets attesa per luglio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. 

Meloni: "Finiti tempi in cui Italia accoglieva più immigrati per flessibilità"

“Dopo un negoziato lungo e complesso abbiamo ricevuto” da Bruxelles “la risposta che auspicavamo. La possibilità di attivare su base volontaria la cosiddetta National Escape Clause ci consentirà di investire 14 miliardi di euro nei prossimi 3 anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e le imprese energivore, ma più in generale tutti gli italiani. Si tratta di un risultato molto importante, che in parecchi consideravano impossibile, ma che abbiamo centrato dimostrando la capacità dell’Italia di far valere in Europa i propri interessi e proporre soluzioni efficaci e di buon senso”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Con lo stesso pragmatismo nelle prossime settimane provvederemo a definire, in stretto accordo con la Commissione, un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto e questo consentirà, tra l’altro, di alleggerire il bilancio nazionale, di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura – ha aggiunto la premier -. Sono, in sostanza lontani i tempi in cui l’Italia, per avere maggiore flessibilità di bilancio, doveva dirsi disponibile a ricevere più immigrati illegali sul suo territorio. Quelli erano altri tempi. Oggi c’è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità proprio mentre può vantare una riduzione dell’80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle sue coste”.

Meloni: "A vertice Nato ci presenteremo con 2,8% del Pil investito"

“Al vertice Nato l’Italia si presenterà con il 2,8% del proprio Pil investito in difesa e sicurezza, segnando un aumento dello 0,71, che è garantito però soprattutto alle spese legate alla sicurezza sul territorio. E proprio perché non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, proprio perché non ci manca il coraggio di dire le cose come stanno, non possiamo non considerare il mutamento dello scenario nel quale operiamo. La difesa è importante, certo, ma mettere al riparo le famiglie e le imprese italiane dalla crisi in atto lo è altrettanto. E queste due priorità sono interconnesse. Senza sicurezza l’energia finirebbe per costare sempre di più, senza energia non rimarrebbe più nulla da difendere con le armi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Chi colpisce Unifil colpisce la comunità internazionale"

“Collegata alla crisi in Iran e anche la ripresa del conflitto in Libano, una nazione alla quale l’Italia è legata da una profonda amicizia e da un impegno storico per la pace e la stabilità. È testimoniato, del resto, da decenni dai nostri soldati che ancora una volta voglio ringraziare per il loro prezioso lavoro condotto in Libano con professionalità, coraggio e senso dello Stato. Proprio per questo siamo stati e saremo sempre molto chiari: ogni attacco contro Unifil, contro il suo personale, contro le sue basi, contro la libertà di movimento della missione è inaccettabile. Lo abbiamo condannato senza ambiguità, continueremo a farlo. La sicurezza dei caschi blu deve essere garantita da tutti gli attori sul terreno. Chi colpisce o minaccia Unifil non colpisce soltanto una missione delle Nazioni Unite, colpisce la comunità internazionale ed è uno dei pochi presidi che in questi anni hanno contribuito a evitare un conflitto ancora più ampio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Dichiarazioni di Ben Gvir inaccettabili e poco dignitose"

“L’Italia intende sostenere misure mirate contro coloro che, come i coloni violenti, fomentano l’odio e l’estremismo, compromettendo la prospettiva dei due Stati, o come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare a fronte dell’inaccettabile comportamento di cui si è reso protagonista nei confronti di cittadini italiani. E approfitto anche per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto sulla nostra nazione qualche giorno fa, dichiarazioni che considero inaccettabili per l’Italia, ma anche poco dignitose per Israele”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Negoziato fragile sempre se ancora possibile"

“Sul piano diplomatico, continuiamo a sostenere l’altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’importante opera di facilitazione svolta da diversi paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile e che le questioni ancora aperte sono molteplici e complesse, sempre che un negoziato sia ancora possibile alla luce delle ultime notizie che conoscete”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. 

Meloni: "Italia non è parte del conflitto in Iran e non intende diventarlo"
Una bandiera israeliana spicca sulle macerie di un edificio distrutto nel sud del Libano. (AP Photo/Ariel Schalit)

“Nel prossimo Consiglio Europeo si discuterà anche della crisi in Medio Oriente, che continua a destare enorme preoccupazione sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale. Le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento dai fertilizzanti alle materie prime critiche e quindi anche sulle economie europee, compresa quella italiana. Anche qui la nostra linea è la stessa fin dall’inizio, l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare in confronto dentro un percorso politico e diplomatico – spiega la premier -. Chiaramente questo non significa restare fermi o ignorare le conseguenze che la crisi produce a livello globale e direttamente sui nostri interessi nazionali, significa al contrario muoversi con responsabilità, tutelando i cittadini italiani, le nostre imprese, i nostri militari presenti nell’area, la sicurezza degli approvvigionamenti e la libertà delle rotte commerciali”. “E qui voglio ribadire – aggiunge – che consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto, perché la libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegato a logiche di ricatto e perché consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale significherebbe aprire il varco a un mondo nel quale le grandi rotte marittime diventano tutte strumenti di pressione politica, dico eccezionale militare. Quando accade a Hormuz, dunque, non riguarda soltanto Hormuz. Per questo è necessaria una risposta ferma, coordinata, responsabile della comunità internazionale nel suo insieme. Ed è la ragione per cui in questi mesi abbiamo lavorato in stretto coordinamento con i nostri principali partner europei e atlantici per valutare le opzioni necessarie a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela delle rotte commerciali nell’area di Hormuz”. 

Meloni: "Meglio meno riunioni ridondanti in Europa"

“Il percorso di adesione” dell’Ucraina all’Ue “dovrà proseguire nel rispetto del principio del merito e della parità di trattamento tra tutti i paesi candidati, inclusi la Moldova e i paesi dei Balcani occidentali. Insomma, tanto sull’Ucraina quanto sui Balcani, le nostre posizioni sono sempre le stesse e le rappresentiamo con chiarezza e coraggio in ogni sede, indipendentemente dalla partecipazione o meno alla singola riunione. E anzi, dal mio punto di vista, se in Europa ci fossero meno formati che si sovrappongono, meno riunioni ridondanti, ma magari qualche scambio in più sulle risposte concrete, riusciremmo forse a offrire un contributo più efficace alla soluzione dei problemi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Individuare figura autorevole che porti punto di vista Ue"

“La fermezza da sola non basta più, dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace lavorando insieme ai nostri alleati, a solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l’unità euro-atlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria. Solo che coordinamento non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall’Europa, riguardano l’Europa, impattano sull’Europa ed è all’Europa a doverle negoziare”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Intendo che la nostra fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi in cecità diplomatica o auto esclusione – spiega la premier -. Continuo a porre il tema della necessità che l’Europa avvia una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione con Mosca. Difendere i confini del diritto non ci impedisce di tenere aperti i canali necessari a raggiungere i nostri obiettivi. L’Unione Europea deve essere pronta a guidare questo dialogo, mentre farebbe un errore a subirlo. Ma per ma per farlo, una volta stabilito in maniera univoca quale sia dal nostro punto di vista l’obiettivo finale del negoziato, occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei nel tavolo negoziale. Perché procedere a tentoni con formati variabili non adeguatamente rappresentativi produce solo frammentazione, confusione, debolezza. Cioè il tema vero dal mio punto di vista non è chi faccia o meno parte di questo o di quel formato, ma piuttosto il fatto che allo Stato nessun formato ha la legittimità per parlare a nome dell’intera Europa. Per questo motivo sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli stati membri per portare il punto di vista dell’Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare”.

Meloni: "Linea Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca"

“A oltre 4 anni dall’avvio dell’aggressione russa contro Kiev, quell’aggressione a dispetto dei continui proclami non si è mai trasformata in una vittoria. E questo è stato possibile grazie all’eroica resistenza del popolo ucraino, al sostegno che la nazione aggredita ha ricevuto dagli alleati europei e occidentali, Italia compresa. Dopo il fallimento dell’offensiva invernale, anche l’annunciata offensiva primaverile ed estiva non ha portato insuccessi alla Russia. Il fronte è praticamente fermo e dal primo gennaio 26 ad oggi Mosca non è riuscita a incrementare la percentuale di territorio ucraino sotto il suo controllo. Deriva anche da qui la frustrazione di Mosca che si traduce in nuovi e massicci attacchi contro la popolazione civile, così come gli ultimatum rivolti a Kiev per le ripetute violazioni dello spazio aereo dell’Unione Europea e della Nato che hanno addirittura coinvolto obiettivi civili in Romania, comportamenti inaccettabili che l’Italia ha condannato e condanna con fermezza. La nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev, mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il 20esimo pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà di cessate il fuoco e l’avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: "Conflitto in Ucraina supera oggi per durata Prima guerra mondiale"

“Il prossimo Consiglio Europeo si riunirà ancora una volta in una fase di trasformazioni profonde, di sfide complesse, dalla guerra in Ucraina, che proprio oggi supera per durata la Prima guerra mondiale, alla crisi in Medio Oriente, dalle tensioni che impattano sull’economia globale, alle esigenze di rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, dalle iniziative necessarie a garantire competitività al nostro al nostro sistema produttivo, fino alle nuove emergenze sanitarie internazionali, l’Unione Europea è chiamata a dimostrare capacità di iniziativa, unità, visione strategica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

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