Meloni rilancia la sfida del mare: “È motore di crescita, il governo ha rimesso al centro l’asset della blue economy”

«Il mare è uno dei motori della nostra crescita, della nostra occupazione, del nostro benessere. La blue economy è un asset che questo Governo ha rimesso al centro delle politiche nazionali, con scelte strutturali e interventi di sistema». L’ha spiegato con chiarezza Giorgia Meloni all’assemblea di Federagenti, elencando una delle misure intraprese dal governo per tutelare la ricchezza celeste: «Come la legge sulla ‘valorizzazione della risorsa mare’, che ha completato nelle scorse settimane il proprio iter parlamentare e che punta ad aprire una stagione nuova».
Poi ha aggiunto che «la sfida che ci attende ora è quella dell’attuazione concreta, per affrontare i diversi dossier sul tavolo. A partire da alcuni temi che anche voi considerati prioritari, come la semplificazione e la sburocratizzazione». Nello specifico, il presidente del Consiglio ha sottolineato che L’Italia è «per natura geografica e vocazione storica, una nazione marittima. Siamo il porto naturale d’accesso all’Europa e lo snodo strategico tra il Vecchio Continente e le nuove geografie dell’Africa, del Medio Oriente, del Golfo e dell’Asia».
Mare, Meloni: «Occupiamo una posizione privilegiata e il governo ha scelto di investire»
Giorgia Meloni ha poi affrontato il tema delle risorse italiane in ambito marittimo, ribadendo l’importanza delle connessioni che il nostro paesaggio ha da offrirci: «Occupiamo una posizione privilegiata nel Mediterraneo, per millenni il cuore degli scambi politici, culturali e commerciali del mondo e ancora oggi la via di comunicazione più breve tra i due grandi spazi marittimi del pianeta, l’Oceano Atlantico e l’Indo-Pacifico». Inoltre, la premier ha assicurato che «il governo continuerà a portare avanti il proprio impegno in Europa per rivedere l’Ets marittimo, un meccanismo che rischia di penalizzare i nostri porti a vantaggio di quelli del Nord Africa, peraltro senza ottenere benefici in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo».
Come ha spiegato Meloni, «per l’Italia l’interconnessione marittima è fondamentale per l’economia manifatturiera, per l’approvvigionamento energetico e delle materie prime, per l’esportazione dei nostri prodotti nel mondo». In sostanza, «il mare è un catalizzatore di opportunità trasversali a tutti gli elementi vitali della nostra società: dal turismo all’industria, dalla portualità alla sicurezza, dalla tutela dell’ambiente alla cultura, dalle comunicazioni al commercio e alla logistica».
Il “Piano mare”: strumento strategico e programmatico
Durante l’evento, la premier ha poi precisato che lo scenario marino è altrettanto importante per gli agenti di commercio: «Il Piano del Mare, lo strumento strategico e programmatico che questo Governo ha voluto per dotare l’Italia di una politica marittima unitaria, non considera voi agenti dei semplici intermediari ma vi annovera tra i protagonisti della competitività del sistema portuale nazionale». Si tratta quindi di un sistema che l’esecutivo «intende rafforzare ulteriormente, anche grazie alla riforma della governance portuale, un provvedimento di sistema che punta a superare le frammentazioni, sviluppare una pianificazione nazionale, aumentare l’attrattività dei nostri porti».
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