Merone, grazie all’8xmille il nuovo oratorio cuore della comunità

19 Giugno 2026 - 07:43
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Merone, grazie all’8xmille il nuovo oratorio cuore della comunità
Il complesso in costruzioneIl complesso in costruzione

«È più di quanto credi»: lo slogan della campagna 2026 per l’8xmille alla Chiesa cattolica sembra ritagliarsi perfettamente per il nuovo oratorio di Merone (Como). L’opera è iniziata a metà luglio del 2024 – con la benedizione della prima pietra da parte di monsignor Gianni Cesena, Vicario episcopale della Zona III – ed è ormai in dirittura di arrivo: il fine lavori è previsto per il prossimo novembre.

Una presenza importante

Un oratorio sognato da 30 anni, a cui il parroco don Marco Zanotti e i suoi collaboratori hanno creduto e che ora sta diventando realtà, una realtà ancora più grande del sogno. E questo grazie all’8xmille. «Sicuramente dobbiamo ringraziare la Cei, perché senza il contributo dell’8xmilla non avremmo mai potuto neppure immaginare un progetto simile, e tanto meno avremmo potuto realizzarlo – conferma don Marco -. Questa certezza del finanziamento ci ha permesso di sognare in grande, perché ci ha dato la garanzia della presenza di un “tesoretto” sicuro su cui contare per iniziare i lavori. E proprio vero: la presenza della Cei nella vita delle comunità parrocchiali è un fatto importante, essenziale, anche se a volte non si vede».

Ripartire da capo

I lavori del nuovo oratorio avrebbero dovuto iniziare già nel 2020. Ma tutto si bloccò a causa del Covid. Terminata la pandemia, il progetto è stato ripreso. Nuovi contatti con i progettisti, con le imprese, con le banche. Ma i prezzi nel frattempo erano lievitati a dismisura. Quindi si è resa necessaria una nuova riprogrammazione dei costi con l’impresa (la ditta Seregni di Milano), con il direttore dei lavori e con il coordinatore per la sicurezza. Il budget iniziale preCovid prevedeva anche la ristrutturazione della canonica (in uno stato fatiscente), quello del postCovid ha costretto ad accantonare la sistemazione della casa del parroco.

Il parroco don Marco Zanotti all’interno della struttura

Il progetto

Il progetto comprende due lotti. Il primo prevede al piano superiore un salone e sei aule di catechismo. Al piano inferiore un altro salone, l’ingresso, le docce, servizi e magazzino. La struttura è realizzata secondo criteri antisismici. Tutto è curato nei minimi dettagli: una struttura solida per poter accogliere in sicurezza bambini, ragazzi e giovani del paese.

Nel secondo lotto rientra la realizzazione delle attività esterne, come il campetto polivalente, sostenuto e finanziato dalla Fondazione ProntoPack, e il campo di calcio per sette giocatori.

Un privilegio

«Il contributo della Cei sarà pari al 35% del costo globale – spiega don Marco -. La rimanente quota sarà reperita grazie alle offerte della popolazione e ai contributi dei benefattori. La Cei ha già stanziato la propria parte, che però viene erogata secondo lo stato di avanzamento dei lavori (Sal). I rappresentanti della Cei hanno fatto già due sopralluoghi, constatando l’avanzamento dei lavori e predisponendo l’erogazione pattuita. A breve ci sarà un altro sopralluogo per il terzo Sal. L’ultimo e conclusivo Sal sarà in autunno. Ci sentiamo dei privilegiati – continua don Marco -. Ogni diocesi può accedere a un numero limitato di progetti sovvenzionati dall’8xmille. Sono pochissimi i progetti finanziati dalla Cei, non più di due, se non uno, ogni anno, per ciascuna diocesi. La parrocchia di Merone è riuscita ad averne uno. Assolutamente è stato un privilegio».

Le difficoltà e la sfida

Non per questo la realizzazione dell’opera è stata facile: «Anzi, direi che è stata dura, veramente dura – ribatte don Marco -. I problemi sono stati moltissimi, tanto da togliere il sonno di notte e di giorno… È stata dura perché è un’opera grande, perché la gente ha grandi aspettative e perché seguire passo dopo passo una costruzione simile non è per nulla facile, tanto più per un prete».

Costruire un nuovo oratorio è sempre una sfida per tutta la comunità, e lo è soprattutto in questo momento di calo delle nascite e di affievolimento generale del senso religioso: «In una realtà come la nostra l’oratorio dovrà diventare il centro propulsivo delle attività che si svolgeranno all’interno del paese – conclude don Marco -. Merone è un paese piccolo: certo la denatalità c’è anche qui, però l’oratorio dovrà essere il luogo dove la comunità si ritrova. Se posso spingermi oltre, intendo non solo la comunità cristiana, ma anche quella civile, vicina ai nostri valori. Insomma, dovrà essere il motore, o meglio ancora il cuore di tutta la comunità, dove si testimonia che è bello stare insieme e lavorare insieme».

Quei luoghi comuni da sfatare sull’8xmille 

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