Messi contro Ronaldo, una rivalità anche politica

28 Giugno 2026 - 14:56
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Messi contro Ronaldo, una rivalità anche politica

Messi vs Cristiano Ronaldo: la sfida infinita. Il Mondiale 2026 rappresenta l’ultimo capitolo di una rivalità che ha scritto la storia dello sport, ma le figure di questi due personaggi fuori dall’ordinario non abbracciano solo lo sport. La loro rivalità si interfaccia anche nella politica. Messi contro Ronaldo significa anche sinistra contro destra. Questo, almeno, è l’eredità lasciata da uno studio pubblicato dalla Nanyang Technological University di Singapore.

Leo Messi esalta il collettivo: lo vota la sinistra

Chi ama Leo Messi vota di solito il centrosinistra. Non perché il calciatore sia mancino, ma per l’aura che emana e si intreccia con le sensibilità valoriali e culturali di chi sposa la dimensione comunitaria. Il fuoriclasse argentino non privilegia mai la giocata individuale e fine a sé stessa, è altruista in campo, non ha atteggiamenti da divo fuori ed è vicino al popolo. Erede di Diego Maradona, non vince le partite da solo, ma è l’elemento in più, che valorizza il lavoro di squadra, esalta il collettivo e lo porta alla vittoria. Una rappresentazione plastica del progressismo fondata sulla cooperazione che permette di raggiungere il risultato remando tutti nella stessa direzione, guidati da un compagno di squadra che si spende come e per i compagni.

Ronaldo, il leader assoluto: piace a chi vota a destra

Cristiano Ronaldo, invece, piace a chi vota a destra. È arrivato dal nulla, si è costruito da solo. Non ha il talento smisurato di Messi, ma ha raggiunto i suoi livelli con sacrifici enormi e una cura maniacale del proprio corpo. Una disciplina assoluta unita all’ambizione e alla perfezione. In una parola: un’autoaffermazione. La sua immagine pubblica del resto, è spartita da prodotti che inseguono estetica, perfezione, divismo. Da un punto di vista sportivo, Ronaldo gioca anche e soprattutto per sé stesso: insegue e spesso centra record personali e li antepone anche al risultato della squadra. È visto come il finalizzatore assoluto, l’uomo che trascina la squadra e se ne fa carico, il leader autorevole e autoritario che impone timore e rispetto agli avversati.

Ronaldo e Messi, due carriere a sostegno della tesi

Anche il differente percorso calcistico di Ronaldo e Messi alimenta la tesi. Il calciatore portoghese non è mai stato simbolo di nessuna squadra se non di sé stesso. La sua carriera si snoda fra Sporting Lisbona, Manchester United, Real Madrid, Juventus e Arabia Saudita, squadre e campionati che hanno come minimo comune denominatore la ricerca ossessionata del titolo e del potere calcistico. Messi invece ha sposato la causa del Barcellona, la squadra del football socialista, quello dove è obbligatorio considerare anche il miglior calciatore al mondo elemento di una squadra espressione della Catalogna, in opposizione al potere franchista. Il “mas que un club” che si opponeva, per cultura, lingua e identità al potere della corona di Madrid.

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