Microsoft cerca di dimostrare che i laptop Windows 11 sono superiori a MacBook Neo
I computer Windows 11 sono più veloci del nuovo MacBook Neo! E lo sapete chi lo dice? Microsoft - beh, tecnicamente Signal65, ma tramite una ricerca finanziata proprio da Microsoft. L’analisi è evidentemente stata commissionata per contrastare il successo dirompente del laptop economico di Apple, che sta piacendo talmente tanto che la Mela starebbe valutando di addirittura raddoppiare la produzione (da circa 5 a circa 10 milioni). E benché i dati presentati siano inoppugnabili, non fanno altro che dimostrare che il colosso di Redmond non ha assolutamente capito il senso, il target e il posizionamento del MacBook Neo.
Sulla carta, il vantaggio hardware dei PC Windows è evidente: tutti i modelli analizzati (quattro laptop da 400 a 1.000 dollari circa) offrono almeno 16 GB di RAM e storage da 512 GB o 1 TB, mentre Apple propone appena 8 GB di memoria e SSD da 256 GB. Anche la connettività risulta molto più ricca lato Windows, con HDMI 2.1, Thunderbolt 4, lettori SD e più porte USB tradizionali. Signal65 evidenzia inoltre prestazioni multi-core nettamente superiori sui notebook Windows. Alcuni modelli superano il MacBook Neo fino al 92% nei test Cinebench 2026 multi-thread. Vantaggi emergono anche in produttività e autonomia, con Adobe Photoshop eseguito più rapidamente e durata batteria superiore in diversi scenari Office.
Tutto bellissimo e inconfutabile, ma il punto è questo: chi mai, tra gli acquirenti di un MacBook Neo, si preoccuperà delle prestazioni multicore in Cinebench 2026? A chi diavolo interesserà sapere quanta RAM, quanta memoria unificata, o anche solo quali siano le differenze tra l’una e l’altra? Come abbiamo già osservato in fase di recensione, il MacBook Neo è costruito molto meglio dei laptop Windows di pari prezzo (e anche di diversi device più costosi...), è bello da vedere ed è pure facile da riparare. E soprattutto ha un sistema operativo molto ben ottimizzato - che, sì, magari non sarà effettivamente super veloce e super prestante, ma il feeling, la fluidità e il famoso approccio “it just works” lo fa apparire molto migliore di quanto non sia in realtà.
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