Midjourney chiede agli studios di Hollywood come usano l'AI
Midjourney vuole avere tutti i dettagli sull’uso dell’intelligenza artificiale da parte di Disney, Universal e Warner Bros. Discovery. La richiesta è stata presentata dall’azienda di San Francisco per difendersi in tribunale dalle accuse dei tre studios di Hollywood che hanno presentato le rispettive denunce a giugno e settembre 2025.
Fair use o violazione di copyright
Disney, Universal e Warner Bros. Discovery hanno denunciato Midjourney perché consente agli utenti di generare contenuti protetti dal diritto d’autore. Secondo le tre major cinematografiche, i modelli AI dell’azienda californiana sono stati addestrati con immagini e video di film e fumetti con noti personaggi, tra cui Superman, Batman, Wonder Woman, Iron Man e Darth Vader.
Midjourney ha affermano che si tratta di “fair use”, in quanto sono contenuti pubblici e quindi liberamente accessibili a tutti. Durante la fase preliminare del procedimento legale (prima delle udienze in tribunale), le parti possono depositare memorie difensive. L’azienda di San Francisco vuole quindi conoscere come i tre studios utilizzano l’AI.
Un giudice aveva stabilito che devono fornire solo informazioni sulle applicazioni AI consumer (non sui tool AI interni). Midjourney ha ora chiesto (PDF) di annullare l’ordinanza. Bobby Ghajar (avvocato dell’azienda) scrive che l’ordinanza consente ingiustamente agli studios di selezionare solo i documenti che ritengono supportino le loro affermazioni, privando al contempo Midjourney dei documenti che potrebbero supportare la sua difesa.
I tre studios dovrebbero rivelare i loro piani aziendali sull’AI, i report di ricerca, i dataset di addestramento, i pesi dei modelli e altri dati che dimostrino come utilizzano gli strumenti di AI per creare e commercializzare film e serie TV. L’azienda cerca in pratica di dimostrare che le major utilizzano contenuti protetti dal copyright per addestrare i loro modelli AI, ovvero ciò che farebbe Midjourney, secondo le accuse.
Se i ricorrenti stanno sviluppando modelli di AI per la generazione di immagini, addestrati su dati di terze parti protetti da copyright e non autorizzati, per uso interno nello storyboard o nell’ideazione di contenuti per film o TV, tale prova dimostrerebbe ugualmente che è una consuetudine del settore, anche tra gli studios stessi, scaricare e addestrare l’AI su contenuti protetti da copyright e non autorizzati.
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