Alfonso Signorini rompe il silenzio dopo il caso Corona: “Felice della mia bolla, quelli che credevo amici sono tutti spariti”

05 Luglio 2026 - 18:45
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Alfonso Signorini rompe il silenzio dopo il caso Corona: “Felice della mia bolla, quelli che credevo amici sono tutti spariti”

Dopo mesi di silenzio, Alfonso Signorini torna a parlare pubblicamente della vicenda che lo ha coinvolto e della decisione di autosospendersi da Mediaset. Lo fa in una lunga intervista rilasciata a Il Giornale, nella quale ripercorre il periodo più difficile della sua vita, segnato dalla pressione mediatica, dal dolore per alcuni rapporti interrotti e dalla scelta di ripartire attraverso un nuovo progetto professionale: la regia de La Bohème all’Arena di Verona. Ripensando ai giorni successivi all’esplosione del caso, Signorini racconta di aver scelto l’isolamento come forma di difesa. “Il primo pensiero è stato quello di costruirmi una bolla. Perché si costruisce una bolla? Per sopravvivere. Perché tu sei al centro di un clamore mostruoso, una gogna mediatica che vuole annientarti, e devi capire come sopravvivere. Non come vivere: come sopravvivere”, spiega nell’intervista a Il Giornale. A sostenerlo, racconta, sono stati il compagno, pochi amici fidati, i suoi avvocati e la consapevolezza di non avere nulla di cui vergognarsi. Per mesi ha interrotto ogni contatto con il mondo esterno, arrivando perfino a cambiare numero di telefono e affidando ogni questione ai propri legali.

La delusione più grande, però, non è stata soltanto la gogna mediatica. “A parte la gogna, il silenzio di certe persone che si professavano fratelli, amici, che in passato con biglietti e lettere manifestavano tutta la loro stima professionale e il loro affetto. E che sono letteralmente spariti. Neppure il gesto di prendere in mano il telefono per chiedermi: ‘Come stai?'”. Sempre a Il Giornale, il conduttore critica anche chi gli ha espresso solidarietà solo in privato, senza prendere posizione pubblicamente. “Tacere significa essere conniventi con un sistema che potrebbe colpire chiunque”, afferma. Guardando a quanto accaduto, però, non cambia idea: “Rifarei tutto. Non ho fatto nulla di cui vergognarmi”. E aggiunge: “Sono felicissimo che non ci sia più nessuno sul mio carro. Ma voglio che non salga più nessuno, pur senza rinunciare alla mia vita e alla mia generosità”.

Oggi Signorini guarda avanti e lo fa lontano dagli studi televisivi del Grande Fratello. Il suo nuovo impegno è la regia de La Bohème di Giacomo Puccini all’Arena di Verona, un’esperienza che definisce motivo di grande orgoglio. “Lavorare in uno spazio così prestigioso come l’Arena di Verona è un grande orgoglio”, racconta nell’intervista, spiegando di voler investire sempre più energie nel mondo dell’opera. Coordinare centinaia di artisti e tecnici, dice, gli ricorda gli anni in cui insegnava e rappresenta un percorso che vorrebbe proseguire anche in futuro. La televisione, però, non è un capitolo definitivamente chiuso. “Non escludo che la televisione torni nella mia vita”, conclude.

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