Migranti, l’Europa s’è desta: tanti soldi per creare hub di rimpatrio sul modello Italia-Albania

16 Giugno 2026 - 13:42
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Migranti, l’Europa s’è desta: tanti soldi per creare hub di rimpatrio sul modello Italia-Albania

Migranti, l’Europa s’è desta: tanti soldi per creare hub di rimpatrio sul modello Italia-Albania

La provocazione, il boomerang, l’operazione fallimentare – come era stata definita dalla sinistra l’intesa tra Italia e Albania sugli hub di rimpatrio dei migranti – sta diventando la carta segreta dell’Europa per fronteggiare il malcontento delle popolazioni sull’invasione dei clandestini. La notizia anticipata oggi dal “Financial Times” è destinata a fare storia: la Ue sarebbe pronta a stanziare trecento milioni di euro, iniziali, per la creazione di hub al di fuori dei confini europei, in un primo passo di quello che potrebbe essere definito un embrione di movimento di “remigrazione”. Soldi veri, immediati, che determinano una svolta.
La proposta – sostenuta, oltre che da Germania e Italia, anche da Paesi Bassi, Svezia e Austria – gode dell’appoggio della maggioranza degli Stati membri. E il progetto segna un ulteriore passo verso l’esternalizzazione della gestione migratoria, nonostante le critiche di chi avverte che simili meccanismi potrebbero indebolire le garanzie legali e la tutela dei diritti umani. Il “Financial Times” ricorda che l’Ue ha gia’ concluso negli ultimi anni accordi controversi con Turchia, Tunisia e altri Paesi per contenere l’immigrazione, includendo anche finanziamenti per infrastrutture fisiche come posti di frontiera. Il concetto di “return hub” ha acquisito maggiore rilievo mentre i governi europei faticano ad aumentare i rimpatri dei richiedenti asilo respinti, spesso a causa del rifiuto dei Paesi d’origine di riaccoglierli. Paesi Bassi, Germania, Austria, Danimarca e Grecia sono attualmente in contatto con potenziali Paesi ospitanti e puntano a raggiungere accordi entro la fine dell’anno.

La Ue svolta sui migranti finanziando gli hub esterni

 Nel prossimo bilancio pluriennale dell’Ue, relativo al periodo 2028-2034, dovrebbe esserci la possibilità di finanziare i cosiddetti “return hubs“, strutture in Paesi terzi destinate ai richiedenti asilo respinti che non possono essere rimpatriati nei Paesi d’origine. La posizione dei governi Ue sul prossimo bilancio, che dovrebbe essere adottata oggi dai ministri degli Affari europei, prevede che “soluzioni innovative” per la gestione della migrazione possano essere finanziate attraverso lo strumento europeo per l’azione esterna e gli aiuti internazionali. Secondo persone a conoscenza delle discussioni, la dimensione esterna della politica migratoria, inclusi i centri di rimpatrio, potrebbe ricevere fino a 20 miliardi di euro in sette anni, pari a circa il 10 per cento del bilancio per l’azione esterna. “Crea un’apertura per fornire fondi Ue se e quando i centri di rimpatrio verranno istituiti”, ha affermato un diplomatico europeo. (

I liberali europei pronti a dire sì con i conservatori sui rimpatri

Il gruppo Renew al Parlamento europeo valuterà in una riunione stasera a Strasburgo se avrà una linea comune sul voto di domani sul nuovo regolamento rimpatri ma rispetterà le scelte individuali dei suoi membri. “È un testo controverso e complesso, molto delicato soprattutto a livello nazionale nazionale”, ha detto la capogruppo Valérie Hayer nel corso di una conferenza stampa a Strasburgo prima del voto previsto in sessione plenaria domani. “La mia opinione personale è che abbiamo bisogno di tassi di rimpatrio più elevati in Europa, è inaccettabile che solo una decisione di rimpatrio su cinque venga attuata e abbiamo bisogno di una politica di rimpatrio credibile e sostenibile”, ha detto l’eurodeputata francese parlando ai giornalisti a margine dei lavori della sessione plenaria in corso a Strasburgo. L’accordo finale sul testo raggiunto con il Consiglio Ue “prevede hub di rimpatrio e centri di detenzione all’estero, che non ci accontentano sin da quando sono stati proposti anche alla luce dei costi elevati e dell’incertezza giuridica”, ha sottolineato ancora Hayer dopo il voto di ieri sera in commissione Libertà civili (Libe) che ha approvato il testo concordato col Consiglio dell’Ue.

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