Milan, come funziona il "modello Liverpool"? Struttura snella, analisi dati, scouting e sostenibilità economica: Cardinale prende spunto da Fenway Sports Group per la riorganizzazione del club, ecco qual è il legame fra le parti
Il modello Liverpool da cui prendere spunto per riorganizzare il Milan: ma come funziona esattamente?
Gerry Cardinale, numero uno e fondatore di RedBird Capital Partners - società proprietaria del Milan -, ha scelto la direzione che il club di Via Aldo Rossi intraprenderà da questo momento in poi.
A un mese - circa - dal comunicato apparso sul sito ufficiale rossonero che sollevava dagli incarichi l'Amministratore Delegato Giorgio Furlani, il Direttore Sportivo Igli Tare, l'allenatore Massimiliano Allegri e il Direttore Tecnico Geoffrey Moncada, il patron americano ha messo in atto la sua strategia per ridisegnare l'intero organigramma del club meneghino.
Ci sarà un team integrato e strategico che risponderà direttamente allo stesso Cardinale in prima persona: una soluzione interna che permetterà al Milan di avere una struttura maggiormente snella e funzionale agli obiettivi prefissati dal patron statunitense. Una strategia che sarà maggior peso sul mercato anche alle scelte che compirà il tecnico Ruben Amorim che avrà un ruolo fondamentale nella costruzione del Milan che verrà.
Un assetto societario, dirigenziale e tecnico che prende spunto al modello messo in atto in Inghilterra dal Liverpool: ma, esattamente, come funziona questo modello Liverpool? Andiamo a scoprire su quali basi si pone e quali siano i punti cardine che saranno adeguati anche al contesto rossonero, snocciolando i metodi di lavoro dei Reds e i risultati ottenuti.
IL NUOVO ASSETTO SOCIETARIO
Partiamo prima, però, da quello che sarà il nuovo organigramma del Milan: sarà una struttura piramidale che risponderà a Gerry Cardinale che avrà l'ultima parola su ogni decisione strategica nell'interesse del club, venendo così maggiormente coinvolto in prima persona rispetto al passato.
Il nuovo Milan si baserà su un gruppo di lavoro strategico e integrato che agirà in sintonia e armonia fra proprietà, management e staff tecnico.
Massimo Calvelli raccoglie l'eredità di Giorgio Furlani come amministratore delegato, assumendo parte delle deleghe dell'ex AD. Questo è il primo step della nuova struttura di Cardinale che vedrà in Ruben Amorim un manager con un peso specifico determinante nelle scelte di mercato e nella costruzione della rosa, andando a indicare ogni possibile esigenza tecnica come ruoli, profili e caratteristiche che siano adatte alla sua filosofia di gioco.
La nuova struttura rossonera dovrà tramutare le indicazioni dell'allenatore portoghese in trattative di mercato, il cui riferimento diventerà Hendrik Almstadt (ovvero il nuovo direttore del player trading che si occuperà della compravendita dei calciatori). Accanto a lui, ecco Bobby Gardiner, promosso a direttore della Football Intelligence che dovrà coordinare le attività di scouting (il cui responsabile sarà Donato Lomonte, a cui faranno riferimento i vari osservatori rossoneri), report e analisi dei dati.
Il lato economico sarà seguito da David Castelblanco (uomo vicino a Cardinale e a RedBird, oltre che membro del Consiglio d'Amministrazione del Milan), mentre Zlatan Ibrahimovic rimarrà il senior advisor della proprietà con compiti di consulenza con Paolo Scaroni ancora presidente.
A livello giovanile, Kirovski sarà ancora il responsabile del Milan Futuro, mentre Vincenzo Vergine rimane a capo e responsabile del settore giovanile.
CARDINALE PRENDE SPUNTO DAL LIVERPOOL: UNA VISIONE CHE ERA GIA' CHIARA
Il nuovo modello del Milan voluto da Gerry Cardinale mira a emulare ciò che è stato fatto al Liverpool, club che lo stesso fondatore di RedBird ha imparato a conoscere nel corso degli anni come azionista (RedBird possiede una quota) del Fenway Sports Group, ovvero la holding che controlla ed è proprietaria dei Reds dal 2010.
Il legame fra le parti, infatti, nasce proprio in quegli anni e da lì parte la visione che Cardinale ha sempre voluto portare e adattare al contesto italiano al Milan, come aveva dichiarato l'anno scorso al 19th annual MIT Sloan Sports Analytics Conference (evento presentato da ESPN e 42 Analytics): “C’è un ottimo esempio su come ci sia stata un’evoluzione anche in questo senso ed è il Liverpool. Il motivo per cui ho investito in Fenway Sports Group, ed è l’unica volta in cui non sono azionista di maggioranza ma di minoranza in un investimento legato allo sport, è perché ho davvero tanto rispetto per questa proprietà e dirigenza e quello che hanno fatto col Liverpool. La gente dovrebbe prendere nota sulla transizione che hanno affrontato, per non perdersi neanche uno step, facendo funzionare le cose come hanno fatto loro. Sono riusciti a trovare un compromesso tra il lato sportivo, quello del business e quello della proprietà. Ed è proprio questo a cui si dovrebbe guardare e provare a replicare anche altrove”.
Ma torniamo al legame fra le due parti.
IL LEGAME FRA REDBIRD E FENWAY SPORTS GROUP
Sin dall'inizio, l'approccio del Fenway Sports Group è stato quello di rendere il Liverpool una storia di successo sostenibile, identificando in RedBird il partner ideale per attivare tale strategia e dare maggiormente forma alla struttura prevista per il futuro. La società fondata da Cardinale è ed è stata per FSG una sorta di mezzo di esperienza con il quale trovare il modo di incrementare le entrate e rende il flusso economico dell'azienda Liverpool sostenibile e regolare nel corso del tempo.
L'obiettivo da sempre posto dalla proprietà del club inglese è quello di generare entrate di anno in anno che consentano successi sempre più grandi e abitudinari, senza perdere mai di vista il concetto della sostenibilità come club e il flusso del player trading da mantenere all'interno di una linea il più possibile retta e regolare.
La visione di FSG è stata sposata da RedBird, identificato come alleato chiave per raggiungere tutti gli obiettivi e per perseguire sempre maggiori opportunità di crescita funzionale, investendo per un successo duraturo e sostenibile.
Lo stesso obiettivo che ora si pone Cardinale per il Milan.
COME FUNZIONA IL MODELLO LIVERPOOL
E in che modo se lo pone il patron di RedBird? Assimilando i concetti del 'modello Liverpool' e provando ad applicarli al contesto Milan. Ma veniamo a noi: come funziona?
I Reds hanno adottato una filosofia gestionale e sportiva sotto la guida del Fenway Sports Group che mira a unire l'analisi dei dati, la sostenibilità finanziaria e un'organizzazione societaria snella, funzionale e piramidale con apice la proprietà.
Un passo alla volta, analizziamo tutti i punti chiave di questa organizzazione:
- La gestione è basata sui dati: la ricerca dei giocatori tramite lo scouting e le scelte di mercato si uniscono ad algoritmi e statistiche avanzate che possano aiutare a definire e trovare tutti quei talenti funzionali al sistema di gioco adottato dal club e dal manager;
- Autofinanziamento: e come andare a comprare questi talenti? Attraverso una precisa strategia che permetta alla società di reinvestire sul mercato i proventi generati dalle cessioni, dalla qualificazione alle coppe europee (Champions League in primis, per questioni di bilancio), dall'aumento dei ricavi commerciali derivanti da tutta la struttura sportiva;
- La struttura dirigenziale viene snellita: e com'è questa struttura? Il progetto prevede un team integrato e strategico che lavori armonicamente e in sinergia al fine di arrivare agli obiettivi prefissati e dare forma al sistema di gioco scelto;
- L'identità tattica è ben definita: tutto questo sistema porta ad adottare una filosofia di gioco offensiva, dinamica e frizzante. Tutti elementi che vanno a combaciare con le scelte dei tecnici (Amorim nel caso del Milan) e dei giocatori.
Il quadro completo ci porta a questo preciso schema: vincere e rimanere competitivi puntando sulla sostenibilità dal punto di vista economico e sulla compravendita di giocatori (monetizzando al massimo le uscita e reinvestendo in più profili con margini di crescita) funzionali alla filosofia calcistica.
I DETTAGLI: COME VIENE TRADOTTO CONCRETAMENTE QUESTO MODELLO
Ma come si traduce concretamente questo modello all'interno dell'organigramma e dell'assetto societario del Liverpool?
Il 'modello Liverpool' introduce una filosofia secondo la quale ogni decisione strategica viene presa sinergicamente da tutte le componenti delle varie aree del club: finanziaria, tecnica e di ricerca.
A livello dirigenziale, la gestione societaria dal punto di vista finanziario e quella dal punto di vista puramente sportivo calcistico sono affidate a un team di direttori e di analisti con competenze plurime e differenti, adatte al contesto nel quale sono stati inseriti.
La struttura dei Reds (che rispondono all'unico titolare del Fenway Sports Group, LLC (FSG) - attraverso alcune società controllate al 100% - gestita in via esclusiva dal Principal Owner John Henry, dal Chairman Tom Werner e dal President Michael Gordon) che opera per la proprietà è definita grazie al coordinamento dell'intera area calcistica compiuta dal Managing Director Professional Football Michael Edwards che supervisiona anche le strategie finanziarie. Al di sotto, ecco il Technical Director Julian Ward e il Director of Development Pedro Marques che pianificano la crescita dei talenti che vengono acquistati dallo Sporting Director Richard Hughes, grazie anche ai dati analizzati con gli algoritmi dallo Sports Scientist William Spearman.
Questo preciso processo viene poi mostrato sul rettangolo verde di gioco dalla scelte dell'Head Coach - diventato da qualche settimana Andoni Iraola - che aveva precedentemente espresso le sue esigenze dal punto di vista tattico all'area dirigenziale, guidando la ricerca di determinati profili compatibili alla filosofia del club. A lui spetta il compito di tradurre le decisioni dirigenziali in un calcio offensivo e dinamico.
I VANTAGGI E I RISULTATI RAGGIUNTI DAL LIVERPOOL
Questa struttura, nell'ottica di FSG e ora di Cardinale, permetterà una certa continuità aziendale basata su determinati criteri di scelta, un'oggettività sulle decisioni di mercato mirate alle sostenibilità e all'ottimizzazione delle risorse presenti in tutte le aree del club.
Attraverso gli algoritmi, il flusso di dati, lo scouting e la visione a lungo termine, il Liverpool è riuscito a ritornare protagonista in patria (3 Carabao Cup, una FA Cup, un Community Shield e 2 Premier League) e in Europa (Champions League, Supercoppa Europea e Coppa del Mondo per club nel 2020), incrementando al contempo i ricavi e il fatturato, registrando utili netti a bilancio e un ritorno stabile alla profittabilità, operando sempre investimenti mirati.
In particolare, dall'ultimo bilancio visionabile sul sito ufficiale dei Reds, il fatturato per l'esercizio chiuso al 31 maggio 2025 è stato pari a 702,8 milioni di sterline, in aumento rispetto alla precedente annata così come i ricavi derivanti dai media, dalle partite casalinghe e dalle sponsorizzazioni. Inoltre, l'utile derivante dalla cessione dei diritti di registrazione per l’esercizio chiuso al 31 maggio 2025 è stato pari a 53,3 milioni di sterline, dato anch'esso in aumento.
E' da questi presupposti che Cardinale vuole costruire e portare nel futuro il nuovo Milan con un assetto societario, dirigenziale e tecnico-sportivo completamente rivoluzionato.
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