Milan, i conti di RedBird non tornano: 500 milioni di euro spesi in quattro anni e 55 punti di ritardo dall'Inter
Milan, i numeri fallimentari dei quattro anni di gestione di Gerry Cardinale
Milan, i conti non tornano. Dall'avvento di RedBird, con il patron Gerry Cardinale, è stato sollevato al cielo un solo trofeo, la Supercoppa Italiana, a fronte di investimenti molto importanti in sede di calciomercato. In campionato, il Diavolo non ha mai lottato, concretamente, per il titolo accumulando ben 55 punti di distacco dall'Inter in quattro stagioni. Numeri che rendono l'idea di un progetto che non ha basi solide e che fa acqua da tutte le parti considerando che si sono alternati, fin qui, ben 4 allenatori e 3 direttori sportivi. Non propriamente una gestione basata sulla continuità e sulle idee.
36 GIOCATORI COMPRATI
Nella stagione 2022/2023 - la prima a gestione RedBird dopo l'acquisto delle quote di maggioranza dal fondo Elliott immediatamente dopo lo Scudetto firmato Pioli - l’investimento principale è stato quello per Charles De Ketelaere, prelevato dal Bruges per 37,5 milioni. Nello stesso anno sono arrivati a titolo definitivo Malick Thiaw dallo Schalke 04 (12,8 milioni), Junior Messias dal Crotone (6,2 milioni) e Alessandro Florenzi dalla Roma (3,15 milioni). A chiudere il bilancio della prima estate di Cardinale, il prestito di Aster Vranckx dal Wolfsburg (1,3 milioni) e l’acquisto del portiere Devis Vasquez dal Guaraní (810 mila euro).
LA PRIMA SENZA MALDINI
La stagione 2023/2024 è quella della profonda ristrutturazione della rosa. Gli acquisti più onerosi sono stati Tijjani Reijnders dall’AZ Alkmaar (24,80 milioni), Yunus Musah dal Valencia (21,20 milioni), Samuel Chukwueze dal Villarreal (21,10 milioni) e Christian Pulisic dal Chelsea (20,80 milioni). Sempre dai “Blues” è arrivato Ruben Loftus-Cheek (18,90 milioni), mentre per l’attacco è stato scelto Noah Okafor dal Salisburgo (15,50 milioni). Hanno completato il mercato Filippo Terracciano dal Verona (4,50 milioni, oggi in prestito alla Cremonese), Marco Pellegrino dal Platense (3,80 milioni) e Luka Jovic dalla Fiorentina (500 mila euro).
LA RIVOLUZIONE POST-PIOLI
La stagione 2024/2025 ha visto l’arrivo di Santiago Gimenez dal Feyenoord per 30,2 milioni. A centrocampo e difesa sono stati investiti cifre importanti per Youssouf Fofana dal Monaco (26 milioni), Strahinja Pavlovic dal Salisburgo (18,5 milioni) e Alvaro Morata dall’Atletico Madrid (17,2 milioni). Tra gli altri "colpi" figurano Emerson Royal dal Tottenham (16 milioni), il riscatto di Alex Jimenez dal Real Madrid (14,75 milioni), Warren Bondo dal Monza (10,5 milioni), oltre ai prestiti di Joao Felix (2,9 milioni), Tammy Abraham (1,5 milioni) e Riccardo Sottil (750 mila euro).
LA STAGIONE IN CORSO
Trasferendoci alla stagione 2025/2026, quella in corso, l’investimento più imponente di sempre sotto la gestione attuale, con l’obiettivo di tornare immediatamente competitivi ai massimi livelli. Il colpo da novanta è stato Christopher Nkunku dal Chelsea per 37 milioni, seguito a ruota dal talento Ardon Jashari dal Bruges per 36 milioni. Importanti rinforzi anche nel cuore del centrocampo e in difesa, con Samuele Ricci dal Torino (23 milioni), Koni De Winter dal Genoa (20 milioni) e Pervis Estupiñán dal Brighton (17 milioni). Il mercato è stato poi rifinito con Athekame (10 milioni), Cissé dal Verona (8 milioni), Adrien Rabiot dal Marsiglia (7 milioni) e Odogu dal Wolfsburg (7 milioni).
QUATTRO ALLENATORI
Cambiare per poi non cambiare nulla, almeno sotto il profilo dei risultati. Cardinale ha cambiato tre allenatori (Pioli, Fonseca, Conceicao) prima di arrivare ad Allegri ,che sembra essere solo il prossimo della serie. A livello dirigenziale, ha dato il benservito a un pezzo della storia passata e recente come Paolo Maldini, esonerato il ds Ricky Massara e congedato pure il ds Antonio D'Ottavio (ora al Como ndr).
Il confronto con l'Inter, che tanto fa soffrire, è impari anche nella struttura dirigenziale, che è una parte indispensabile dell'ingranaggio di una macchina vincente. Sbagliando così tanto è praticamente impossibile competere.
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