Milan in evidente ritardo: Glasner-Rangnick un rischio quando servono certezze. Servirà tempo e un supporto estremo dal mercato. Leao ingrato, giusto vada via

11 Giugno 2026 - 14:15
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Sono passati troppi giorni dal momento in cui il Milan ha azzerato i vertici dirigenziali e la guida tecnica. Oggi nessuna casella è stata rioccupata: il tempo stringe e il Club è in ritardo.


Oltretutto quest’estate dovrà fare tante cose. Anche sulla rosa, che già necessitava di essere implementata a livello numerico. Diversi giocatori sono tornati, altri andranno via, ci sarà un nuovo corso tecnico. Il ritardo nella scelta è evidente.


Dopodichè, sarà probabilmente una scelta rischiosa: dovesse ricadere sul ticket Rangnick-Glasner, richiederebbe tanto tempo per portare a raccogliere frutti. Parliamo di un tecnico straniero che non ha mai allenato in Italia e di un dirigente che negli ultimi anni ha lavorato più in campo da allenatore che dietro una scrivania. Glasner, poi, ha vinto Coppe e trofei, ma a livello nazionale nei campionati non ha mai impressionato (15esimo quest’anno col Crystal Palace).


La coppia avrebbe però un senso a livello tattico, perché parlano la stessa lingua a livello calcistico. Sarà fondamentale a quel punto il supporto dal calciomercato. Progetto rischioso, mentre il Milan avrebbe bisogno il più possibile di certezze.

Capitolo Leao: enorme delusione sotto ogni punto di vista. Abbiamo scoperto che la prima intervista in cui lui annuncia la volontà di partire, risale addirittura al 27 aprile, dopo la gara con la Juventus. Figuriamoci allora con che spirito è sceso in campo nelle partite successive, se già ad aprile pensava di andare via.


Uno col suo atteggiamento e la sua indole: Allegri, che non poteva non esserne a conoscenza, avrebbe dovuto ‘panchinarlo’ molto prima. E’ giusto, come detto più volte, che le strade si separino: il ciclo di Leao al Milan è ampiamente finito. Ma c’è modo e modo di lasciarsi: quello scelto dal portoghese è profondamente sbagliato e porterà anche a un prezzo di cessione più basso.


Giocatore un po’ ingrato: il Club rossonero lo ha pagato tanto, ha pagato la multa allo Sporting al posto suo, gli ha riconosciuto l’ingaggio più alto della squadra per anni. A conti fatti è il calciatore che è costato di più nella storia del Milan. Oltretutto non lascia la squadra dove merita di stare: ottavo posto lo scorso anno, quinto quest’anno, checchè ne dica in quell’intervista sciagurata.




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