Milan, Savicevic: "Baresi è stato il più grande di tutti. Una vergogna che non abbia vinto il Pallone d'Oro"
Il ricordo di Franco Baresi del "Genio" Savicevic.
La scomparsa di Franco Baresi ha scosso il mondo del calcio. Franco è stato una leggenda di questo sport, una leggenda del Milan, con cui ha scritto pagine memorabili di storia insieme anche a Dejan Savicevic, il "Genio", autore di uno dei quattro goal nella storica finale contro il Barcellona del 1994. Quella in cui Baresi era squalificato.
Alla Gazzetta dello Sport Savicevic ha ricordato il suo Capitano con grande tristezza: "Ho un magone, un peso che non vi dico. Era il mio capitano, il mio grande capitano. Ci voleva bene perché eravamo il Milan. Ma il Milan era lui: non ci sarà mai nessuno come lui".
CHI ERA BARESI
"Un grande uomo e un grande compagno di squadra. Aveva il calcio dentro, capiva tutto e aveva una visione di gioco incredibile. Quando San Siro cantava 'Un capitano, c'è solo un capitano' mi veniva la pelle d'oca".
IL PRIMO INCONTRO
"Sapevo già chi era. In Jugoslavia era molto considerato, poi ci siamo incontrati nel 1988 in Coppa dei Campioni, prima a San Siro e poi a Belgrado nella famosa notte della nebbia. Ricordo solo che io ho sbagliato il rigore, Franco l'ha segnato, poi il Milan ha vinto meritatamente la Coppa. Franco non era uno dei più forti: era il più forte".
DA PALLONE D'ORO
"Baresi era come Beckenbauer. Anzi lui e Paolo Maldini sono stati i più grandi del mondo. Franco ha vinto tanto e doveva vincere ancora di più. Pallone d'Oro? Soprattutto quello. E' una vergogna: come fai a non dare il Pallone d'Oro a Baresi? Ma la colpa è di voi giornalisti. Non l'avete votato. Vincevano solo gli olandesi. Rijkaard arrivava sempre prima di lui, primi posti. Adesso, con tutto il rispetto per Rijkaard, stiamo parlando di un centrocampista, buoni passaggi, buon calcio. Ma Baresi era un’altra cosa: lui era un fenomeno. Guarda, non parlarmi del Pallone d’Oro che m'inc***o.
L'hanno vinto Sammer e Cannavaro e non Franco Baresi? Uno dei più grandi difensori della storia del calcio. Non dico che è una vergogna, ma non erano come Baresi. Ma lui aveva anche un grande pregio: non se la prendeva. Diceva: va bene, dai, lasciamo perdere, pensiamo positivo. Era un leader, ci passava sopra".
I RAPPORTI CON BARESI
"Aiutava tutti. Nei primi tempi ero in crisi, non giocavo, stavo male. Lui mi abbracciava e mi consolava: Dai Dejan, porta pazienza, siamo in tanti, tutti bravi'. Io volevo andar via e lui mi diceva: 'Ma dove vuoi andare? Qui siamo al Milan, dove vai a star meglio?'. E mi diceva: 'Non arrabbiarti, non mollare'. Lui non mollava mai. Ti regalava sempre un po’ della sua felicità".
GLI ANEDDOTI
"Ricordo un suo goal a Padova. Ce l’ho impresso nella memoria. È la prima di campionato 1995 e prima partita di Weah e di Roberto Baggio. George segna un bel gol di testa, il Padova pareggia e poi Baresi si sgancia, va in attacco, Weah gli fa un buon passaggio, Franco stoppa di petto in area, fa scendere il pallone sulla coscia, lo tocca di piatto e lo mette nell’angolo. Dovevi vedere la felicità. Sembrava un bambino, correva come in estasi, l’abbiamo abbracciato tutti e sommerso. Commovente. Quel Baresi aveva 35 anni e aveva giocato circa 500 partite in campionato. Ed era felice e commosso come un ragazzino. Poi è andato in televisione e ha detto serio: ragazzi, dobbiamo lavorare ancora molto".
LA FINALE DI ATENE
"Lui era squalificato, ma è come se fosse stato in campo. Amava il Milan, ce l'aveva dentro. E noi gli abbiamo detto: 'Franco, in campo c'eri anche tu'. Ricordo anche il suo pianto nella finale del Mondiale. Poteva diventare campione del Mondo, si è fatto male al menisco, è tornato subito e ha chiesto di giocare la finale. Ha sbagliato il rigore perché si è preso la responsabilità di tirare il primo. Sono stato malissimo per lui".
L'ULTIMO SALUTO
"Farò di tutto. Era il mio capitano e un mio amico. Ma perché i funerali non li fanno in Duomo? Lui è Franco Baresi e merita il Duomo, come gli artisti e i politici. Martedì un quarto d'ora prima sarò davanti alla chiesa".
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