Milano: 28enne annega in piscina, amici indagati per omissione di soccorso

04 Luglio 2026 - 12:09
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Si aggrava la posizione dei tre amici che si trovavano con Alfredo Arustigue Encarnacion, il cittadino peruviano di 28 anni morto nella notte tra mercoledì e giovedì dopo essere annegato nella piscina comunale “Romano” di Milano. La Procura ha infatti aperto un fascicolo nei loro confronti ipotizzando il reato di omissione di soccorso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe raggiunto l’impianto sportivo di via Ponzio durante la notte, quando la struttura era ormai chiusa al pubblico. I quattro sarebbero riusciti a introdursi all’interno scavalcando la recinzione per poi raggiungere l’area delle vasche.

A un certo punto Alfredo Arustigue Encarnacion si sarebbe tuffato in acqua nonostante non fosse in grado di nuotare. Per cause ancora al vaglio degli inquirenti, il giovane avrebbe iniziato ad avere difficoltà fino a scomparire sott’acqua. Gli amici presenti con lui, invece di prestargli immediato aiuto o chiamare subito i soccorsi, si sarebbero allontanati dal luogo dell’incidente.

Proprio questo comportamento è ora al centro delle indagini della Procura milanese. Secondo gli accertamenti svolti dalla polizia e coordinati dal magistrato di turno, i tre avrebbero lasciato il 28enne in piscina senza attivare tempestivamente la macchina dei soccorsi, circostanza che ha portato all’iscrizione dei loro nomi nel registro degli indagati.

Soltanto in un secondo momento uno dei tre, un cittadino mauritano, avrebbe informato un addetto alla sicurezza di un locale situato nelle vicinanze dell’impianto sportivo. È stato quindi il buttafuori ad allertare il numero di emergenza 112, facendo scattare l’intervento dei soccorritori.

Sul posto sono arrivati in pochi minuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Il giovane è stato recuperato dall’acqua in condizioni disperate e sottoposto a lunghe manovre di rianimazione. Una volta stabilizzato è stato trasportato d’urgenza al Policlinico di Milano, dove però è deceduto poco dopo il ricovero a causa delle gravissime conseguenze dell’annegamento.

Gli investigatori stanno ora ricostruendo con precisione la sequenza degli eventi attraverso le testimonianze raccolte e l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. L’obiettivo è chiarire i tempi dell’incidente e verificare se un intervento più rapido avrebbe potuto aumentare le possibilità di sopravvivenza del giovane.

La tragedia ha profondamente colpito la comunità peruviana milanese e riporta l’attenzione sui rischi legati all’accesso abusivo agli impianti sportivi durante le ore di chiusura, oltre che sull’importanza di prestare immediato soccorso a chi si trova in una situazione di pericolo.

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