Il Papa a Lampedusa e il monito contro gli scafisti: «Qui migliaia di morti in mare per mano di briganti e criminali»

04 Luglio 2026 - 12:48
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Il Papa a Lampedusa e il monito contro gli scafisti: «Qui migliaia di morti in mare per mano di briganti e criminali»

Papa Francesco

“Oggi Lampedusa e Linosa si trovano su una strada pericolosa come quella che scendeva da Gerusalemme a Gerico. Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti”. Lo ha detto Papa Leone XIV nella messa celebrata al campo sportivo di Lampedusa, dove si trova in visita pastorale. Prevost è arrivato in mattinata sull’isola siciliana. Accolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, Papa Leone si è recato in preghiera al cimitero dei migranti e ha poi officiato la Santa Messa davanti a circa cinquemila persone.

L’appello all’Europa: “La responsabilità sia condivisa”

“Da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo – ha aggiunto il Pontefice -, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. Anche per questo aspetto – come per quelli della transizione ecologica e della promozione della pace – l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità”. “Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare. Tutto questo – ha aggiunto – vigilando sul rispetto della dignità di ogni persona. È un compito delle istituzioni pubbliche ma anche di tutta la società civile e della Chiesa“.

“Le politiche siano condivise”

“ll disinteresse per il bene comune – ha continuato Prevost – e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di passare oltre”. “Insieme a un gran numero di profeti e martiri del secolo scorso,- ha detto ancora Papa Leone- essi hanno compreso che, agli abissi del cuore umano e agli orrori della guerra, solo la misericordia sa rispondere con nuovi inizi. Ora, sulle spalle di questi giganti, siamo entrati in un millennio in cui dare forma spirituale, culturale, giuridica, politica, economica alla civiltà dell’amore. L’enormità del dolore che osserviamo ci faccia cogliere la radicalità di questa chiamata”.

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