Milano, come è andato il vertice di maggioranza (spoiler: non benissimo)
Quasi tre ore di confronto per provare a ricompattare la maggioranza che sostiene Giuseppe Sala a Palazzo Marino. Il sindaco ha convocato i partiti della coalizione — Pd, Europa Verde, Azione, Italia Viva e Lista Sala — per fare il punto sull’ultimo anno di consiliatura e iniziare a impostare anche il percorso politico verso le Comunali del 2027. Ma il vertice di venerdì ha confermato come il nodo del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv continui a rappresentare una frattura politica sempre più profonda nel centrosinistra milanese.
Il Pd prova a ricompattare la coalizione
Il segretario metropolitano del Pd Alessandro Capelli ha definito il confronto “importante”, sottolineando la necessità di rafforzare il lavoro comune della coalizione. “Nell’anno di fine mandato sarà importante fare tanti passaggi di coalizione come quello di stamattina, perché la nostra azione politica sia all’altezza delle sfide della città”, ha spiegato al termine della riunione. Secondo Capelli, il vertice avrebbe avuto un valore politico significativo anche perché concentrato sui temi concreti della città: “Dalla casa allo sport, dalla mobilità al verde, fino a una grande Conferenza internazionale dei sindaci per la pace”.
Il segretario dem ha rilanciato anche il percorso politico del Pd verso il 2027, richiamando il progetto “Innamorarsi ancora” e insistendo sulla necessità di lavorare su ciò che tiene unita la coalizione: “Anche a Milano il Partito Democratico sa che questo è il tempo in cui il nostro popolo chiede di lavorare su ciò che unisce”. Pur riconoscendo le divergenze interne, Capelli ha provato a rassicurare gli alleati: “Come in tutte le coalizioni, ci sono differenze che fanno parte della pluralità positiva della nostra coalizione ma sono sicuro che sapremo trovare una soluzione costruttiva anche sulle vicende più divisive”.
Ma il caso Tel Aviv continua a spaccare il centrosinistra
Ma proprio il gemellaggio con Tel Aviv resta il principale terreno di scontro. Secondo quanto emerso dal vertice, Europa Verde continua a chiedere l’interruzione del gemellaggio alla luce della situazione internazionale, mentre Pd, Azione e il resto della maggioranza non intendono aprire a questa ipotesi. La tensione sarebbe emersa con forza durante il confronto. Da una parte i Verdi non avrebbero fatto passi indietro, dall’altra Pd e Azione avrebbero difeso la necessità di evitare rotture simboliche che rischierebbero di destabilizzare ulteriormente la maggioranza.
In particolare il consigliere comunale di Azione Daniele Nahum avrebbe ribadito la propria contrarietà allo stop al gemellaggio, arrivando anche a minacciare l’uscita dalla maggioranza in caso di rottura con Tel Aviv. Momenti di tensione ci sarebbero stati anche con la vicesindaca Anna Scavuzzo, che avrebbe accusato i consiglieri di Europa Verde di “spaccare la maggioranza”.
I Verdi al Pd: “Il passaggio in aula non è superato”
Dopo il vertice, però, lo scontro è proseguito anche a distanza. In una lunga nota, i consiglieri comunali di Europa Verde Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini hanno replicato direttamente al Pd, chiarendo che la questione del gemellaggio resta apertissima. “Non si è trattato di una riunione sulla manutenzione del verde”, hanno scritto polemicamente, spiegando che al centro del confronto c’erano “le questioni politiche più delicate” e soprattutto il nodo Tel Aviv. I due consiglieri hanno ribadito che “la conferenza per la pace non rappresenta una soluzione alla questione posta” e hanno respinto la linea dem secondo cui il tema sarebbe ormai superato. “La questione quindi rimane aperta e rispondiamo al PD che il passaggio in aula non è affatto superato”, hanno scritto.
Europa Verde rivendica inoltre che “il PD stesso ha votato la sospensione in Direzione Metropolitana e ha espresso pubblicamente posizioni molto dure nei confronti del sindaco per la mancata attuazione dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio”.
“Se non ci sarà una soluzione, andremo avanti in aula”
Nella nota dei Verdi emerge anche una sorta di ultimatum politico agli alleati di coalizione. “Attendiamo in questi giorni un riscontro chiaro”, spiegano Gorini e Cucchiara. “Qualora però non ci sia realmente la volontà di risolvere la questione, andremo avanti in aula”. Una posizione che rischia di riaprire lo scontro già nelle prossime sedute del Consiglio comunale, anche perché Sala avrebbe lasciato intendere che, in presenza di un nuovo voto dell’aula, potrebbe adeguarsi alla decisione del Consiglio.
Azione: “Serve una regia politica più forte”
Anche Azione, pur confermando il sostegno all’amministrazione Sala, ha chiesto un rafforzamento del coordinamento politico della coalizione. “La riunione di oggi era doverosa”, hanno scritto in una nota congiunta dirigenti ed eletti del partito di Carlo Calenda. “Esprimiamo gratitudine a Beppe Sala per lo sforzo di sintesi e di condivisione e chiediamo che queste riunioni siano, in futuro, più frequenti”. Il partito ha però sottolineato come restino “significative differenze” sia sui temi internazionali sia sul metodo politico con cui costruire il progetto per il futuro della città. Per questo, secondo Azione, “è necessario rafforzare il tavolo di coalizione per migliorare la regia politica che oggi appare del tutto assente”.
La conferenza per la pace non basta a chiudere il caso
Per cercare una mediazione sul dossier mediorientale, il Pd starebbe puntando sulla proposta della Conferenza internazionale dei sindaci per la pace, già approvata dal Consiglio comunale e pensata come spazio politico e civico stabile della città. Ma per Europa Verde la proposta non può sostituire la richiesta di interrompere il gemellaggio con Tel Aviv. Un segnale di come, a meno di un anno dalla fine del mandato Sala, le tensioni interne alla maggioranza siano tutt’altro che risolte e rischino di pesare anche nella costruzione del centrosinistra che correrà alle Comunali del 2027.
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