Milano, Lupi spegne il “casting” del Cdx per il post-Sala: “Non è X Factor”. E su Cottarelli ha le idee chiare

07 Luglio 2026 - 15:10
0
Milano, Lupi spegne il “casting” del Cdx per il post-Sala: “Non è X Factor”. E su Cottarelli ha le idee chiare

Milano, Lupi spegne il “casting” del Cdx per il post-Sala

Corso Venezia, Palazzo Bovara. Ieri mattina Maurizio Lupi era lì per parlare di retribuzioni, caro casa e costo della vita, accanto alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone. La stessa sala, però, in cui nel novembre del 2024 Ignazio La Russa aveva fatto per la prima volta il suo nome per la corsa a sindaco, ricordandogli che «Sala non può più fare il sindaco» e che su Milano lui, milanese, una responsabilità ce l’ha. Diciotto mesi separano le due scene. In mezzo, decine di nomi entrati e usciti dal totonomi del centrodestra.

È da questa continuità — più che da una qualsiasi delle proposte circolate nelle ultime settimane — che ha senso leggere l’intervento di ieri. Perché Lupi non ha parlato da candidato che difende la propria corsa, ma da chi richiama gli altri all’ordine. «Smettiamola di farci del male», ha detto rivolto soprattutto a Forza Italia, «queste fughe in avanti rischiano di farci del male nel momento in cui sembrano fughe solitarie e, tra l’altro, irrealizzabili». E poi, con moderato sarcasmo: «Mi sembra che siamo passati dalle audizioni al casting. Adesso siamo a Cottarelli. A furia di fare selezioni sembra di essere a X Factor con le palette».

LEGGI ANCHE: Milano 2027, tutti i nomi associati alla poltrona da sindaco: ne abbiamo contati 45 (per ora)

Il bersaglio è dichiarato. È l’ipotesi, coltivata dagli azzurri, di puntare su Carlo Cottarelli — economista, ex parlamentare del Pd tra il 2022 e il 2023 — e magari di correre divisi al primo turno per ritrovarsi al ballottaggio, sul modello della vittoria di Vigevano. Lupi liquida entrambe le cose: «Non ho mai visto una coalizione che si propone di governare il Paese per cinque anni e pensa di andare divisa per poi riunirsi». E sull’economista: «Con tutto il rispetto, non mi sembra sia questa la strada».

A dare forza all’obiezione, oltre alle parole di Lupi, sono i fatti e gli altri commenti che si addensano attorno al nome dell’economista. Perché nello stesso momento in cui Forza Italia lo corteggia, a rivendicarlo per primo è chi nel centrodestra non sta: Carlo Calenda, che si dice pronto a sostenerlo a prescindere. Beppe Sala ricorda che Cottarelli «è stato eletto a sinistra, con il Pd, nel 2022», salvo poi dimettersi. Un candidato insomma che sta a cavallo tra le coalizioni e non è espressione di nessuna. E l’insistenza con cui lo si spinge può essere percepita più un come desiderio di posizionamento degli azzurri che una reale prospettiva di governo per la città.

Lo stesso ha l’aria di valere per gli altri tasselli. Silvia Sardone ha vinto le primarie della Lega, ma il suo nome — lo scrivono tutti — non piace né a Forza Italia né ai centristi e non intercetta il voto moderato e riformista. I civici si moltiplicano e si bruciano: La Lumia, Tatarella, Spada, Civita,Terzi, un elenco che si allunga di settimana in settimana e che lo stesso La Russa ha già definito un «frullatore» da spegnere. Ogni giorno un nome nuovo.

In questo affollamento la posizione di Lupi ha una geometria diversa, affermata bene ieri. Non insegue, non si autocandida, non rilancia, non parla di se’: si concentra sul fissare il metodo. «La parola finale spetta al tavolo dei leader nazionali a Roma. Ne parleremo con Antonio, con Giorgia, con Matteo, una volta ascoltati i livelli regionali. Poi ognuno sceglierà la strada migliore».

I tempi, ormai, sono scritti. Dopo l’incontro della settimana scorsa tra La Russa e i coordinatori regionali si parla di una ventina di giorni per restringere la rosa, e di un sondaggio demoscopico a seguire. Il centrosinistra, dal canto suo, rinvia tutto a settembre e alle primarie. Da qui all’autunno il totonomi continuerà a girare. Ma la domanda vera non è quanti nomi entreranno nel frullatore: è quale, di tutti, avrà capito che è meglio non entrarci.

L'articolo Milano, Lupi spegne il “casting” del Cdx per il post-Sala: “Non è X Factor”. E su Cottarelli ha le idee chiare proviene da Affaritaliani.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User