Mobile e selfie-stick per l’immersione viola nella Provenza laziale

29 Giugno 2026 - 11:10
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Mobile e selfie-stick per l’immersione viola nella Provenza laziale

Non occorre andare in Provenza per godersi panorami i profumati e intrisi del viola intenso dei campi di lavanda.  Nell’Alto Lazio, a pochi chilometri da Roma, la fioritura di questa pianta è diventata negli ultimi anni un’attrazione consolidata nel periodo che va da metà giugno a metà luglio, grazie ad una serie di iniziative all’aperto in uno degli scenari più emozionanti del viterbese.

L’invito è sul far del tramonto, a Tuscania, in provincia di Viterbo. La vista è impagabile. Qui la fioritura della lavanda che non è affatto da meno da quella provenzale, con il picco massimo proprio in queste settimane.

Mobile e selfie-stick per l’immersione viola nella Provenza laziale

Lo spettacolo naturale più fotografato della Tuscia

Il primo fine settimana del mese si colora di viola e profuma di antico. Tre giornate di appuntamenti – dal 3 al 5 luglio – che offrono un ricco e variegato programma dedicato alla lavanda, ai prodotti del territorio, al relax ed alla scoperta dell’affascinante borgo medievale di Tuscania. Prenotazioni da tutta Italia per uno degli eventi più attesi di inizio estate: la Festa della Lavanda – giunta alla sua quindicesima edizione – si conferma un’occasione molto importante per conoscere l’Alto Lazio e per vivere i colori e i profumi della campagna della Tuscia, quando la fioritura della lavanda è al suo massimo. Mobile e selfie-stick sono indispensabili per vivere – ed immortalare – i vari momenti della visita: tantissimi gli incontri e le esperienze immersive a contatto con la natura coordinati direttamente dai produttori locali del territorio, che aprono le porte delle loro aziende agricole ai visitatori. 

Il business estivo si fa con il turismo esperienziale ed eno-gastronomico

Il primo fine settimana alla scoperta della lavanda si articola in un fitto calendario che coinvolge non solo i produttori di lavanda del territorio, ma anche numerose strutture ricettive e di ristorazione che propongono speciali offerte per i turisti ed i visitatori. Un turismo non di massa per conoscere di uno dei borghi più affascinanti della Tuscia, con i suoi vicoli medievali, i giardini e le chiese di età romanica. Il business passa anche per il percorso eno-gastronomico e le attività di trekking botanico-archeologico.

Oltre alla tappa al lavandeto, si può scegliere una svariata serie di attività: visite alle tombe etrusche del IV sec. a.C., degustazioni e aperitivi. Originale la proposta attività artistiche come i laboratori di pittura a tecnica di acquerello per imparare a dipingere la lavanda ed altri fiori. Tra le offerte anche il curioso corso di decorazione della saponetta artigianale all’olio essenziale di lavanda e all’olio d’oliva, con le essenze floreali della stagione. Per i più meditativi, c’è anche l’ora per praticare hatha yoga per rigenerarsi e ritrovare equilibrio e benessere che si chiude con la tisana rinfrescante, rigorosamente alla lavanda. Percorsi per tutte le tasche, da 5 euro per i più piccoli, fino a 50 euro con degustazioni, laboratori e visite guidate. Il calendario è sulla pagina ufficiale attiva sul territorio: tuscaniaturismo.it.

Mobile e selfie-stick per l’immersione viola nella Provenza laziale

La pianta sacra che fa bene a mente e corpo

Purezza e devozione. Il significato della lavanda nel linguaggio dei fiori conferma le sue proprietà sensoriali. Era, infatti, considerata sacra perché il profumo della lavanda funziona come coadiuvante per il buon riposo, purificando l’ambiente dalle negatività. In antichità la cenere ricavata dai rami di questa pianta veniva posizionata in alcuni angoli della casa per attrarre protezione e contrastare il male. Il profumo della lavanda si lega da sempre ad una dimensione riflessiva ed all’armonia interiore. Ancora oggi, la lavanda rappresenta un’ottima soluzione calmante per lo stress, oltre agli effetti benefici come antinfiammatorio della cute e decongestionante delle vie respiratorie. 

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