Mondiali 2026, caos Iran: insulti e minacce contro un calciatore
La situazione della nazionale iraniana al Mondiale è piuttosto delicata: a causa della guerra tra USA e Iran i ragazzi di Amir Ghalenoei hanno incontrato diverse difficoltà nelle scorse settimane e per diverso tempo si è anche parlato della possibile non partecipazione del Team Melli al torneo.
Fortunatamente tutto si è risolto per il meglio e la squadra è stata regolarmente accolta negli Stati Uniti (ad eccezione di alcuni membri della delegazione ai quali non è stato concesso il visto) ma le polemiche non si sono placate. A gettare benzina sul fuoco è stato il calciatore iraniano Mohammad Mohebi.
Nella partita d’esordio del Team Melli Mohebi ha segnato contro la Nuova Zelanda e si è esibito in una doppia esultanza. La prima è stata presa in prestito dall’NBA e si tratta della celebre ‘ice in my veins’, un gesto che simula un’iniezione nel braccio, poi ha mimato un movimento che in molti hanno interpretato come uno sparo con una pistola rivolto ai tifosi presenti.
Subito dopo la partita il calciatore del Rostov ha tenuto a specificare: “È stato un gesto spontaneo nato in quel preciso momento. Solo un’esultanza e basta” ma ormai era troppo tardi. Sui social tantissimi tifosi statunitensi hanno rivolto insulti e minacce contro Mohebi e qualcuno ha anche proposto di fischiarlo ad ogni tocco di palla nelle future partite.
Dopo il pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda l’Iran affronterà il Belgio domenica alle 21 ore italiane, poi sabato 27 se la vedrà con l’Egitto di Momo Salah alle 5 ore italiane.
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