Mondiali 2026, la (mezza) ammissione di Donald Trump: “Sì, l’ho fatto”

06 Luglio 2026 - 16:23
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Mondiali 2026, la (mezza) ammissione di Donald Trump: “Sì, l’ho fatto”

Dalla Casa Bianca ai vertici della FIFA, passando per ministri, avvocati e persino il figlio dell’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, Donald Trump sarebbe stato al centro di una intensa attività di lobbying che, secondo un’inchiesta della Bild, avrebbe portato alla sospensione della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun durante i Mondiali 2026.

Una versione che lo stesso Trump ha in parte confermato, spiegando di aver parlato del caso con il presidente della FIFA Gianni Infantino: “Sì, l’ho fatto. Ho solo chiesto un riesame della decisione, non gli ho detto: ‘devi farlo’”. Trump ha poi aggiunto che, a suo avviso, “non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati”. E ancora: “L’arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere”.

Secondo il quotidiano tedesco, pochi minuti dopo l’espulsione di Balogun nella partita contro la Bosnia-Erzegovina, Andrew Giuliani avrebbe informato Trump, dando il via a una campagna durata quattro giorni per ottenere la revoca della squalifica, che avrebbe escluso l’attaccante dagli ottavi contro il Belgio. L’operazione avrebbe coinvolto anche il segretario al Commercio Howard Lutnick, dirigenti della federazione calcistica USA e un gruppo di avvocati incaricati di presentare ricorso alla FIFA.

Parallelamente sarebbero stati raccolti elementi sull’arbitro brasiliano Raphael Claus, mentre il caso veniva esaminato dagli organi disciplinari della FIFA. Sempre secondo la Bild, giovedì Trump avrebbe avuto anche un colloquio telefonico con Infantino, chiedendo chiarimenti sulle regole relative al cartellino rosso e alla squalifica conseguente. La FIFA, citata da Politico, non ha confermato i contenuti della conversazione, ribadendo soltanto che la decisione è stata presa in autonomia dalla commissione disciplinare indipendente.

Domenica la FIFA ha poi annunciato la sospensione della squalifica, permettendo a Balogun di giocare contro il Belgio. Non è stato però pubblicato il rapporto alla base del provvedimento né chiarito il metodo decisionale, alimentando ulteriori dubbi sulla vicenda. Trump ha comunque ringraziato pubblicamente la federazione per aver “fatto la cosa giusta”.

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