Rissa nel cortile Lgbt, Luxuria all’attacco di Heather Parisi: non può fare la madrina del Pride di Siracusa col curriculum da transfobica

06 Luglio 2026 - 17:58
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Rissa nel cortile Lgbt, Luxuria all’attacco di Heather Parisi: non può fare la madrina del Pride di Siracusa col curriculum da transfobica

Pride di Siracusa, Heather Parisi madrina dell’evento e Vladimir Luxuria insorge

Il terreno dello scontro è quello del Siracusa Pride. Le duellanti in campo sono due volti noti della tv (e non solo): Vladimir Luxuria contro la madrina Heather Parisi. Il progressismo “de noantri” ha una nuova, esilarante faida interna: lo scontro al vertice tra icone arcobaleno. Il palcoscenico della farsa è in programma per il prossimo 18 luglio, e la scelta di nominare Heather Parisi come madrina ha scatenato la furia iconoclasta di Vladimir Luxuria. Un cortocircuito perfetto che dimostra come l’inquisizione “woke”, alla fine, finisca sempre per divorare i propri stessi simboli.

Il dogma Lgbt e la scomunica di Luxuria a Heather Parisi

Il peccato originale della soubrette di Cicale? Non essersi allineata al 100% al catechismo del “politicamente corretto”, le sue dichiarazioni sulle donne trans, e il supporto a Trump. E questo Luxuria non glielo perdona. Anzi, attacca frontalmente: «Essere transfobe fa curriculum per diventare madrina di un Pride? È la ballerina che dichiarò: “Se hai un pene, non diventi automaticamente donna perché lo hai deciso tu”»…

Nei cieli arcobaleno sopra Siracusa si annuncia tempesta…

Insomma, non c’è pace nei cieli arcobaleno. Di più. Per l’ex parlamentare di Rifondazione, la Parisi merita il confino mediatico e l’esilio e l’esilio movimentista. E con ironia acida, spostando i riflettori altrove, propone addirittura, provocatoriamente, come prossimi testimonial del Pride direttamente J.K. Rowling, Vannacci e Donald Trump, domandandosi disperata: «Ma dove sta sbandando il movimento?». Insomma, o la pensi esattamente come i soloni del gender, o perdi il diritto di cittadinanza nei loro dorati recinti.

Luxuria vs Heather Parisi tra dogmi Lgbt e risse tra prime donne

Peraltro, sembra che a nulla siano valsi gli sforzi curriculari della Parisi che, chiamata a replicare, dal canto suo ha provato a difendersi tirando fuori il manuale della retorica sentimentale e dell’antologia vintage, ricordando la sua infanzia a San Francisco tra la comunità gay. «A loro devo tutto. Mi hanno insegnato che la diversità non si nasconde, si danza». Una melassa in salsa Lgbt che, impegno revisionista a parte, non ha minimamente scalfito la fermezza di Luxuria, la quale ha picchiato duro dal Corriere della Sera: «Anche io cantavo e ballavo cercando di alzare la gamba come lei… ma se si nega l’identità trans, c’è poco da discutere»…

Heather Parisi e Luxuria sul ring: (l’avan)spettacolo prima dell’evento ufficiale in calendario

Peraltro, sembra che a nulla siano valse anche le giustificazioni del direttore artistico dell’evento, Diego Di Flora, che ha provato a difendere la Parisi parlando di «libertà di espressione senza pregiudizi». Spiegazione che però non è bastata a Vladimir Luxuria, che ha replicato sul tamburo: «Non si può scegliere una madrina a prescindere, solo perché è famosa». Tentativi di conciliazione vani e parole al vento… Le due “regine” sul ring sembrano volersi contendere lo scettro dell’ortodossia arcobaleno a tutti i costi. E a tutti gli altri non resta che munirsi di pop corn e godersi lo spettacolo…

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