Mondiali, allarme in Messico: lo stadio Azteca sprofonda di un centimetro e mezzo al mese
E i tifosi staccano dei pezzi delle tribune per avere dei “souvenir”
Lo stadio Azteca di Città del Messico è il primo stadio ad essere monitorato dalla Nasa. Da qualche tempo, i rilevamenti sul terreno dove si trova uno dei campi dei prossimi Mondiali di calcio, che l'11 giugno ospiterà la gara inaugurale Messico-Sudafrica, hanno indicato dei cedimenti, come sta succedendo anche in altre zone della capitale. E non di poco, perché si tratterebbe di un centimetro e mezzo al mese, secondo quanto riporta il Daily Mail. Non bastasse il fattore strutturale, ci si mette anche quello umano: sono diversi i video che circolano online in cui si vedono alcuni tifosi (l’Azteca ne può ospitare oltre 87 mila) staccare dei pezzi delle tribune per avere dei “souvenir” dell’arena. In altri post, datati solo qualche settimana fa, si notano invece delle parti delle tribune recentemente ristrutturate che si staccano. Non un bel biglietto da visita per lo stadio costruito nel 1966 e dove si sono giocate ben due finali mondiali (nel 1970 fu Brasile-Italia, e nel 1986 fu Argentina-Germania Ovest, oltre a partite leggendarie come Italia-Germania Ovest 4-3 e Argentina-Inghilterra 2-1, con la doppietta di Maradona, 'mano de dios' e goal più bello del secolo).
Marin Govorcin, scienziato del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ha spiegato meglio la situazione, come riporta Corriere.it: "Città del Messico sta sprofondando principalmente a causa dell’acqua sotterranea dalla falda acquifera sottostante: viene pompata a un ritmo che supera di gran lunga la ricarica naturale dovuta alle precipitazioni. Man mano che l'acqua viene prelevata, la falda acquifera si compatta sotto il peso della città sovrastante".
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