Mondiali, bufera sull’arbitro australiano Shaun Evans: avrebbe fatto un gesto nazista in tv. Ma lui si giustifica: “Era un tic”
Nuova polemica ai Mondiali.
Nuova polemica ai Mondiali. Nel mirino è finito Shaun Evans, arbitro Var australiano che, prima della gara tra Germania e Curaçao, avrebbe mostrato in diretta tv un gesto riconducibile ad ambienti neonazisti e di estrema destra. Preso atto della vicenda, la Fifa avrebbe prima aperto un’indagine interna, come confermato da alcune fonti a The Athletic, e poi assolto il fischietto 38enne.
Ma cos’è successo? E cosa avrebbe fatto Evans? Ebbene, prima della gara, come da protocollo, la regia ha inquadrato la sala Var e qui l’australiano, in piedi e con il braccio lungo il fianco, con le dita della mano destra ha mimato il segno “OK” rovesciato, di fatti unendo il pollice e l’indice con la mano capovolta e formando un cerchio, tenendo le restanti dita distese.
La cosa è stata fatta presente dalla rete Fare Network che collabora con la Fifa per segnalare comportamenti discriminatori. Secondo Fare, tale gesto sarebbe infatti un simbolo neonazista, adottato dai suprematisti bianchi, un rimando, insomma, alle estreme destre mondiali. Il gesto rappresenterebbe il “White Power” con la mano che, così impostata, va a formare la P di Power e la W di White. Si tratta di un segno ben riconoscibile e presente nella lista di simboli d’odio redatta dall’Anti-defamation League.
Dopo un iniziale silenzio in merito alla vicenda, si è espresso lo stesso Evans con una nota. "Non ho fatto quel gesto intenzionalmente e non volevo comunicare alcun messaggio. L'unica spiegazione che posso dare è che si sia trattato di un gesto involontario", ha scritto, ipotizzando dunque una sort di tic temporaneo. Dopo le sue parole, anche la Fifa – finora in silenzio – si è pronunciata. In una nota, la Disciplinare ha scritto: "Nessuna evidenza che abbia violato il codice Fifa", rispedendo al mittente quindi le richieste circa un suo allontanamento dalla manifestazione.
Trentottenne, Evans è un arbitro australiano molto esperto. Ha debuttato nel 2008 ed è stato eletto miglior direttore di gara della A-League nella stagione 2018-19. Era stato selezionato per i Mondiali già quattro anni fa e anche allora era tra gli addetti al Var.
Dopo la vicenda che lo ha coinvolto, la Fifa ha cambiato il protocollo di regia per la sala Var. Nelle partite successive, infatti, gli arbitri addetti al Var non sono più stati inquadrati frontalmente in posa, ma sono stati ripresi mentre analizzano i monitor di gioco.
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