Milan-Amorim, Capello è scettico: “Un doppio salto nel vuoto, un azzardo di una squadra che fa tutto alla rinfusa e si affida al caso”

16 Giugno 2026 - 10:01
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Il parere dell'ex allenatore dei rossoneri.

Il Milan ha scelto Ruben Amorim per ripartire. L’ex allenatore del Manchester United firmerà con i rossoneri e proverà a rialzare un club in difficoltà dopo la mancata qualificazione alla Champions League e delle settimane di caos societario. Della decisione di affidarsi al portoghese ha parlato Fabio Capello a La Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole.

"Il Milan di Amorim? È un doppio salto nel vuoto, sia per lui che per i rossoneri. Ho sentito tantissimi nomi, tutti diversi tra loro. Nazionalità, stile di gioco, idee. Credo sia il manifesto della confusione che aleggia in casa Milan. L’Amorim visto a Lisbona mi aveva convinto, certo si deve considerare anche il disastro fatto a Manchester. Non so, mi sembra un po’ tutto lasciato al caso”.


“Dovranno spiegargli che il Milan è un club con una storia da onorare e rispettare. E che bisogna portare risultati all’altezza. Allo United non è riuscito a entrare nella testa dei giocatori, al Milan dovrà riuscirci. Poi, la differenza la faranno anche gli uomini che avrà a disposizione. I rossoneri prendono un allenatore che non conosce il campionato e lui deve riscattarsi dopo un’esperienza fallimentare”.


“Pagherà la poca conoscenza del nostro campionato e credo anche in Inghilterra sia stato quello uno dei fattori negativi. È molto diverso se una squadra la conosci o se l’hai vista solamente in video. Cambia tutto. È differente l’approccio che hai alle partite e pure al mercato, così come il modo di prepararle. Per questo penso sia un po’ un azzardo, ma vediamo…”


“Auguro ad Amorim di tornare quello dello Sporting. Dovrà avere coraggio, imporsi e far valere le sue idee. Penso che poi servano acquisti all’altezza del Milan per tornare competitivi: mi aspetto un centrale di difesa, una mezzala, un esterno sinistro e un centravanti".


“Sento parlare di tante riunioni, molti nomi e idee confuse. Chi comanda? Chi prende le decisioni? Chi sta facendo il mercato? Ci sono tanti punti interrogativi. Non c’è programmazione. Sembra tutto fatto alla rinfusa”.

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