Monti contro Vannacci a Cernobbio: “Combatterò la retorica del fascismo”
Il professore Mario Monti a Cernobbio non è salito in cattedra ma su un palco con il generale Roberto Vannacci, matricola del forum Ambrosetti. Tuttavia al leader di Futuro Nazionale l’ex premier e Commissario Ue non ha risparmiato bacchettate e ha picchiato duro. La sfida fra i due è su sovranismo e integrazione in Europa.
Vannacci: “Parlerò di un’Europa diversa”
Vannacci va al sodo: “parlerò di un’Europa diversa. Non l’Europa che abbiamo adesso. Più che un ReArm Europe servirebbe un Reborn Europe… Cercherò di parlare del futuro dell’Europa e del futuro dell’Italia. Ma intanto dovremmo dare per scontato che esista un futuro. Perché con un tasso di fertilità all’1,41 per cento in Europa, il nostro futuro è di corta durata. Se vogliamo un futuro migliore per le prossime generazioni, dobbiamo anche pensare di generarle le prossime generazioni”.
E ancora: “La strategia europea è incoerente. Oggi l’Europa si è schierata completamente a favore dell’Ucraina. – dice Vannacci – Però, nell’ultimo semestre, abbiamo incrementato, alcuni Paesi addirittura del 160 per cento, le importazioni di gas dalla Russia, finanziando quell’economia di guerra che noi vorremmo invece combattere schierandoci insieme all’Ucraina”.
Monti: “Vannacci ha la retorica e lo spirito del fascismo”
Arrivato il suo turno Monti attacca: “Vedo che sono in corso indagini su sintomi di ricostituzione del Partito Nazionale Fascista. Secondo me, ascoltando i suoi interventi, leggendo il programma, un aspetto del fascismo è già in atto, non è probabilmente la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista, ma trovo in lei la ricostituzione della narrativa, della retorica, dello spirito del fascismo. Il suo programma in molti punti viola la Costituzione, la Carta fondamentale dei diritti umani dell’Unione europea, la parità di genere e tante altre cose”. Monti quasi sfida Vannacci: “se lei va avanti su questa strada, spenderò le mie ultime energie per impedirlo”.
Schlein: “Vannacci vada a Dongo per ricordare come finì il fascismo”
Sui timori di Monti è intervenuta anche la segretaria del Pd Elly Schlein, a margine dell’evento ‘L’altra Cernobbio’ promosso dalla sinistra in concomitanza con il Forum Ambrosetti. “Dato che Vannacci è da queste parti, gli suggerirei di andare a fare visita a Dongo per ricordarsi la fine della storia di cui sembrano tanto nostalgici”, ha detto la dem.
Botta e riposta tra l’ex premier e il leader di Futuro Nazionale
L’Europa intanto Vannacci la vede così: “fortunatamente cambia, i leader più in pista traballano: Starmer è già caduto, Farage è pronto a lancio, Macron, Merz, Sanchez credo che non mangeranno il panettone del 2027 se non quello del 2026. In Francia Marine Le Pen è stata vincente in qualsiasi scenario possibile. L’Ungheria, la Slovacchia e la Bulgaria hanno l’atteggiamento dannunziano del ‘me ne frego'” davanti a Bruxelles.
Di fronte a sé Vannacci, alla 52esima edizione del forum di Cernobbio, ha Mario Monti, l’europeista per antonomasia. Un Monti che si rivolge così a Vannacci, il quale in base al format del panel non ha spazio per replicare: “Lei con un’operazione di ascensore istituzionale la Costituzione la mette sopra quando le fa comodo o quando lei ne è convinto perché dice, citando l’articolo 11, che nessun trattato internazionale e neanche europeo può avere più valore giuridico della Costituzione nazionale”, dice il professor Monti al generale.

“Lei – incalza il senatore a vita – è consapevole che, mentre ci direbbe come Bardella che non pensa neanche all’uscita dell’Italia dall’Ue o dall’Euro, una anche primordiale applicazione del suo programma porterebbe l’Italia fuori dall’Ue e dall’Euro?”.
E il generale, sul palco con quel ‘professore’ che a Bruxelles è stato nella stanza dei bottoni, ha spiegato che “stiamo lavorando per costruire un’architettura che torni a costruire una piattaforma di collaborazione e non una cattedra impositiva”. Per il generale, che sale nei sondaggi e insidia gli equilibri nel centro destra maggioranza del governo a guida Giorgia Meloni, “la strategia europea è incoerente. Oggi l’Europa si è schierata completamente a favore dell’Ucraina. Però, nell’ultimo semestre, abbiamo incrementato, alcuni Paesi addirittura del 160 per cento, le importazioni di gas dalla Russia, finanziando quell’economia di guerra che noi vorremmo invece combattere schierandoci insieme all’Ucraina”.
Ed ecco che a Cernobbio in serata approda Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica: “I governi – ha risposto l’esponente del governo Meloni ai cronisti sulla collocazione di Vannacci nel centro destra – si fanno sulla coalizione e quindi vuol dire che ci devono essere dei principi condivisi. In questo momento non ci sono situazioni condivise: pensiamo anche solo alla questione russo-ucraina” e “quando invece ci siano delle condizioni condivise si potrebbero fare valutazioni, ma non vedo proprio ancora in questo momento alcune condizioni”.
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