Motus-E conferma Fabio Pressi alla presidenza
Fabio Pressi confermato presidente di Motus-E: la filiera elettrica italiana punta su ricarica, industria e sovranità energetica.
Fabio Pressi resta alla guida di Motus-E, l’associazione italiana che rappresenta la filiera della mobilità elettrica. La conferma del CEO di A2A E-Mobility arriva in una fase decisiva per l’automotive italiano: il mercato dell’auto elettrica cresce ancora con difficoltà rispetto ad altri Paesi europei, mentre industria, infrastrutture di ricarica, reti energetiche e costruttori devono trovare una strategia comune per non perdere terreno nella transizione. Per questo la nuova governance di Motus-E non è solo una nomina associativa, ma un segnale politico-industriale rivolto al settore auto, all’energia e alle istituzioni.
L’assemblea dei soci, riunita a Roma il 14 maggio 2026, ha confermato Pressi presidente e ha eletto come vicepresidenti Massimo Leonardo, Partner di PwC Strategy& Italy, Philipp Senoner, CEO e cofondatore di Alpitronic, e Stefano Sordelli, Direttore Group Press, Communications & External Relations di Volkswagen Group Italia. La composizione della squadra racconta bene la natura ormai trasversale della mobilità elettrica: non più solo prodotto automobilistico, ma sistema industriale che coinvolge energia, ricarica, software, consulenza strategica, logistica, flotte aziendali e gestione delle batterie.
La conferma di Pressi indica una linea di continuità. Il manager torinese è entrato nel Gruppo A2A nel gennaio 2021 ed è componente del Consiglio Direttivo di Motus-E dallo stesso anno. Alla guida di A2A E-Mobility, società attiva come Charge Point Operator, ha lavorato allo sviluppo di infrastrutture e servizi di ricarica su scala nazionale, in un settore nel quale la disponibilità di punti di ricarica accessibili, interoperabili e distribuiti sul territorio resta uno dei fattori chiave per accelerare l’adozione dei veicoli elettrici.
Il punto centrale, oggi, è proprio questo: l’elettrificazione non dipende soltanto dai nuovi modelli lanciati dai costruttori, ma dalla capacità del Paese di costruire un ecosistema credibile. Servono reti più capillari, procedure autorizzative più rapide, investimenti stabili, tariffe comprensibili e una maggiore integrazione tra auto elettrica, fonti rinnovabili e sistema energetico. In assenza di queste condizioni, il rischio è che l’Italia resti un mercato di rincorsa, con una domanda debole e una filiera industriale costretta ad adattarsi a decisioni prese altrove.
Nel percorso di A2A E-Mobility, Pressi ha seguito alcuni progetti significativi per il settore. Tra questi l’introduzione dell’interoperabilità sulla rete della società, l’elettrificazione del parco auto aziendale con l’installazione di oltre 1.700 punti di ricarica nelle sedi del gruppo, il progetto delle colonnine City Plug per i centri urbani e il lancio del primo Power Hub di A2A. Sono iniziative che mostrano come la partita della ricarica non si giochi solo sulle grandi stazioni ad alta potenza, ma anche sulla ricarica urbana, aziendale e di prossimità, cioè negli spazi dove l’auto elettrica deve diventare semplice da usare nella vita quotidiana.
La presidenza Pressi si inserisce in un momento in cui il dibattito sull’elettrico è diventato meno ideologico ma più complesso. Da un lato, l’industria europea deve rispettare obiettivi ambientali sempre più stringenti e difendere la propria competitività rispetto alla Cina e agli Stati Uniti. Dall’altro, i consumatori continuano a guardare con attenzione a prezzo d’acquisto, autonomia, tempi di ricarica e valore residuo. In mezzo c’è la filiera, che deve riconvertire competenze, investire in nuove tecnologie e gestire una transizione che non procede alla stessa velocità in tutti i segmenti di mercato.
Pressi ha sottolineato che nell’ultimo biennio anche in Italia è cresciuta la consapevolezza sui cambiamenti in corso nell’automotive e sulla necessità di affrontare l’elettrificazione “con pragmatismo e visione industriale”. È un passaggio rilevante perché sposta il discorso dalla sola dimensione ambientale a quella economica. La mobilità elettrica non riguarda soltanto le emissioni allo scarico, ma investimenti, occupazione, produzione di componenti, infrastrutture, digitalizzazione dei servizi e sicurezza energetica.
Il tema della sovranità energetica è infatti uno dei punti più sensibili. Le tensioni geopolitiche e gli shock petroliferi hanno riportato al centro il problema della dipendenza dalle fonti fossili importate. In questo quadro, l’elettrificazione dei trasporti può diventare uno strumento per valorizzare le rinnovabili, ridurre l’esposizione ai mercati internazionali dell’energia e costruire una filiera nazionale più integrata. Non è una soluzione automatica, perché richiede investimenti sulla rete, accumuli, gestione intelligente della domanda e modelli tariffari adeguati. Ma è uno dei pochi percorsi in grado di collegare politica industriale, transizione energetica e innovazione.
Motus-E, in questo scenario, punta a rafforzare il proprio ruolo di ponte tra il mondo dell’auto e quello dell’energia. Il nuovo Consiglio Direttivo riflette questa impostazione, con la presenza di operatori della ricarica, costruttori, utility, società tecnologiche, consulenza, riciclo e componentistica. Accanto ad A2A E-Mobility figurano realtà come Alpitronic, Atlante, BYD Industria Italia, Enel X Way Italia, Iplanet, Plenitude On The Road, Renault Italia, Volkswagen Group Italia, Tesla Italy, Volvo Trucks Italia, Scame Parre, Haiki COBAT, ERION ENERGY, Allianze PwC Business Services.
La presenza di aziende così diverse indica che la mobilità elettrica non è più una nicchia tecnologica. È diventata una piattaforma industriale nella quale si incrociano costruttori tradizionali, nuovi player asiatici, operatori energetici, infrastrutture digitali e servizi finanziari. Per l’Italia, il nodo sarà trasformare questa convergenza in una politica di sistema. La conferma di Pressi alla presidenza di Motus-E va letta in questa prospettiva: consolidare il dialogo tra imprese e istituzioni, spingere sulla ricarica e rendere l’elettrico una leva concreta di competitività, non solo un obbligo regolatorio.
Scheda
Nomina: Fabio Pressi confermato presidente di Motus-E
Data assemblea: 14 maggio 2026, Roma
Ruolo di Pressi: CEO di A2A E-Mobility
Vicepresidenti: Massimo Leonardo di PwC Strategy& Italy, Philipp Senoner di Alpitronic, Stefano Sordelli di Volkswagen Group Italia
Settore rappresentato: filiera italiana della mobilità elettrica
Progetti citati: interoperabilità rete A2A, oltre 1.700 punti di ricarica aziendali, City Plug, primo Power Hub A2A
Obiettivo industriale: rafforzare infrastrutture, ricarica, filiera e integrazione tra auto ed energia
Consiglio Direttivo: aziende automotive, energia, ricarica, consulenza, riciclo e componentistica
Chi è Fabio Pressi
Fabio Pressi è CEO di A2A E-Mobility e presidente di Motus-E, l’associazione italiana della filiera della mobilità elettrica. Torinese, ha circa vent’anni di esperienza nelle tecnologie applicate ai trasporti. È anche docente alla LUISS Business School e autore del libro “Mobilità digitale”.
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