Sardegna Rally Raid, sfida dura verso il Mondiale 2027
Il Sardegna Rally Raid apre con 42 equipaggi e punta al Mondiale 2027: una prova chiave per sport, tecnica e filiera automotive.
Il Sardegna Rally Raid entra nel vivo con 42 equipaggi al via nel Campionato Italiano Cross Country e altri 4 veicoli impegnati nella regolarità Classic. La seconda tappa del tricolore non è soltanto un appuntamento sportivo: è un banco di prova tecnico, organizzativo e industriale per una manifestazione che punta a entrare nel World Rally Raid Championship 2027 sotto egida FIA e FIM. Per il settore automotive conta perché il rally raid è uno dei laboratori più severi per testare resistenza meccanica, affidabilità dei componenti, gestione elettronica, pneumatici, assetti e capacità di adattamento dei mezzi a condizioni estreme.
La gara, con base a Olbia, conferma la Sardegna come piattaforma naturale per l’off-road internazionale. Non solo per la varietà dei percorsi, ma anche per la capacità di mettere insieme sport, turismo, filiera tecnica e promozione territoriale. Il progetto nasce dal lavoro congiunto di Automobile Club Sassari e Motoclub Insolita Sardegna, con il sostegno delle federazioni nazionali ACI e FMI, della Regione Sardegna e delle autorità locali. L’obiettivo è chiaro: trasformare un evento nazionale in una vetrina mondiale capace di attrarre team, costruttori, preparatori, fornitori e pubblico specializzato.
Il format ricorda una Dakar in miniatura, ma con una struttura autonoma e progressivamente più ambiziosa. La corsa valida per il CI2C si svilupperà tra venerdì e sabato, mentre la giornata di domenica sarà riservata al finale extra tricolore collegato alla candidatura iridata. Il dato più rilevante è l’aumento della distanza: i chilometri sono praticamente raddoppiati rispetto al passato e diventano due volte e mezzo considerando anche l’ultima frazione. Una scelta che cambia il peso tecnico della competizione, perché non premia soltanto la velocità pura ma la capacità di conservare mezzo, gomme e concentrazione.
Dal punto di vista industriale, il rally raid resta una disciplina particolare: meno visibile al grande pubblico rispetto alla pista, ma molto utile per sviluppare soluzioni trasferibili alla produzione e all’aftermarket. Le sollecitazioni su sospensioni, trasmissioni, telai, sistemi di raffreddamento ed elettronica sono continue. In una fase in cui il mercato dell’auto guarda con attenzione a robustezza, efficienza, software e gestione energetica, competizioni come questa offrono indicazioni concrete su come i veicoli reagiscono in condizioni limite.
La presenza di prototipi, SSV, fuoristrada preparati e mezzi derivati da modelli noti rende il confronto tecnico particolarmente interessante. L’ultima gara dell’Artugna Race, disputata due mesi fa, ha mostrato un equilibrio inatteso: il podio è stato dominato dagli SSV, con la vittoria di Andrea Tomasini su Polaris Razor, seguito da Martin Alejandro Cisella su Can Am Maverick e da Lucio Rossi su Quaddy Yamaha. Un risultato che ha messo in evidenza la competitività dei side by side, sempre più efficaci nei percorsi veloci e sconnessi grazie a peso contenuto, agilità e costi di gestione inferiori rispetto ai prototipi tradizionali.
I fuoristrada più strutturati non sono però fuori gioco. Tra i protagonisti annunciati ci sono Lorenzo Codecà con il Suzuki Grand Vitara e Sergio Galletti con il Pajero Wrc, mentre Alfio Bordonaro torna al volante del suo Suzuki Grand Vitara dopo la vittoria dello scorso anno. “L’anno scorso abbiamo ottenuto una vittoria straordinaria, ma quest’anno è tutto diverso, più duro e selettivo. Daremo il massimo e poi vedremo”, ha ricordato Bordonaro. Una dichiarazione che fotografa bene il cambio di passo dell’evento: non una semplice replica della precedente edizione, ma una gara più vicina agli standard richiesti da un calendario mondiale.
Il pronostico resta aperto anche per le molte storie di rivalsa. Andrea Castagnera, su Can Am, arriva dopo il problema elettrico che lo aveva fermato mentre era al comando con margine. Manuele Mengozzi, al volante del Toyota Hilux Overdrive, cerca riscatto dopo l’uscita di strada durante una rimonta aggressiva. Kevin Manocchi, su Quaddy Yamaha, riparte dopo la squalifica per irregolarità tecnica arrivata quando aveva virtualmente chiuso al primo posto. Per tutti, la tappa sarda diventa un test di maturità sportiva e tecnica.
Attenzione anche al giovane pilota veneto affiancato per l’occasione da Rocco Sbaraglia, mentre Giada Sbaraglia navigherà il padre Michele. La disponibilità di un motore turbo, anche se non di ultima generazione, può modificare gli equilibri prestazionali, soprattutto nei tratti dove coppia e rapidità di risposta fanno la differenza. È uno degli aspetti più interessanti del Cross Country: la prestazione non dipende da un solo parametro, ma dal compromesso tra potenza, affidabilità, peso, trazione e capacità del navigatore di leggere il terreno.
Il programma conferma la durezza della prova. Le auto scatteranno alle 07:39 con il settore selettivo Coiluna-Loelle Fiorentini, lungo 169,30 chilometri e interrotto da una breve zona di neutralizzazione. Sabato sarà la volta del Monte Acuto, 166,50 chilometri sempre con intervallo di neutralizzazione. Domenica, fuori dalla classifica tricolore, il finale Padru Terranova-Sorilis di 109 chilometri completerà il percorso candidato al Mondiale.
Per la Sardegna, l’impatto potenziale va oltre il fine settimana di gara. Un ingresso nel World Rally Raid Championshipsignificherebbe maggiore visibilità internazionale, ricadute su ospitalità, servizi, logistica, officine specializzate e fornitori tecnici. Per l’Italia dell’automotive sportivo sarebbe anche un segnale importante: la filiera del motorsport non vive solo di Formula 1 o pista, ma anche di discipline capaci di generare competenze su resistenza, materiali, navigazione, telemetria e preparazione meccanica.
In questo senso, il Sardegna Rally Raid non è soltanto una competizione spettacolare. È una prova di sistema. Se l’organizzazione saprà reggere il salto di scala, la candidatura al Mondiale potrà trasformare il nord dell’isola in uno dei poli europei più interessanti per il rally raid, con benefici sportivi, industriali ed economici.
Scheda
Evento: Sardegna Rally Raid
Validità: seconda tappa del Campionato Italiano Cross Country
Candidatura: World Rally Raid Championship 2027 FIA-FIM
Base operativa: Olbia, Sardegna
Organizzazione: Automobile Club Sassari e Motoclub Insolita Sardegna
Veicoli al via CI2C: 42 equipaggi
Regolarità Classic: 4 veicoli
Prima prova: Coiluna-Loelle Fiorentini, 169,30 km
Seconda prova: Monte Acuto, 166,50 km
Finale extra tricolore: Padru Terranova-Sorilis, 109 km
Protagonisti attesi: Bordonaro, Codecà, Galletti, Tomasini, Cisella, Castagnera, Mengozzi, Manocchi
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