Musicuvia, la sesta stagione punta sulla diversità: “La musica come una sfida per crescere con qualcosa di sempre nuovo”

27 Maggio 2026 - 13:54
0
Musicuvia, la sesta stagione punta sulla diversità: “La musica come una sfida per crescere con qualcosa di sempre nuovo”
Generico 25 May 2026

Ricerca continua, mai fermi un secondo. Un gruppo di persone legate sì alla musica ma anche ai luoghi e alle diverse forme di pensiero che escono a volte anche dallo scontro di vedute, dalle scintille creative frutto dei diversi punti di vista, ma dunque capaci di trasformarsi in sintesi artistica, appunti, programma, cartellone, serate musicali dal tutto esaurito. 

Sei anni di concerti, sperimentazione e crescita culturale in Valcuvia. Musicuvia torna anche quest’estate con una programmazione che promette di ampliare ancora di più i propri orizzonti artistici: venti concerti gratuiti, tutti serali, accomunati da un filo rosso preciso, quello della diversità musicale e culturale.

Nata nel 2020, in piena pandemia, la rassegna si è trasformata da scommessa coraggiosa a appuntamento atteso da tutta la valle. Alla guida del progetto c’è Andrew Jolliffe, pubblicitario con esperienze tra Londra e Parigi, che ha scelto di mettere radici in Valcuvia e di investire nella cultura come strumento di comunità.

Tra musica da camera, cori gospel, ocarine, concerti elettroacustici e grandi eventi corali, Musicuvia continua a distinguersi per la capacità di proporre esperienze nuove senza perdere il legame con il territorio.

Andrew è seduto ad un tavolino in ferro nel giardinetto di una dimora ricavata da quello che un tempo era il municipio del paese. Oggi la sua casa-pensatoio nel centro storico di Cuvio; si gode il fresco di una mattinata “fuori posto“ per via di un caldo inaspettato da estate inoltrata, l’inizio di una settimana dal timbro bollente. È qui, nell’inaspettato, nello stravagante, che si giocano riflessioni con questo personaggio eclettico amante di ogni sfaccettatura della vita.

Musicuvia, il festival che porta la musica in tutta la Valcuvia si racconta a Radio Materia

Dunque Andrew, quest’anno quale sarà il filo conduttore di Musicuvia?

«La parola chiave sarà “diversità”. Avremo venti concerti gratuiti, sempre serali, ma soprattutto una gamma di proposte molto più ampia rispetto agli anni precedenti. Ci saranno cori giovanili, gospel, musica da camera, gruppi di ottoni e anche nuove forme musicali. L’idea è non offrire soltanto qualcosa che rappresenti l’abitudine, ma proporre ogni anno una piccola sfida al pubblico. La crescita passa anche dal piacere di scoprire qualcosa di nuovo».

Tra le novità ci sarà la musica elettroacustica. Come nasce questa scelta?

«Nasce dalla convinzione che la musica non debba essere fatta solo in modo tradizionale. Già lo scorso anno avevamo sperimentato con il “bagno di gong”. Quest’anno avremo due concerti elettroacustici. In uno di questi ci saranno due violoncelli elettrici e un idrofono, uno strumento che traduce le onde sonore in onde luminose. Lo faremo sotto il tiglio di Orino: sarà un’esperienza immersiva e molto particolare».

Musicuvia sembra voler sorprendere continuamente il pubblico.

«Sì, perché la rassegna nasce proprio dall’idea di non guardare mai l’ovvio, la superficie o ciò che sembra più facile. Questo l’ho imparato nel mio lavoro nella pubblicità: le idee migliori arrivano quando si cerca qualcosa di originale e quando si mettono insieme sensibilità diverse».

Quali saranno alcuni dei luoghi coinvolti quest’anno?

«Avremo concerti in posti magnifici della valle: al vivaio Spertini con un gruppo di ottoni, due concerti a Villa Bozzolo, eventi al Convento di Azzio e poi il grande finale sul lungolago di Laveno Mombello con un coro di duecento voci. Ci sarà anche un concerto di ocarine suonate da musicisti italiani».

Generico 25 May 2026

Tra gli artisti attesi nella nuova edizione ci saranno anche Margherita Gianola e Fabio De Bortoli (nella foto qui sopra), che fanno parte della direzione artistica di Musicuvia e saranno protagonisti di alcuni dei concerti in programma.

Come è organizzato il gruppo che lavora dietro alla rassegna?

«Il gruppo artistico è composto da quattro persone, ma in totale siamo in sette. Tre anni fa abbiamo creato una nuova associazione. Siamo persone con interessi e attitudini molto diverse e questo genera uno stimolo continuo. A volte discutiamo anche animatamente, ma credo nelle frizioni costruttive. L’ho imparato dalla pubblicità: quando vedo qualcuno litigare sul lavoro penso sempre che possa nascere qualcosa di interessante. Non credo ai gruppi dove tutti sono sempre d’accordo».

Quanto è cambiato il rapporto con il territorio in questi anni?

«Molto. Siamo alla sesta stagione e i rapporti con le amministrazioni pubbliche sono migliorati tantissimo. Per anni le associazioni andavano un po’ ognuna per conto proprio. Negli ultimi due anni abbiamo iniziato a dialogare insieme ai sindaci e alle altre realtà locali. Oggi quasi tutti i paesi aspettano le novità di Musicuvia».

Ci ricorda com’è nato questo progetto?

«È nato nel 2020. All’inizio era quasi un test: sette concerti in tre giorni, con gli spazi distanziati per le sedie a causa della pandemia. Ma ero determinato a farlo ed è stata una sfida vinta. L’anno successivo siamo passati addirittura a trenta concerti».

Secondo lei Musicuvia ha avuto un impatto anche oltre la musica?

«Sì, credo di sì. Siamo stati uno sprone per tante associazioni culturali del territorio. Ad esempio Adalberto Riva, che era partito con noi, oggi organizza una rassegna invernale che funziona molto bene. Noi lavoriamo d’estate, lui d’inverno: è bello vedere che si è creato movimento culturale».

Oggi che cos’è diventata Musicuvia?

«È diventata un marchio riconoscibile, ma soprattutto un modello. Credo piaccia perché riesce a leggere nella musica l’armonia della valle. Abbiamo un pubblico che non avremmo mai pensato di avere e ormai svolgiamo anche una funzione sociale. Cerchiamo di interpretare ciò che questi luoghi si meritano».

Lei arriva da esperienze internazionali. Quanto hanno influito sul progetto?

«Ho vissuto e lavorato tra Londra e Parigi, ma ho sempre avuto il desiderio di far parte dei luoghi in cui sceglievo di vivere. Musicuvia nasce anche da questo: dal voler costruire qualcosa che appartenga davvero al territorio».

E già si guarda avanti: il tema della prossima stagione potrebbe essere la musica etnica, confermando la vocazione di Musicuvia a esplorare continuamente nuovi linguaggi sonori.

Ma per questo c’è tempo. Altre idee. Altre ispirazioni arriveranno ancora, e ancora.

IL PROGRAMMA DI MUSICUVIA 2026

L'articolo Musicuvia, la sesta stagione punta sulla diversità: “La musica come una sfida per crescere con qualcosa di sempre nuovo” sembra essere il primo su VareseNews.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User