Mutui sempre più cari, conti correnti quasi a zero: la nuova beffa per chi vuole comprare casa
Comprare casa con un nuovo mutuo costa quanto nell’estate del 2024. A maggio il Taeg è salito al 3,959%, mentre i conti correnti delle famiglie continuano a rendere appena lo 0,1733%. La differenza alimenta il confronto sulla velocità con cui le banche ritoccano prestiti e depositi.
Bankitalia fotografa il divario: prestiti per la casa più cari, liquidità quasi senza rendimento
I nuovi mutui per l’acquisto della casa sono tornati ai livelli più alti da quasi due anni. A maggio il Tasso annuale effettivo globale applicato alle famiglie ha raggiunto il 3,959%, in aumento rispetto al 3,91% registrato ad aprile. La pubblicazione di Bankitalia arrotonda il dato al 3,96%.
Un valore analogo o superiore non si vedeva dall’agosto 2024, quando il Taeg si attestava al 4,0962%. Il confronto mostra che il costo dei nuovi finanziamenti è tornato vicino a quello di allora, nonostante i tassi ufficiali della Banca centrale europea siano oggi più bassi.
Nell’estate del 2024 il tasso Bce sui depositi era al 3%. Dopo il rialzo di 25 punti base deciso a giugno 2026, il riferimento è salito al 2,25%, con decorrenza dal 17 giugno. Il livello precedente era il 2%, rimasto in vigore dal giugno 2025.
Il dato di maggio sui mutui precede quindi l’ultima decisione della Bce, ma i mercati avevano già anticipato l’aumento. Le banche definiscono le condizioni dei finanziamenti considerando anche l’andamento atteso dei tassi ufficiali, del costo della raccolta e dell’inflazione, non soltanto il valore in vigore nel giorno in cui il prestito viene concesso.
La crescita del costo dei mutui non trova lo stesso riscontro nella remunerazione della liquidità lasciata sui conti. A maggio il tasso riconosciuto sui depositi in conto corrente delle famiglie è rimasto intorno allo 0,17%, sostanzialmente invariato rispetto ai mesi precedenti. La tabella di Bankitalia indica inoltre un rendimento medio dello 0,62% sul totale dei depositi familiari, comprendendo anche prodotti con durata prestabilita.
Nell’agosto del 2024 i conti correnti delle famiglie rendevano circa lo 0,366%. Anche allora il valore era molto contenuto, ma risultava più che doppio rispetto a quello attuale.
Il divario può riaprire il confronto sulla diversa velocità con cui gli istituti aggiornano le condizioni applicate ai clienti. Quando aumentano i riferimenti monetari e le aspettative sui tassi, il rincaro compare rapidamente nei nuovi mutui e negli altri finanziamenti. La remunerazione dei conti correnti reagisce invece con maggiore lentezza e resta distante dal tasso del 2,25% riconosciuto dalla Bce sui depositi overnight delle banche.
Le prossime rilevazioni potranno mostrare nuovi aggiustamenti. I dati di maggio incorporavano l’attesa del rialzo Bce di giugno e la possibilità di altre strette. La tregua raggiunta a metà giugno tra Stati Uniti e Iran aveva temporaneamente ridotto il prezzo del petrolio e le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi, ma la Bce continua a decidere riunione per riunione in base a inflazione, energia e andamento dell’economia.
Per chi sta cercando casa, il dato disponibile resta però quello del 3,96% sui nuovi mutui. Per chi lascia i risparmi sul conto corrente, il rendimento continua invece a fermarsi allo 0,17%.
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