Naddeo ai giovani della PA: “Ora tocca a voi”
lentepubblica.it
Il presidente ARAN Antonio Naddeo lancia un’iniziativa per dare voce ai giovani della PA under 35 attraverso video e testimonianze dirette.
La Pubblica amministrazione italiana sta vivendo una delle più grandi operazioni di ricambio generazionale della sua storia recente. Eppure, nonostante migliaia di assunzioni realizzate negli ultimi anni e altrettante previste nei prossimi, la sfida dell’attrattività continua a rappresentare uno dei nodi più delicati per il futuro del settore pubblico.
I numeri raccontano una realtà che non può essere ignorata. Oggi l’età media dei dipendenti pubblici si aggira intorno ai 50 anni e la presenza dei giovani resta ancora limitata. Secondo i dati ARAN, soltanto una quota marginale del personale appartiene alla fascia tra i 18 e i 29 anni, mentre la componente più numerosa continua a essere quella compresa tra i 50 e i 59 anni.
A questo si aggiunge un fenomeno che da anni alimenta il dibattito pubblico: la difficoltà del Paese nel trattenere giovani qualificati. La cosiddetta fuga dei cervelli continua infatti a privare l’Italia di competenze preziose, spesso attratte all’estero da opportunità professionali più dinamiche, migliori prospettive di crescita e maggiore valorizzazione del merito. Un problema che riguarda l’intero sistema economico e produttivo, ma che investe direttamente anche la Pubblica amministrazione, chiamata oggi a competere per attrarre talenti in un mercato del lavoro sempre più selettivo.
In questo scenario si inserisce l’iniziativa lanciata dal Presidente di ARAN, Antonio Naddeo, che ha deciso di aprire uno spazio di ascolto e confronto dedicato proprio ai giovani dipendenti pubblici.
Dare voce a chi costruirà la PA di domani
L’idea nasce da una considerazione semplice: parlare dei giovani non basta più, bisogna ascoltarli.
Qualche settimana fa Naddeo aveva lanciato una proposta attraverso i propri canali social: creare un appuntamento periodico, ogni due mercoledì, dedicato alle testimonianze di chi lavora nella Pubblica amministrazione e ha meno di 35 anni. Un progetto pensato per raccogliere esperienze, idee, difficoltà, aspettative e visioni di chi sta vivendo in prima persona la trasformazione delle amministrazioni.
La risposta è andata oltre le aspettative.
Messaggi, segnalazioni, candidature spontanee e numerosi attestati di interesse hanno convinto il presidente dell’ARAN a passare alla fase operativa dell’iniziativa.
Qualche settimana fa ho lanciato un’idea: ogni due mercoledì, dare la parola a chi lavora nella PA sotto i 35 anni. Sul blog e su YouTube. Senza agenda, senza gerarchie
L’obiettivo è costruire uno spazio autentico, lontano dalle dinamiche istituzionali tradizionali e capace di valorizzare il punto di vista delle nuove generazioni che stanno entrando negli uffici pubblici.
Un form aperto a tutti gli under 35 della Pubblica amministrazione
Per raccogliere le candidature è stato predisposto un form online che richiede pochi minuti per essere compilato e che consentirà di individuare i protagonisti delle future interviste video e degli articoli che verranno pubblicati sul blog di Naddeo.
Il messaggio rivolto ai giovani dipendenti pubblici è particolarmente significativo perché rompe uno schema consolidato.
Non vengono cercati comunicatori professionisti, influencer o persone con percorsi perfetti da raccontare.
Non cerco chi sa già parlare in pubblico. Non cerco chi ha la storia perfetta. Cerco chi ha qualcosa di vero da dire
Parole che restituiscono il senso più profondo dell’iniziativa: dare spazio a esperienze reali, valorizzare chi lavora quotidianamente negli uffici pubblici e raccogliere punti di vista spesso assenti dal dibattito sulla modernizzazione della PA.
Chi ha meno di 35 anni e lavora nella Pubblica amministrazione può candidarsi compilando il form disponibile QUI
Perché ascoltare i giovani è una necessità per la PA
L’iniziativa arriva in una fase particolarmente importante per il settore pubblico.
Nei prossimi anni centinaia di migliaia di dipendenti raggiungeranno infatti l’età pensionabile, mentre le amministrazioni saranno chiamate a gestire sfide sempre più complesse legate alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla sostenibilità e alla trasformazione dei servizi.
Per affrontare questo scenario non sarà sufficiente sostituire chi lascia il lavoro con nuove assunzioni. Sarà necessario costruire organizzazioni capaci di valorizzare davvero le competenze emergenti e di creare ambienti professionali attrattivi per le nuove generazioni.
Ascoltare chi è già entrato nella PA diventa quindi un esercizio utile non soltanto per comprendere aspettative e criticità, ma anche per individuare soluzioni concrete in grado di rendere il settore pubblico più moderno, inclusivo e competitivo.
Da questo punto di vista, il progetto promosso da Naddeo rappresenta qualcosa di più di una semplice raccolta di testimonianze. È un invito a portare nel dibattito pubblico le voci di chi vivrà da protagonista la Pubblica amministrazione dei prossimi decenni.
E forse proprio da queste voci potrebbero arrivare alcune delle idee più interessanti per costruire una PA capace di parlare davvero il linguaggio del futuro.
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