Napoli, parte male l'avventura di Allegri: ko alla prima e 3-1 Arezzo. Cosa ci lascia la prima amichevole: serve intervenire in difesa, problemi fisici per Lucca

22 Luglio 2026 - 21:35
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Sconfitta alla prima uscita amichevole per il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri.

Non è un buon inizio, avrebbe detto un famoso cuoco della televisione italiana. Il Napoli (che anche lo scorso anno ottenne un ko con due reti di scarto, sempre contro la medesima avversaria) esce sconfitto alla prima gara amichevole con Massimiliano Allegri sulla panchina partenopea: passa l'Arezzo per 3-1.

Siamo ai primissimi momenti di calcio vero per la formazione azzurra, reduce dai primi giorni di allenamento con il tecnico livornese a dirigere i lavori. Andiamo a vedere cos'è successo in questa sfida e cosa ci lascia per il futuro.

COME HA GIOCATO IL PRIMO NAPOLI DI ALLEGRI

A rosa incompleta e senza diversi big della sua rosa, Allegri ha scelto nella prima amichevole di dare spazio ad alcuni volti noti e altri rientrati a far parte del mondo Napoli.

La prima indicazione che arriva è la scelta del modulo: addio alla difesa a 3 e spazio a un 4-3-3 come modulo di partenza (si trasformava in un 4-4-2 in fase di non possesso e di prima transizione offensiva, grazie alla posizione ibrida di Lindstrom).

Interpreti inediti come Giovane esterno, ma sicuramente un primo segnale di un possibile addio alle tradizioni passate per Allegri. Di seguito, la prima formazione messa in campo in stagione.

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Gutierrez; Anguissa, Prisco, Lindstrom; Giovane, Hojlund, Alisson. All. Allegri

A disp.: Pugliese, Contini, Milinkovic, Garofalo, Marianucci, Baridò, Lucca, Politano, Folorunsho, Vergara, Obaretin, Mazzocchi, Rao, Pereyra, Spinazzola, Lobotka.

LA PARTITA

La partita è stata estremamente altalenante con un Napoli che ha tenuto a lungo il possesso del pallone e il pallino del gioco, creando anche diverse occasioni che non sono andate a buon fine.

L'Arezzo, al contrario, ha utilizzato un approccio maggiormente attendista, ma è riuscito a bucare una disattenta retroguardia azzurra: all'11' ci ha pensato Cerri con un colpo di testa su cross di Sala. La reazione del Napoli non si è fatta attendere, ma la vivacità di Hojlund, Alisson e Giovane non ha permesso agli azzurri di trovare la via del pareggio.

Dopo qualche altra buona chance su palla inattiva, nel corso della ripresa l'Arezzo ha raddoppiato il vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Gelli ha ribadito in rete un'incornata di Cianci parata inizialmente da Milinkovic-Savic. Questa volta, il Napoli ha subito accorciato i conti con Politano, abile a ribadire in rete un calcio di rigore conquistato da Vergara.

Nel finale, dopo il pressing e il forcing degli azzurri, la concretezza dell'Arezzo ha permesso addirittura alla formazione ospite di andare sul 3-1: un errore difensivo di Obaretin spalanca la strada a Mawuli e la gara termina così con il primo ko del Napoli di Allegri.

COSA CI LASCIA

Cosa ci lascia, dunque, questa prima gara?

Siamo ai primi giorni del ritiro di Dimaro per il Napoli di Allegri, dunque è presto per poter dare dei giudizi senza che gli stessi risultino affrettati. Allegri può sicuramente contare su un duo di portieri reattivi, ma la linea difensiva - orfana di Buongiorno e che necessita qualche rinforzo dal mercato - vede sicuramente qualcosa da dover necessariamente aggiustare, vista la facilità con la quale l'Arezzo ha sfruttato e finalizzato le sue palle goal.

A centrocampo sono mancati De Bruyne e McTominay, oltre che Lobotka, e la qualità ne ha risentito. In avanti, ottimi segnali di forma da parte di Hojlund (apparso concentrato e presente), così come di Giovane e Alisson che hanno dato fantasia e brio alle azioni offensive con le loro accelerazioni. La nota negativa del reparto offensivo è rappresentata da Lucca: dopo aver preso un palo a seguito di una buona azione, il centravanti è uscito dal campo per un problema fisico ed è stato sostituito da Pereyra.

Sono i primi accenni del Napoli di Allegri, ma il materiale umano per lavorare esiste: con qualche ritocco dal mercato e il ritorno dei suoi top player, questo Napoli potrà dire la sua in campionato e in Europa.

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