Neal Maupay contro De Zerbi: "Io il suo 'figlioccio'? Io non tratto così i miei figli"
L'attaccante del Marsiglia critica duramente l'allenatore italiano e racconta un episodio della scorsa stagione.
Neal Maupay era considerato "un figlio" da Roberto De Zerbi: "Ma io non tratto così i miei figli".
L'attaccante francese è tornato a Marsiglia dopo la breve parentesi al Siviglia e in una lunga intervista a RMC Sport ha raccontato proprio la separazione dall'OM dello scorso gennaio.
Maupay ha un rapporto particolare con De Zerbi, suo ex allenatore a Marsiglia e oggi alla guida del Tottenham: inizialmente l'attaccante era stato soprannominato "il figlio dell'allenatore" prima di essere messo da parte e poi ceduto in prestito agli andalusi.
"IO NON TRATTO COSI' I MIEI FIGLI"
Maupay a RMC Sport ha risposto seccamente quando gli è stato chiesto della famigerata dichiarazione di De Zerbi:
"In ogni caso, io non tratto i miei figli in quel modo. Ma ognuno ha il suo modo di crescere i figli".
L'ESCLUSIONE
Maupay è tornato poi sulla dolorosa esclusione della scorsa stagione raccontando alcuni dettagli:
"Quando vieni ad allenarti e le tue cose vengono lasciate in un Algeco (una struttura provvisoria, ndr) sul retro del centro sportivo, quando sei completamente solo a fare giri di campo e non hai accesso al tuo spogliatoio, ovviamente soffri. Mentirei se dicessi il contrario. Ma non voglio soffermarmi su questo, devo andare avanti".
"NON PORTO RANCORE"
L'attaccante non nutre comunque rancore nei confronti di De Zerbi:
"Onestamente, non porto rancore a nessuno perché sono invecchiato un po'. Ma se fosse stato qualche anno fa, avrei portato rancore a molte persone. Non voglio sembrare moralista, ma è qualcosa su cui sto lavorando. Penso che una carriera passi molto velocemente e sia molto breve. E me ne rendo conto. Ho appena compiuto 30 anni. Mi sembra di aver iniziato solo pochi anni fa. Ma no, sono passati 15 anni, e non voglio riempirmi la testa di pensieri negativi. Voglio semplicemente godermi appieno la mia carriera, continuare a migliorare e a dare il massimo, e penso che portare rancore a certe persone che non sono nemmeno più qui mi ostacolerebbe. Quindi no, non penso a queste cose".
"NON E' STATO FACILE STARE DA SOLO E NON VEDERE NESSUNO"
Maupay comunque non nasconde il dolore vissuto:
"Non è stato facile. L'anno scorso è stata una stagione molto complicata per me, infatti non ho parlato molto. Sono stato messo da parte per gran parte della stagione, allenandomi da solo, venendo qui e non vedendo nessuno, quindi non era facile da gestire. Sono sfide che ho dovuto affrontare, ma le ho superate. E oggi sono completamente concentrato sul resto della stagione"
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