«Nel sangue degli europei livelli record di Tfa, tossico per la riproduzione»: lo studio promosso dal gruppo dei Verdi all’Europarlamento

01 Ottobre 2026 - 21:40
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«Nel sangue degli europei livelli record di Tfa, tossico per la riproduzione»: lo studio promosso dal gruppo dei Verdi all’Europarlamento

Un recente studio promosso dai Verdi al Parlamento europeo ha analizzato campioni ematici di 110 cittadini europei, riscontrando la presenza dell'acido trifluoroacetico (TFA) nel cento per cento dei casi analizzati. Il TFA è una sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS a catena ultra-corta, caratterizzata da un’elevata persistenza, altissima mobilità e capacità tossiche. I dati emersi registrano una concentrazione mediana di 21,22 ng/mL, un valore significativamente superiore a quello riscontrato per la maggior parte dei PFAS a catena lunga. Questa presenza generalizzata nel sangue umano evidenzia un livello di esposizione continua e capillare della popolazione europea a tale inquinante organico.

La principale fonte di contaminazione da TFA è rappresentata dai pesticidi contenenti sostanze PFAS, i quali si degradano direttamente nel terreno, nelle falde acquifere e nelle colture destinate all'alimentazione. Attualmente sul mercato dell'Unione europea si contano decine di principi attivi e centinaia di formulati fitosanitari appartenenti a questa categoria chimica. Nonostante la normativa europea preveda la messa al bando di prodotti che contaminano le acque di falda, il loro uso persiste e la presenza di residui nei prodotti agricoli risulta in forte aumento negli ultimi anni, superando di gran lunga le concentrazioni rilevate nelle sole risorse idriche potabili.

La tossicità del TFA desta profonda preoccupazione nell'ambito della salute pubblica per le sue possibili ripercussioni sul sistema endocrino, sulla tiroide e sullo sviluppo embrionale durante le prime fasi della vita. Sebbene l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) abbia fissato una dose giornaliera ammissibile basata sulla tossicità tiroidea, le concentrazioni misurate nel sangue dei cittadini europei sfiorano già i livelli massimi stimati per tale soglia. A questo quadro si aggiunge il fatto che le valutazioni attuali spesso non tengono conto dell'effetto cumulativo o sinergico derivante dall'esposizione simultanea a molteplici sostanze chimiche fluorurate presenti contemporaneamente nell'ambiente.

A fronte di questi dati, la rete di associazioni PAN Europe chiede un intervento urgente da parte delle istituzioni europee e dei singoli Paesi membri per applicare con il principio di precauzione. Viene sollecitato un divieto immediato di tutti i pesticidi PFAS, identificati come la sorgente principale della degradazione in TFA, oltre all'adozione rapida di restrizioni generali su tutte le altre fonti di emissione. L'associazione sottolinea come l'assenza di interventi normativi continui ad alimentare l'accumulo inesorabile di questa sostanza indistruttibile nell'ambiente, esponendo le generazioni presenti e future a rischi sanitari crescenti e irreversibili.

L'appello finale rivolto ai decisori politici evidenzia la necessità inderogabile di conformare la gestione delle sostanze chimiche alle leggi vigenti in materia di tutela delle risorse idriche e della salute dei consumatori. L'evidenza scientifica conferma che il TFA non si degrada spontaneamente, rendendo ogni ritardo regolatorio una responsabilità diretta per l'aumento dei livelli di contaminazione sistemica globale. La messa al bando dei fitofarmaci contenenti PFAS rappresenta quindi il primo passo fondamentale per interrompere il flusso di inquinanti e garantire la sicurezza alimentare, la qualità dell'acqua potabile e la salvaguardia dell'ecosistema europeo.

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