Netflix guarda al passato per affrontare il calo di engagement tra gli abbonati
Pare che Netflix stia valutando di lanciare dei canali “non on-demand”: una scelta piuttosto curiosa, in netta controtendenza al business model che ha fatto la fortuna proprio della piattaforma di streaming - e che ha rivoluzionato radicalmente l’intero mondo della televisione. L’indiscrezione è stata diffusa nelle scorse ore dal Wall Street Journal, che cita fonti interne bene informate: la piattaforma vuole provare nuove strategie per aumentare ancora il tasso di coinvolgimento degli utenti.
Anche nel mondo dello streaming e dell’on-demand ci sono del resto delle piattaforme che continuano a credere nel sistema “old school” di consumare contenuti audiovisivi, pensiamo per esempio a Pluto TV. C’è del merito nell’idea, perché l’on-demand ha di certo molti vantaggi, ma anche qualche svantaggio: il cosiddetto “paradosso della scelta” l’avrete già sperimentato anche voi, almeno una volta - quando si passa tutta la serata a dibattere e cercare di capire cosa guardare, e tempo che ci si è decisi è ora di andare a dormire.
Netflix sembra convinta che la soluzione ideale per combattere la troppa scelta sia... ancora più scelta. L’utente potrebbe consultare i soliti cataloghi con tanto di raccomandazioni personalizzate, oppure “mettere il pilota automatico” e affidarsi a canali tematici, magari dedicati a specifici generi, franchise o tipologie di contenuti. Questi canali apparentemente faranno parte dell’abbonamento regolare, senza sovrapprezzi o accorgimenti.
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