Nike conferma l’impegno su Snkrs: “Strumento chiave per la strategia digitale”

Maggio 11, 2026 - 12:36
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Dopo le voci sui licenziamenti interni che avevano alimentato dubbi sul futuro dell’app, Nike rompe il silenzio e ribadisce il proprio impegno nei confronti di Snkrs. In una nota inviata a Wwd, il colosso di Beaverton ha dichiarato che la piattaforma – punto di riferimento per drop ad alta domanda ed edizioni limitate – resta centrale nella propria strategia di mercato digitale. “Snkrs rimane uno strumento fondamentale nella nostra strategia di mercato digitale”, si legge nella nota, “e in futuro offrirà lanci curati insieme ad assortimenti sempre disponibili, narrazioni ricche, un’esperienza d’acquisto fluida e connessioni più profonde con gli eventi fisici”.

I tagli, precisa l’azienda, rientrano nella più ampia riorganizzazione del team tecnologico (con l’ultima tornata di licenziamenti annunciata lo scorso aprile), che riguarda complessivamente circa 1.400 posizioni operative tra Nord America, Europa e Asia, meno del 2% dell’organico globale. Le preoccupazioni erano state alimentate dal piano di ristrutturazione del gruppo. La decisione si inserisce nell’ambito del piano di rilancio dell’azienda sotto la guida del presidente e CEO Elliott Hill, in carica da settembre dell’anno scorso. Come riferito da Cnbc, i licenziamenti non includeranno le attività Emea e la controllata Converse, ma non è chiaro quanti posti di lavoro saranno interessati. Come riportato dalla testata americana, citando un memo interno circolato in azienda, l’intento del gigante a stelle e strisce sarebbe quello di “affinare l’allineamento con il business, costruire team più snelli e accelerare ciò che conta di più”.

A destare preoccupazione, qualche mese fa, era stata anche la chiusura di alcuni prodotti digitali. Dopo aver dismesso, nel dicembre del 2024, il progetto Rtfkt, marchio di sneaker virtuali acquisito nel 2021 durante il boom delle criptovalute, erano avanzati rumors sulla cessione di questa divisione digitale. Secondo The Oregonian, che per prima ha diffuso la notizia, la vendita sarebbe avvenuta il 16 dicembre, ma i termini dell’operazione, incluso il nome dell’acquirente, non sono stati resi noti.

Nel frattempo l’azienda ha comunicato i dati relativi al terzo trimestre dell’anno: il gruppo archivia un fatturato sostanzialmente stabile a 11,3 miliardi di dollari (pari a circa 10 miliardi di euro, in calo del 3% a cambi costanti e invariato a cambi correnti), ma scivola sull’utile netto, in diminuzione del 35% a quota 520 milioni di dollari. Un risultato che si è attestato comunque leggermente sopra le attese degli analisti, che stimavano ricavi a 11,24 miliardi, secondo i dati Lseg riportati da Reuters. Tra le note positive di un trimestre non uniforme si segnalano i ricavi wholesale, in crescita del 5% a 6,5 miliardi di dollari, sostenuti da vendite stabili in Nord America. Le vendite dirette, invece, sono scese del 4%, penalizzate dalla domanda debole in Europa e in Cina.

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