Novanta minuti di inclusione: la telecronaca della Cremonese che racconta il calcio a chi non può vederlo

Aprile 24, 2026 - 15:00
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Novanta minuti di inclusione: la telecronaca della Cremonese che racconta il calcio a chi non può vederlo

Cremonese-Torino, manca poco più di mezz’ora al fischio d’inizio. I giocatori della Cremonese sono già in campo per il riscaldamento, lo stadio inizia a riempirsi, la curva a scaldare la voce. Allo Zini, tra le oltre 12mila persone pronte ad assistere alla partita, c’è anche un gruppo di ragazzi con deficit visivi o disturbi dell’attenzione, accompagnati da alcuni volontari dell’Associazione Marcotti Osvaldo, ente cremonese non profit nato nel 2019 per ricordare Osvaldo, ingegnere, scomparso a quarant’anni a causa dell’atrofia muscolare da cui era affetto.

Assistenza, borse di studio, acquisto di presidi medici, donazioni e servizi per persone con malattie genetiche degenerative sono alcuni degli ambiti di cui si occupa l’associazione. Tra le attività, dal 2022, la possibilità di seguire le partite casalinghe della Cremonese, grazie a una telecronaca inclusiva in diretta, studiata appositamente per i ragazzi con disabilità diverse. Il progetto “Si…AMO in diretta”, dove “Amo” sta per Associazione Marcotti Osvaldo, punta ad abbattere ogni tipo di barriera.

I ragazzi prendono posto nella Tribuna laterale Nord, ognuno rigorosamente al proprio posto, quasi un rituale scaramantico, e si apprestano ad assistere al match. Indossano delle cuffie wireless che li isolano dai rumori forti e improvvisi e seguono la partita accompagnati dalla voce di Lorenzo Cerioli, radiocronista cremonese, 22 anni, neolaureato in Media dell’Informazione. «La prima partita che ho commentato è stata Cremonese-Ascoli nell’aprile del 2022», dice. «Arrivò una sconfitta, i ragazzi erano un po’ abbattuti, ma un mese dopo a Como saremmo andati in Serie A. Queste cuffie senza fili, agganciate a una radiolina, permettono al gruppo di concentrarsi sull’audio e sulla telecronaca, ma allo stesso tempo di vivere a pieno l’atmosfera dello stadio, con i cori e le canzoni delle curve».

I beneficiari del progetto “Si…AMO” e i volontari dell’Associazione Marcotti Osvaldo durante la partita Cremonese-Torino di Serie A, domenica 19 aprile 2026 (foto di Niccolò Poli)

Il progetto è un esempio di come il calcio non sia solo una partita di pallone, ma molto di più. Per questi giovani andare a vedere la Cremonese è sempre un momento molto speciale: «Hanno età e disabilità diverse», racconta Cerioli, «ma sono accomunati da un’unica grande passione: quella per i colori grigiorossi. Questo progetto è un unicum nel panorama degli stadi nel nostro Paese. Spero possa fare da apripista anche per altre città in Italia».

Tra i ragazzi che riempiono la tribuna laterale, ci sono anche dei non vedenti. E inevitabilmente, per un telecronista, cambia anche il modo di raccontare la gara: «Sta tutto nella cura dei dettagli», prosegue. «Non si può raccontare un’azione di gioco a una persona cieca dalla nascita come lo si fa con chi invece vede partite ogni giorno. Bisogna stare attenti a dire sempre dove si trovano i giocatori, in che metà campo sono, con che piede calciano la palla, sotto che curva avviene quella determinata dinamica di gioco…».

Prima di ogni telecronaca, Cerioli studia attentamente la gara, quasi come un allenatore. Tira fuori un taccuino, lo appoggia sul tavolo della tribuna stampa e si annota varie cose, tra cui i nomi dei giocatori delle due squadre, i loro numeri di maglia e degli aneddoti che possono risultare utili nei 90 minuti di racconto: «Mi preparo molto per ogni match», ammette. «La prima cosa che faccio è strappare un foglio a metà e disegnare gli schieramenti delle due formazioni, così da avere un riferimento visivo chiaro». Una telecronaca inclusiva deve tenere conto di diversi fattori e segue un suo schema ben definito: «Devo far appassionare dei ragazzi che non hanno mai letteralmente visto questo meraviglioso sport», continua. «Bisogna usare tanti aggettivi e ricreare interamente a parole l’azione che si sta svolgendo sul rettangolo di gioco. E poi non dare per scontato nessun dettaglio, come per esempio i colori dei completi delle due squadre. In questo caso grigiorossi per la Cremonese, bianchi con dei dettagli granata per il Torino».

Ultime punizioni di riscaldamento e i giocatori imboccano il tunnel degli spogliatoi. Meno di una decina di minuti al primo pallone giocato. I volontari dell’Associazione tirano fuori da un valigione le cuffie e le distribuiscono ai ragazzi. Allo Zini risuona l’inno della Serie A e l’arbitro dà il via alla gara. La tribuna si accende di passione, di tifo grigiorosso. Il tiro a giro di Bonazzoli, quello di Okereke, il gol annullato a Baschirotto. I ragazzi si divertono, ridono, applaudono, fanno foto, video. Insieme. La partita si conclude con un pareggio, 0-0. La squadra riceve gli applausi dalla curva per la prestazione. I tifosi iniziano a lasciare lo stadio, i ragazzi restituiscono le cuffie e pian piano abbandonano, anche loro, la tribuna. Pronti a riempirla di nuovo il prossimo lunedì 4 maggio. «Ci sarà Cremonese-Lazio», ricorda uno di loro.

In apertura: i beneficiari del progetto “Si…AMO” e i volontari dell’Associazione Marcotti Osvaldo durante la partita Cremonese-Torino di Serie A, domenica 19 aprile 2026 (foto di Niccolò Poli)

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Redazione Redazione Eventi e News