Servizio civile, verso la certificazione delle competenze. Gli enti pronti a collaborare 

22 Maggio 2026 - 14:54
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 Valorizzare le competenze acquisite dai volontari durante il servizio civile, sia trasversali sia di cittadinanza, attraverso la loro “messa in trasparenza”: è una delle principali novità annunciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, in una conferenza stampa dedicata al nuovo Avviso per la presentazione di programmi e progetti di servizio civile universale per l’anno 2026.

Presente anche il Capo del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale Giuseppe Pierro, oltre i rappresentanti degli enti accreditati

A questi ultimi è stata rivolta la raccomandazione di aderire, nei prossimi progetti, alla sperimentazione per la messa in trasparenza delle competenze che i giovani maturano durante l’anno di servizio. 

«L’obiettivo di attestare anche le competenze trasversali e di cittadinanza – vera novità di questa sperimentazione – ci trova favorevoli e collaborativi, trattandosi di un riconoscimento e di un’ulteriore valorizzazione dell’impegno dei volontari», spiega la Conferenza nazionale enti servizio civile.

Che aggiunge: «Essendo il primo passo di un percorso complesso che – nel valorizzare le competenze dei giovani – dovrà mettere al centro il loro protagonismo e la relazione degli enti con loro, auspichiamo che continui ad essere valorizzato anche il gruppo di lavoro in Consulta sulle competenze, per monitorare, approfondire e chiarire i nodi rimasti aperti ed arrivare così a un documento realmente spendibile per i giovani e a un percorso praticabile e sostenibile per gli enti».

E poi una precisazione: «È bene sottolineare che, alla luce del carattere sperimentale della misura, l’adesione potrebbe essere più cauta e di modeste dimensioni, ma non per questo meno rilevante».

Cnesc evidenzia anche altre novità importanti che saranno contenute nel prossimo bando, tra cui «la centralità data alla comunicazione non solo dei progetti ma anche dei valori del servizio civile. L’universalità infatti, oltre a investimenti stabili, richiede nei confronti dei giovani condizioni di accesso facilitate e chiare informazioni rispetto alle finalità dell’Istituto. La direzione intrapresa è in evoluzione positiva, e auspichiamo che vengano finalizzati gli accordi con il Ministero dell’istruzione anticipati dal Ministro».

C’è poi un’altra novità, che Laura Milani, presidente della Cnesc, ci tiene a sottolineare: «Tra le positive novità non citate in conferenza, c’è l’introduzione dell’obiettivo 16 dell’agenda 2030 che è dedicato alla promozione di società pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, quale elemento comune da valorizzare in tutti i programmi, necessario per qualificare la connessione tra gli interventi messi in campo e la finalità di difesa civile non armata e nonviolenta propria del servizio civile. In questo tempo di conflitti armati e di tensioni a livello sociale ci sembra fondamentale rafforzare questa dimensione e la Cnesc si impegnerà per dare concretezza alla misura». 

Per quanto riguarda la semplificazione, «auspichiamo che si continui a lavorare in questa direzione di concerto con la Consulta. Ci sarà semplificazione per tutti nel momento in cui si potrà arrivare a una programmazione di più ampio respiro, pluriennale, inclusiva e flessibile. La Cnesc rimane a disposizione per cercare assieme al Dipartimento, alla Consulta e agli altri enti accreditati nuove soluzioni sostenibili e praticabili per tutti gli attori del sistema», conclude.

Foto Unsplash

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