Nuovo blackout a Cuba: il quarto in sei mesi, il secondo in meno di una settimana

La rete elettrica cubana è stata ripristinata dopo che un altro blackout nazionale ha colpito l’isola. Si tratta del quarto episodio di questo tipo in sei mesi e il secondo in meno di una settimana, causato soprattutto dal blocco petrolifero imposto a l’Avana dagli Stati Uniti. Lo ha annunciato la Une, la compagnia elettrica nazionale cubana. Dopo aver lavorato per oltre 24 ore al riavvio del sistema, un processo reso più lento e complesso dalla carenza di carburante, i tecnici della rete elettrica sono riusciti ad accelerare il ripristino durante la notte tra sabato e domenica. Secondo le autorità, oltre il 65% delle famiglie dell'Avana (1,7 milioni di abitanti) ha riavuto la corrente durante la notte, sebbene i razionamenti continuino a causa della bassa produzione di energia elettrica.
Si è trattato del nono blackout nazionale dalla fine del 2024 sull'isola, che conta 9,6 milioni di abitanti. L'interruzione di corrente precedente si è verificata lunedì scorso, causata da una fluttuazione di tensione combinata con la bassa produzione di energia elettrica dovuta alla carenza di combustibile. La rete è stata ripristinata due giorni dopo. Di fronte alle incessanti interruzioni di corrente, che possono durare fino a trenta ore nella capitale e anche di più nelle province, i residenti esprimono apertamente la loro stanchezza e il loro senso di impotenza. «Abbiamo già raggiunto un livello di stress insopportabile e insostenibile; la popolazione non ce la fa più», ha dichiarato sabato all'Afp Pedro Martinez, un autista di consegne di 63 anni, aggiungendo di non vedere «soluzioni a medio o breve termine».
Il primo ministro di Cuba Manuel Marrero ha dichiarato apertamente la gravità della situazione, parlando di «un'altra settimana molto difficile sotto l'impatto del blocco del greggio».
Cuba ha iniziato a investire sulle rinnovabili: il governo cubano ha puntato sull'energia solare, in particolare grazie al sostegno della Cina. Tra il 2025 e l'inizio del 2026 sono stati installati nel Paese 56 parchi solari fotovoltaici, aggiungendo oltre 1.000 MW di capacità; ciò rappresenta il 10% della produzione totale di elettricità, in aumento rispetto al 3% registrato alla fine del 2024. Le autorità puntano a raggiungere il 15% entro la fine del 2026. Il boom del solare però è ancora troppo giovane, per troppo tempo l’Avana si è adagiata sull’import del greggio e ora tanta strada dovrà compiere l’Isola per raggiungere una qualche autonomia energetica. E gli Stati Uniti non intendono certo star fermi a guardare senza mettere bastoni tra le ruote. Incuranti di una popolazione lasciata al buio, senza acqua, con temperature che sfiorano i 40 gradi e nel pieno della più grave crisi energetica mai registrata.
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