È morto Olivier Dupuis, ex eurodeputato e segretario del Partito Radicale Transnazionale

Maggio 05, 2026 - 17:08
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Bruxelles – È morto all’età di 67 anni Olivier Dupuis, ex europarlamentare italo-belga dal 1996 al 2004 e segretario del Partito Radicale Transnazionale (PRT) dal 1995 al 2003. Dupuis era stato colpito da un tumore al pancreas alla fine del 2025 e lo scorso 4 maggio ha scelto di morire con l’eutanasia nella sua casa di Bruxelles (in Belgio è legale dal 2002), traducendo in pratica quanto predicato nel corso dei suoi anni da attivista e politico radicale.

Nato in Vallonia nel 1958, Dupuis si iscrive al Partito Radicale nel 1981, dedicandosi soprattutto alla questione della promozione della libertà e della democrazia negli Stati dell’Europa centro-orientale sotto l’influenza dell’Unione Sovietica. Dopo aver subito due arresti di tre giorni ciascuno per aver partecipato a manifestazioni anti-regime prima a Praga e poi a Dubrovnik (nell’allora Jugoslavia), il nome di Dupuis balza per la prima volta agli onori della cronaca internazionale nell’ottobre del 1985 quando rifiuta la leva militare obbligatoria in Belgio. Incriminato per diserzione, resta in carcere per 11 mesi fino all’agosto 1986.

Nel 1988 Depuis si trasferisce a Budapest e nel 1995 è nominato segretario del PRT. Un anno più tardi, viene eletto europarlamentare con la Lista Pannella, per poi essere riconfermato alle elezioni del 1999 con la Lista Bonino e restare in carica fino al 2004. Durante gli anni all’Eurocamera, entra a far parte della commissione Affari Esteri e torna ad occuparsi di Europa orientale, raccogliendo oltre centomila firme per l’incriminazione dell’ex presidente della Jugoslavia Slobodan Milosevic di fronte al Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia e lottando per il riconoscimento del genocidio perpetrato dalla Russia nei confronti del popolo ceceno.

Tra i primi a ricordare Depuis, gli ex compagni di partito Marco Cappato e Marco Perduca. Attraverso un comunicato ufficiale dell’organizzazione Eumans da loro guidata, hanno elogiato “la sua lunga militanza sempre caratterizzata dalla disobbedienza civile e della nonviolenza“, sottolineando “gli obiettivi di libertà, diritti e giustizia” che hanno dominato la sua azione politica. Perduca e Cappato hanno anche ripercorso le numerose campagne condotte da Dupuis in giro per il mondo: “Dai tibetani agli uiguri, passando per vietnamiti, laotiani, taiwanesi, popoli indigeni andini quanto indocinesi fino alla dissidenza cinese, Dupuis si è sempre fatto carico di rappresentare le richieste di libertà e autodeterminazione dei milioni di persone vittime di regimi autoritari“, hanno scritto.

Si è unito al cordoglio anche l’eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo, Sandro Gozi, che ha definito Dupuis “un radicale vero e un europeo vero” che “ha incarnato una politica transnazionale capace di superare i confini e di pensare l’Europa come spazio concreto di libertà e diritti”. Anche l’europarlamentare del PD e vicepresidente dell’Eurocamera, Pina Picierno (S&D), ha reso omaggio a Dupuis con un post su X. “Le tue lotte non violente, la tua lucidità nell’analisi politica, la capacità di esserci prima di altri restano per me una guida costante“, ha scritto. “Il nostro impegno continuerà a portare anche il tuo nome e la tua presenza”, ha concluso.

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