Obodo racconta: "Io rapito due volte, oggi scopro talenti e li porto in Italia. Al quarto crociato pensai all'alcool, ma il whisky mi faceva schifo"

14 Luglio 2026 - 09:55
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Una carriera sull'ottovolante per l'ex centrocampista, in campo ma anche fuori

Christian Obodo, ex centrocampista nigeriano di Perugia, Udinese, Fiorentina, Torino e Lecce n Italia, ha parlato a La Gazzetta dello Sport ricordando anche episodi poco felici della sua carriera, come gli infortuni:

"Mi sono rotto il crociato quattro volte, la prima a 23 anni. La mia carriera è stata un lampo, quasi non me ne sono accorto. A Udine mi stavo consacrando come un top: Liverpool, Barcellona e Real Madrid mi volevano, prima di scoprire che le mie ginocchia erano fragili. Dopo la rottura del quarto crociato sono caduto in depressione. Avevo dolori ovunque e faticavo anche a camminare. Mia sorella e mia madre mi salvarono: avrei potuto rovinarmi, pensai di aiutarmi con l’alcol. Provai il whisky, per fortuna mi fece schifo".

COSA FA OGGI OBODO

"Qui a Lagos si è appena conclusa la Coppa U20 del Consolato Generale Italiano, di cui io e Oba Martins siamo ambasciatori. I 18 migliori giocatori vengono selezionati e inseriti nei settori giovanili di club come Udinese, Como e Fiorentina. È un modo per valorizzare il talento africano. Io, comunque, continuo a vivere a Udine".

A PERUGIA

"Cosmi e Gaucci come due secondi padri. Luciano era un vulcano: dopo le partite litigava con arbitri e presidenti avversari, come nel famoso scontro con Matarrese. Fu però il primo a darmi fiducia a 16 anni, quando arrivai da solo in Italia. Serse mi ha allenato a Perugia, Udine e Lecce: ho passato diversi anni con lui. A volte era difficile capire quello che diceva, ma rimane una persona che porto nel cuore".

DUE VOLTE RAPITO

Obodo racconta dei due rapimenti di cui è stato suo malgrado obiettivo nel giro di otto anni tra il 2012 e il 2020:

"A Warri, una mattina, stavo andando in chiesa a portare dei regali ai bambini. Guidavo la mia Bentley quando un’auto mi tagliò la strada. Scesero in quattro armati di fucili e mi rapirono. Mi portarono in una casa abbandonata in mezzo a una foresta. Ricordo le zanzare, un vero incubo. I rapitori chiedevano 150.000 euro di riscatto, ma la mia famiglia non aveva quella cifra e ne pagò 10.000. Il giorno dopo arrivarono 500 poliziotti a cercarmi, ma io ero già scappato dalla finestra".

"Stavo scendendo dalla macchina quando, all’improvviso, alcuni uomini mi presero da dietro, mi incappucciarono e mi chiusero nel bagagliaio della mia auto. Rimasi lì dentro per cinque ore. Poi mi fecero scendere e mi derubarono gli orecchini e il telefono, lasciandomi però la Sim. A un certo punto uno di loro mi riconobbe: “Tu sei Obodo”, e da lì mi lasciarono andare. Quasi li ho ringraziati. A Warri ci sono alcuni gruppi che si sentono sfruttati dal governo e per questo sfogano la loro rabbia rubando e rapendo le persone".

POLEMICHE NEL 2013

"Quell’anno andai alla Dinamo Minsk, che mi voleva per l’Europa League. Avevo la pubalgia e mi proposero di curarla con alcune pastiglie, ma io rifiutai. La Dinamo uscì dall’Europa e mi mise fuori rosa. Così tornai in Italia, senza dire niente a nessuno. Un giorno, a Udine, fermarono me e un amico in macchina e la polizia trovò della marijuana: non era mia, non ho mai fumato. La notizia fece rumore e la Dinamo mandò un medico a Roma per farmi un test del capello, che risultò negativo. Il mio amico fu poi arrestato".

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Redazione Eventi e News

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