Oltre che coi migranti e le pale eoliche, ora Trump ce l’ha pure con Meloni

19 Giugno 2026 - 15:25
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Oltre che coi migranti e le pale eoliche, ora Trump ce l’ha pure con Meloni

Grande è la confusione sotto il cielo dell’internazionale di destra, anche se la situazione non si direbbe eccellente. Di rientro dal G7 di Evian, un indispettito Donald Trump ha risposto ai microfoni di La7 dichiarando che la premier Giorgia Meloni l’avrebbe supplicato di fare una foto insieme durante il vertice.

«Probabilmente è contenta che io le abbia parlato! Non ero obbligato a parlarle – ha inveito a L’aria che tira – Mi ha implorato di fare una foto con lei! Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena».

Tanto è bastato per mandare in tilt l’Esecutivo, da sempre attento a vantare un rapporto di speciale amicizia con The Donald. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha risposto di non poter immaginare Giorgia Meloni «chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia […] Immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del presidente Usa». Ma c’è poco da immaginare, perché Meloni ha invece risposto subito attraverso Instagram (sic) per spiegare, ce ne fosse bisogno, che «io e l’Italia non imploriamo mai».

Visto dall’opposizione il siparietto sarebbe anche divertente, non fosse che chiama in causa i rapporti geopolitici con quella che è ancora – sebbene in rapido declino – la principale potenza globale. Sotto la guida del presidente Trump, la democrazia Usa ha imboccato la via del populismo autoritario, che si permette di sbeffeggiare anche i propri presunti alleati politici oltre che, naturalmente, i modelli di sviluppo contrari al continuo arricchimento delle proprie élite (sovente legate ai combustibili fossili).

«Gli europei – ha infatti rincarato Trump a La7 – hanno sbagliato tutto sull’energia e hanno sbagliato tutto sull’immigrazione, e se non risolvono questi problemi l’Europa non sarà mai più la stessa. Probabilmente non riusciranno a risolverli. L’immigrazione è un disastro e l’energia, con tutte quelle pale eoliche che sono un fallimento, è un disastro». Del resto quella contro le pale è una battaglia decennale per Trump, da quando un parco eolico ha minacciato di disturbare la vista su un suo campo da golf in Scozia.

Per rispondere a Trump, basti osservare che è l’Europa ad aver aperto la strada al cambiamento: in Ue la produzione di energia solare ha superato quella del carbone nel 2024, e nel 2025 l'energia eolica e solare hanno superato per la prima volta i combustibili fossili; a livello globale nell’ultimo anno le rinnovabili hanno superato il carbone, e quest’anno il solare da solo basterà per battere il nucleare. Oggi l’82% degli italiani teme gli effetti negativi della dipendenza dalle fossili e il 73% vede nelle rinnovabili la soluzione, semplicemente perché sono diventate il modo più economico e rapido per produrre energia; al contrario, l’Italia importa il 90% dei combustibili fossili che consuma, con costi economici (oltre che ambientali e sanitari) monstre, stimati per il 2025 tra i 46 e i 53 miliardi di euro. Con buona pace di Giorgia Meloni, il cui Governo sta facendo di tutto per ritardare la transizione ecologica, per blandire il proprio elettorato oltre agli “amici speciali” come Trump. È davvero un peccato che, a quanto pare, non stia servendo a molto.

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