Oltre le preferenze, FdI studia le liste per le politiche: avanza l’idea Arianna Meloni
Preferenze o non preferenze, dentro Fratelli d’Italia hanno iniziato a domandarsi se non sia il caso di iniziare a costruire le liste elettorali in previsione del voto. Si tratta, com’è ovvio che sia, visto che non si sa ancora se si andrà alle urne tra un anno, prima o addirittura dopo, di suggestioni. Ma che ben raccontano la volontà del partito della premier Giorgia Meloni di non farsi trovare impreparata nel caso la legislatura caracollasse da un momento all’altro. E’ ovvio che se fosse passato l’emendamento con i capilista bloccati e le tre preferenze, si avrebbe un quadro ancor più limpido. Ma l’impostazione non cambia poi troppo. Si parte dal dato certo che Giorgia Meloni sarà candidata in tutte le cinque circoscrizioni plurinominali, il massimo disposto dalla nuova legge. Così come il fatto che i big, a partire dai ministri, capigruppo e alti dirigenti saranno con ogni probabilità posizionati in alto nei listini ma anche nel listone da cui si pesca una volta avuto accesso al premio di maggioranza. Difficile fare un computo preciso già da ora ma in Via della Scrofa, anche in ragione del ruolo da capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento di Fratelli d’Italia, danno praticamente per scontato l’inserimento in lista di Arianna Meloni, la sorella d’Italia. Mai transitata per il Parlamento e però considerata pronta a correre nell’agone elettorale. Del resto, come aveva detto sibillina al Corriere, anche se non ambisce a una carriera parlamentare Arianna si considera a disposizione del partito. E nonostante alle europee fosse riuscita a rimanerne fuori (“preferirei di no”), i viaggi in giro per l’Italia, dalla Puglia all’Umbria facendo visita alle varie sedi del partito, ne rendono sempre più evidente la spendibilità in chiave nazionale. Anche se lei ha scherzato anche sull’ipotesi Campidoglio: “Se non si propone nessuno, io ci sono...”. In quanto responsabile della segreteria, per altro, Arianna Meloni avrà un ruolo anche nel vaglio e nel completamento delle liste, il cui ultimo avallo però, ovviamente, sarà a opera della sorella nonché presidente del Consiglio.
Nei giorni delle tensioni riguardanti la legge elettorale c’era grande apprensione, soprattutto tra i parlamentari meloniani eletti al sud, sul passaggio alle preferenze che, a dire di molti, avrebbe reso molto più complicato il loro ritorno in Parlamento. Ora quell’emendamento, che secondo alcune stime porterebbe all’elezione con preferenza di circa la metà dei parlamentari di FdI, potrebbe essere ripresentato al Senato. Non è detto che passi. Nel frattempo, i listini bloccati continueranno a essere lavorati direttamente in Via della Scrofa.
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